<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723</id><updated>2011-12-15T18:03:27.390+01:00</updated><title type='text'>PAROLA DI MINISTRI</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>87</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1672278420358059865</id><published>2011-12-13T21:21:00.007+01:00</published><updated>2011-12-13T23:21:34.022+01:00</updated><title type='text'>Il Nastro della discordia.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-MSbcUMEScOM/TufNobFMy6I/AAAAAAAAAGc/1PNg5Ey70SE/s1600/IMG_0085.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-MSbcUMEScOM/TufNobFMy6I/AAAAAAAAAGc/1PNg5Ey70SE/s400/IMG_0085.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685739148926569378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La cassiera non sa se chiamarmi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ragazzo&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;signore&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ho 29 anni e non c'è una parola per me - non perlomeno per i rapporti rapidi e funzionali del supermercato.&lt;br /&gt;Me ne accorgo dopo aver constatato un'altra grave mancanza: un verbo che indichi l'azione del mettere la spesa sul nastro - in un momento in cui tra l'altro la spesa non è ancora tale, ma è solo un ammasso di prodotti selezionati per i quali si ha intenzione di spendere.&lt;br /&gt;Non sono neanche sicuro che si chiami &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nastro&lt;/span&gt;, e in ogni caso mi troverei in imbarazzo a dire a qualcuno "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ehi, metti le cose sul nastro&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Suona proprio male.&lt;br /&gt;E non si parla nemmeno di un momento neutro del vivere quotidiano: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mettere le cose sul nastro&lt;/span&gt; implica un rapporto delicatissimo con chi ti precede e chi ti succederà.&lt;br /&gt;Chi ti precede è quasi sicuramente una vecchina tignosa che non aspetta altro che poter delimitare la sua spesa sul nastro con quei divisori di plastica (trovate un nome anche a questi, please), nel timore che tu possa infilare una caciotta nel suo conto e farla franca.&lt;br /&gt;In effetti, credo nessuno ci abbia mai nemmeno provato, ma per qualche motivo quel nastro risveglia le peggiori paranoie degli over 60.&lt;br /&gt;Quanti sacchetti? Pago e scivolo verso la coda della cassa, che complessivamente vista da sopra probabilmente deve ricordare una portaerei.&lt;br /&gt;Mi prendo un altro "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ma va là che sei giovane&lt;/span&gt;" dalla cassiera, che raccoglie cenni d'assenso tutt'intorno - escludendo tout court dalla conversazione un'età di mezzo che possa veramente definirsi tale.&lt;br /&gt;Quando finisco di essere giovane divento direttamente vecchio?&lt;br /&gt;Lacune linguistiche di questo genere sono il riflesso del profondo disagio di un Paese tenuto in mano da gente che potrebbe far coppia con mia nonna a bridge.&lt;br /&gt;E con la quale ahinoi dobbiamo comunque cercare di comunicare.&lt;br /&gt;Il problema è che in Italia il codice lo decidono loro, e si tengono stretti le loro parole quasi quanto le poltrone.&lt;br /&gt;Puoi inventare slang e gerghi d'ogni sorta, ma solo per cospirare senza essere capito: le strutture linguistiche con le quali l'Italia pensa se stessa non sono nelle tue mani.&lt;br /&gt;Finisce che per restare a tavola devi far tue quelle parole, e man mano che le mastichi ti dimentichi di chi te le ha messe in bocca.&lt;br /&gt;Finisce che alle feste dell'Unità d'estate i giovani decidono di chiamare il loro risicatissimo angolo di libertà "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Spazio Giovani&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Finisce che per rivendicare i tuoi diritti, usi le categorie e le espressioni di chi te li sta togliendo.&lt;br /&gt;La musica, che in Italia è più che mai considerata il grande trastullo dei giovani, ignari di ciò che li attende, soffre più che mai di questo monopolio.&lt;br /&gt;Il paradigma della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;maturità&lt;/span&gt; regna incontrastato nell'analisi di qualsivoglia fenomeno musicale: addetti ai lavori di lunga data - la maggior parte dei quali ormai senza lavoro - dibattono su quale sia il grado di maturità raggiunto da una band o da un artista su un misterioso Maturometro governato da criteri il più delle volte ignoti e in mano a gente così matura da vivere scrivendo di gente che suona.&lt;br /&gt;Il processo del Maturometro vuole che per un periodo non meglio specificato si galleggi in una sorta di lento divenire - che tende genitorialmente a valori vaghi e tutt'altro che millenari come la sobrietà, la misura, il gusto, il contegno.&lt;br /&gt;Più o meno gli stessi che, a modo suo, ha in testa la vecchietta tignosa.&lt;br /&gt;Raggiunta la suddetta maturità (che poi, per qualche motivo, sembra irreversibile: si è mai sentito di un artista maturo che all'improvviso ha smesso di essere tale?), si possono continuare a fare dischi uguali uno all'altro, o all'occorrenza uno più brutto dell'altro, senza dipendere più da alcun tipo di giudizio.&lt;br /&gt;Semplicemente si è diventati vecchi, ovvero padroni della lingua e di tutto quello che ne consegue.&lt;br /&gt;Nella mia città anche i ritmi di sonno e veglia sono decisi da chi su questo mondo ha già passato molto più della metà del tempo a sua disposizione.&lt;br /&gt;Il ritornello è che sono stati giovani anche loro, che divertirsi va bene ma, che la musica è bella ma la musica non il baccano, che a quest'ora si dorme.&lt;br /&gt;Le conseguenze concrete sono sotto gli occhi di tutti, ma anche le parole ne risentono.&lt;br /&gt;Succede che molte band, pur di suonare da qualche parte, cerchino nuovi vestiti con cui presentarsi ai locali.&lt;br /&gt;Il vestito prediletto prende il nome di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;in acustico&lt;/span&gt; - termine vago come le mie interrogazioni di matematica al liceo che vorrebbe contrapporsi idealmente a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;in elettrico&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Tecnicamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;acustico&lt;/span&gt; in questa accezione è un retronimo, ovvero un neologismo atto a compensare un significato modificatosi nel tempo in virtù - in questo caso - di processi di costume e di progressi tecnologici.&lt;br /&gt;In senso stretto, dovrebbe indicare che il suono si propaga senza l'ausilio di alcunché di elettrico.&lt;br /&gt;Situazione che ovviamente non si presenta quasi mai, situazione che includerebbe la batteria (propriamente acustica) - generalmente invece esclusa dal magico mondo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;In Acustico&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In realtà infatti il significato in italiano dell'espressione è "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;a dirla tutta, noi vorremmo fare altro ma siccome non ce lo lasciate fare vi veniamo incontro e suoniamo a volumi più bassi, con le chitarre acustiche e l'ovetto, così non vi accorgete neanche di noi e siamo tutti contenti&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Viceversa &lt;span style="font-style:italic;"&gt;elettrico&lt;/span&gt; suona per buona parte degli adulti della penisola come qualcosa di discendenza satanica o semplicemente da non toccare - come i fili col cartello col teschio sopra.&lt;br /&gt;Per qualche tempo, è circolato anche il temibile &lt;span style="font-style:italic;"&gt;elettro-acustico&lt;/span&gt; - che indicava, nell'involontario lessico delle band disperate, quelli che scendono solo qualche scalino della scaletta del compromesso. Una via di mezzo fattasi parola, fallita in breve e malamente perché mai piaciuta né ai localanti né a chi l'ha intrapresa.&lt;br /&gt;E così, non ci rimangono altro che chitarre acustiche benedette da ddio - che in qualche modo dovremo pur microfonare o elettrificare ma con quel bel color legno che tranquillizzi le sciure, memori forse di qualche pic-nic sociale del ventennio.&lt;br /&gt;Mentre finisco il ragionamento, la cassiera mi sposta quel pezzo di plastica basculante che divide il fondo della cassa dalla spesa di quello che non è ancora riuscito a mettere la roba nei sacchetti e quella di chi è nel mezzo della compravendita (dio mio, qualcuno si occupi di nominare le componenti di un supermercato).&lt;br /&gt;Penso che domani ho un concerto dove non suonerò la chitarra elettrica ma quella acustica, anche perché suonerò in una stanza con un riverbero nemico di qualsiasi distorsione - a meno che non suoni nei My Bloody Valentine.&lt;br /&gt;Penso che suoneremo in elettrico ma con una chitarra di legno vuoto dentro e michi che pesta meno e divi che non schiaccia il pedalino e effe con una rickenbacker.&lt;br /&gt;Alzo gli occhi verso la cassiera mentre incastro il succo d'ananas.&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Guardi, mi chiami come la fa sentire meglio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1672278420358059865?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1672278420358059865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1672278420358059865' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1672278420358059865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1672278420358059865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/12/il-nastro-della-discordia.html' title='Il Nastro della discordia.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-MSbcUMEScOM/TufNobFMy6I/AAAAAAAAAGc/1PNg5Ey70SE/s72-c/IMG_0085.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7803304926245608834</id><published>2011-11-16T22:04:00.002+01:00</published><updated>2011-11-16T22:05:08.362+01:00</updated><title type='text'>Ministri Mostri.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-5KtlsTtwY0s/TsQldeeZLFI/AAAAAAAAAGQ/MJQZM2SrbLA/s1600/ministri%2Bmostri.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5KtlsTtwY0s/TsQldeeZLFI/AAAAAAAAAGQ/MJQZM2SrbLA/s400/ministri%2Bmostri.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675702618720644178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7803304926245608834?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7803304926245608834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' 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riprenda i contenuti, le forme, i simboli e quant'altro, semplicemente si chiama fuori dalla pratica democratica, e innanzitutto dalla discussione - che della democrazia è la prima e più elementare rappresentazione.&lt;br /&gt;Dato che ciò in Italia continua a succedere, impedendo a nostro avviso il progresso sia del discorso politico italiano sia del Paese tutto, riteniamo sia necessario ribadire pubblicamente quando necessario il proprio antifascismo - senza violenza (negli atti come nel linguaggio), senza toni disumanizzanti, ma con fermezza e chiarezza.&lt;br /&gt;E continueremo a credere necessario ciò fino al giorno in cui l'ovvietà dell'antifascismo sarà condivisa da tutti - poiché l'antifascismo è e dev'essere un principio alla base di ogni schieramento politico italiano.&lt;br /&gt;Nessuno deve avere paura a proclamarsi antifascista.&lt;br /&gt;Nessuno deve avere paura nemmeno a proclamarsi fascista, ma riconosce così di non poter prendere parte alla democrazia italiana e di offendere la memoria del paese e la sua libertà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2984185079526008587?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2984185079526008587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2984185079526008587' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2984185079526008587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2984185079526008587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/11/lantifascismo-come-presupposto.html' title='L&apos;antifascismo come presupposto.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7330637773603137957</id><published>2011-11-16T18:43:00.003+01:00</published><updated>2011-11-16T18:50:47.851+01:00</updated><title type='text'>Perché il concerto di venerdì si farà e perché riteniamo sia giusto lottare per le parole.</title><content type='html'>In seguito alla confusione circa gli avvenimenti dello scorso 10 novembre a Radio Rock, fino a questa domenica media partner del nostro concerto, abbiamo chiesto al locale e agli organizzatori coinvolti nella vicenda - che hanno dichiarato di aver chiuso ogni collaborazione con la radio stessa, una netta condivisione dei principi dell’antifascismo, che non consideriamo una posizione politica ma una semplice regola democratica – come spieghiamo meglio &lt;a href="http://paroladiministri.blogspot.com/2011/11/lantifascismo-come-presupposto.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Non abbiamo ricevuto una risposta chiara e soddisfacente in merito e ci è stato detto che non si può chiedere una posizione in merito da un imprenditore – che non ha ritenuto opportuno spostare la data con una nuova comunicazione e nuovi partner - come da noi richiesto - per fugare ogni dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il protrarsi di questa discussione ha penalizzato prima di tutto chi ha comprato un biglietto o chi aveva investito dei soldi per trasporti o altro in vista di questo concerto.&lt;br /&gt;Il rispetto per queste persone va per noi anteposto alla condivisione di valori che abbiamo con i soggetti con cui ci capita di collaborare.&lt;br /&gt;Per questi motivi, seppur in disaccordo con la gestione e l’analisi della vicenda da parte degli organizzatori, verremo giù a suonare per voi o per chi ci sarà – garantendovi il miglior concerto che ci sia possibile fare. L’appuntamento è venerdì 18 alle 22 all’Orion di Ciampino.&lt;br /&gt;Vi preghiamo di diffondere quanto potete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7330637773603137957?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7330637773603137957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7330637773603137957' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7330637773603137957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7330637773603137957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/11/perche-il-concerto-di-venerdi-si-fara-e.html' title='Perché il concerto di venerdì si farà e perché riteniamo sia giusto lottare per le parole.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3122695103991152334</id><published>2011-11-13T09:18:00.012+01:00</published><updated>2011-11-13T21:43:56.589+01:00</updated><title type='text'>Perché non suoneremo per Radio Rock.</title><content type='html'>L'anno che sta per concludersi ha un nome che sa di futuro - anche perché quando eravamo piccoli uscirono film che promettevano per questi anni chissà quali scenari e non certo un mondo identico coi walkman più piccoli e i televisori più grandi.&lt;br /&gt;E per questo ci piace tanto usarlo come incipit in occasione di accadimenti che ci paiono inadatti al nostro senso di presente e di futuro ("ma come, nel 2011 ancora parliamo di queste cose?" - e simili).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose che sono successe a Roma forse non sanno di 2011, ma non per questo possono sfuggire alla trama di valori e princìpi con cui siamo cresciuti.&lt;br /&gt;Il 10 novembre Emilio Pappagallo, direttore/editore di Radio Rock (ci scusiamo se la qualifica dovesse essere imprecisa), decide di dare spazio a Gianluca Iannone - il presidente di Casa Pound, il centro sociale di riferimento per i "fascisti del terzo millennio" (definizione loro).&lt;br /&gt;Lo decide senza consultarsi né confrontarsi con la redazione di Radio Rock, che in seguito all'accaduto si è licenziata o autosospesa.&lt;br /&gt;Lo decide, o così lascia a intendere ascoltando l'intervista, animato da un sentimento di pace - o meglio di riappacificazione ad ogni costo, in nome di un superamento di divisioni che gli paiono o parevano antiquate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intervista la potete ascoltare &lt;a href="http://www.radiobandieranera.org/index.php?option=com_jdownloads&amp;Itemid=&amp;view=view.download&amp;catid=7&amp;cid=472"&gt;qui&lt;/a&gt;, sulla radio di Casa Pound. &lt;br /&gt;Sentirete un Emilio Pappagallo timoroso che cerca di costruire enormi domande con la risposta dentro, nel tentativo di far diventare Iannone un paladino degli stessi valori che la Radio sente come propri - e cerca di tradurre la loro inconciliabilità in una specie di pluralismo da bar - della serie io continuo a pensarla così, tu continui a pensarla colà. &lt;br /&gt;Iannone ovviamente non si smuove di un centimetro dalle sue consuete posizioni e, non essendo interpellato su alcuna questione di principio relativa al pensiero che anima Casa Pound, conduce l'intervista - che si conclude con l'ennesimo goffo tentativo di volemose bene.&lt;br /&gt;L'impressione è che Emilio già dopo pochi minuti si accorga di aver portato in casa un puma, e di avere da dargli solo cibo per gatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Ministri sono cresciuti facendo propri i valori dell'antifascismo - dove per fascismo si intende sia un periodo storico sia ogni ideologia o comportamento che si richiami a quel periodo e che ne condivida l'idea di stato e di funzionamento dei rapporti di potere.&lt;br /&gt;Tenere in vita la stessa parola &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fascista&lt;/span&gt; - che è un insulto generico anche in molte altre lingue - è la missione di una parte della destra italiana, con modi e azioni tra loro profondamente diverse.&lt;br /&gt;La storia che stiamo attraversando oggi ci dice che il mondo è in mano a un mercato scellerato e alla finanza più buia - e non crediamo che siano i fascisti né un vero problema né un'erbaccia da estirpare o qualcosa cui va tolto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ipso facto&lt;/span&gt; il diritto di esistere.&lt;br /&gt;Ciò detto, nel momento in cui si decida di confrontarsi o di dar spazio a realtà di estrema destra è fondamentale pretendere dalla persona con cui ci si sta confrontando una presa di posizione chiara rispetto al fascismo stesso e ai suoi simboli.&lt;br /&gt;Il diritto di parola che madre natura ha garantito a tutti non deve confondersi con il diritto a offendere la storia.&lt;br /&gt;Chiunque voglia configurarsi come attivista di destra e risultare credibile e serio e rispettabile interlocutore deve e dovrà finché necessario prendere le sacrosante distanze sia nel linguaggio sia nell'iconografia, prima ancora che negli atti, da ideologie scellerate.&lt;br /&gt;Chiunque si rifiuti di farlo (posizione che spesso riassume e conclude l'identità di molti neofascisti) esisterà e continuerà ad avere il diritto di esistere, ma non avrà il nostro rispetto né la nostra disponibilità a una discussione.&lt;br /&gt;C'è di certo bisogno che l'Italia superi un passato di guerra ideologica ormai fuori tempo massimo e che superi insieme un presente ancora vivo di pestaggi, agguati e minacce.&lt;br /&gt;Ma nel complesso processo che risolverà questa dicotomia non ha senso alcuno rileggere la storia del nostro Paese o tentare un'improbabile equiparazione delle violenze perpretrate: la violenza di un popolo che cerca libertà assomiglia a quella di Stato solo nel colore del sangue, il resto non ha punti di contatto.&lt;br /&gt;Per questi motivi riteniamo inaccettabile la scelta e soprattutto la forma col quale è stata condotta questa pace coatta. &lt;br /&gt;La speranza in un futuro in cui vedremo risolti questi conflitti interni non deve banalizzare il concetto di pluralismo o ridurre l'antifascismo e il fascismo a due opinioni - come emerge dall'intervista di Pappagallo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questi motivi i Ministri decidono di annullare il concerto in collaborazione con Radio Rock del prossimo venerdì 18 novembre all'Orion di Ciampino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Prendiamo atto del fatto che Dj Armandino, Prince Faster e Dj Oreste nonché l'Orion stesso hanno preso pubblicamente e nettamente le distanze da Radio Rock e da quanto accaduto. Aspettiamo ulteriori comunicazioni dagli organizzatori circa l'evento stesso, le prevendite e quant'altro, e aspettiamo che vi siano le condizioni per valutare la fattibilità della data.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3122695103991152334?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3122695103991152334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3122695103991152334' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3122695103991152334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3122695103991152334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/11/perche-non-suoneremo-per-radio-rock.html' title='Perché non suoneremo per Radio Rock.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3850686613109572093</id><published>2011-11-08T14:52:00.024+01:00</published><updated>2011-11-10T17:31:40.311+01:00</updated><title type='text'>Come andare in esilio oggi.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-WOgYUdcZzi4/Trs31r6LGSI/AAAAAAAAAGE/DRCughA_GOw/s1600/endurance12aprilislandview2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 350px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-WOgYUdcZzi4/Trs31r6LGSI/AAAAAAAAAGE/DRCughA_GOw/s400/endurance12aprilislandview2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673189551062587682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mio quartiere c'è una piccola agenzia di viaggi che tratta esili.&lt;br /&gt;Banalmente, si occupano di trovarti un posto da cui non si possa scappare e dove non ti si possa trovare. &lt;br /&gt;Chi riesce a tornare in tempi brevi è rimborsato.&lt;br /&gt;Guardo la vetrina oltre gli alberi svenuti del viale, e decido che se non ora quando.&lt;br /&gt;Entro, chiedo, mi siedo, spiego e mi girano lo schermo del computer per farmi vedere meglio dove finirò. &lt;br /&gt;Un punto che rimaneva tale nonostante gli zoom, un ammasso di pixel circondato dal mare di google maps.&lt;br /&gt;Il mio esilio si chiama &lt;a href="http://maps.google.it/maps?q=Tristan+da+Cunha,+Saint+Helena&amp;hl=it&amp;ll=-37.109408,-12.244263&amp;spn=0.292961,0.528717&amp;sll=45.668077,9.814899&amp;sspn=0.128356,0.264359&amp;vpsrc=6&amp;hnear=Tristan+da+Cunha,+Saint+Helena&amp;t=h&amp;z=11"&gt;Tristan Da Cunha&lt;/a&gt;, una colonia inglese che non ha nulla da offrire - se non la conferma che accoppiarsi tra consanguinei non ha mai prodotto bei ragazzi. &lt;br /&gt;Un vulcano in mezzo al mare, equidistante da Africa e Sudamerica, sulle cui pendici qualcuno ha deciso di insediarsi - forse in seguito a una delusione amorosa. Un avamposto sul nulla, senza aeroporto e persino senza porto, ma miracolosamente abitato.&lt;br /&gt;262 cristiani (in senso stretto) felicemente condannatisi a 90 chilometri quadrati di spasso, sovrastati da un vulcano che potrebbe far finire tutto da un momento all'altro, avvezzi a ristrettezze d'ogni sorta.&lt;br /&gt;La storia di Tristan Da Cunha è breve e tutto sommato parecchio triste, ma merita di essere raccontata.&lt;br /&gt;La avvistano già nel 1500, ma nessuno è così fesso da fermarsi. &lt;br /&gt;Lo sarà nel 1810 Jonathan Lambert, un americano in fuga dal Massachussetes approdato sull'isola dopo aver comprato la bussola in un emporio cinese. &lt;br /&gt;Passa un paio di anni sull'isola pensando spesso a Lisa e alla cheesecake, prima di morire stupidamente inciampando sugli scogli. Gli inglesi ne approfittano per piombare sull'isola e piantarci una bandiera, nella speranza di farla diventare una trattoria per balenieri o per portoghesi che cercassero ristoro lungo la via per l'Oriente.&lt;br /&gt;Non passa che qualche anno e viene inaugurato il Canale di Suez - che rende oltre modo sconveniente circumnavigare l'Africa. &lt;br /&gt;I naufraghi diventano dunque l'unico target nonché carta imprevisti dei Tristani - reietti inglesi che con grande calma si stavano riproducendo.&lt;br /&gt;Per oltre un secolo la vita sull'isola procede quieta e i legami di parentela si infittiscono, anche perché, anno dopo anno, trovare qualcuno con cui accoppiarsi che non abbia già il tuo cognome si fa sempre più arduo.&lt;br /&gt;A dare una botta di vita a un tran-tran di patate e mare in cui è meglio non fare il bagno, ci pensa il vulcano sopra le loro teste - che una notte ricopre di lave centocinquanta anni di inutili sforzi.&lt;br /&gt;E' il 1961. Chi riesce a mettersi in salvo andando al largo con le barche, viene recuperato da Madre Inghilterra - che li trasferisce pietosamente in patria.&lt;br /&gt;Succede dunque che 300 persone ferme al secolo prima, scoprano d'un tratto a che punto fosse arrivato il mondo, quello oltre il  mare lunghissimo. La visione non ne seduce che sei su trecento: gli altri 294 non resistettero che due anni nel nuovo mondo. O forse era semplicemente il tempo necessario per far raffreddar la lava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/t69tYQkDqfQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora, i Tristani proliferano (poco) e resistono (indubbiamente), vendendo a prezzi credo orrendi i loro francobolli a qualche feticista filatelico e tosando pecore.&lt;br /&gt;Se non ci fosse il vulcano di mezzo, la vedresti tutta in motorino in un pomeriggio.&lt;br /&gt;Ti rimangono prati, scogliere e un paesino - Edimburgo dei Sette Mari - nome di tributo al Duca di Edimburgo, nobile che andò in visita agli isolani - un evento mica da ridere da quelle parti.&lt;br /&gt;Nelle vicinanze, altri sassi ricoperti d'erba spuntano dalle acque, ma i loro stessi nomi non sembrano lasciar adito a proposte di espansione dei Tristani: tra gli altri, spiccano la deserta e selvaggia Nightingale, paradiso di chi preferisce i pinguini agli umani, e soprattutto l'adorabile &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Inaccessible_Island"&gt;Isola Inaccessibile&lt;/a&gt; - il cui nome dice tutto, anche che qualcuno di sicuro c'avrà provato a.&lt;br /&gt;Per incontrare senzienti bisogna pazientare per 2500 km di oceano, distanza che divide l'isola dalla più nota Sant'Elena, che a confronto sembra Porto Cervo.&lt;br /&gt;Compro il pacchetto esilio e ricevo le istruzioni di viaggio.&lt;br /&gt;Si parte da Città Del Capo, sul &lt;a href="http://rms-st-helena.com/"&gt;postale&lt;/a&gt; o su pescherecci con massimo 12 fulminati a bordo.&lt;br /&gt;Una settimana di navigazione e una volta vicino all'isola una barca farà da spola e verrà a prenderti sulla nave al largo, perché per l'appunto il porto non c'è.&lt;br /&gt;Giunti sull'isola, saranno solo otto all'anno - tempo permettendo - le possibilità per pentirsi. &lt;br /&gt;Il che vuol dire che un paio di mesi minimo ti toccano.&lt;br /&gt;Tanto sarà il tempo a disposizione perché Tristan Da Cunha riesca a farmi innamorare, riesca a fare di me l'atteso 263esimo tristano. Intanto io mi sto preparando. &lt;br /&gt;Chi volesse può cominciare da qui, &lt;a href="http://www.tristandc.com/index.php"&gt;il sito ufficiale dell'isola&lt;/a&gt; - vasto e completo di ogni informazione, con mappe, vedute aeree, pessime grafiche, informazioni circa la forma di governo che l'isola si è data - con tanto di costituzione, le case in affitto, come arrivarci (prezzi e calendario), dati su come sostenere il loro folle progetto e una sezione per geologi guardoni.&lt;br /&gt;Per entrare invece un po' nel day-by-day dei tristani, è meglio rivolgersi a &lt;a href="http://www.tristantimes.com/"&gt;tristan times.com&lt;/a&gt; - il giornale dell'isola che documenta alacremente tutto quel poco che c'è da documentare. Sostanzialmente, se sbarcate sull'isola, già finite sul giornale.&lt;br /&gt;Quelli che vi verranno incontro al molo e sembreranno non riuscire nemmeno a respirare per l'emozione sono però semplicemente afflitti da una particolarissima forma di maxi-asma endogamica che interessa circa il 70 per cento della popolazione. &lt;br /&gt;Credo che sia per questo che vanno così poco ai concerti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/t8Sfk_F1ZAo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3850686613109572093?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3850686613109572093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3850686613109572093' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3850686613109572093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3850686613109572093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/11/come-andare-in-esilio.html' title='Come andare in esilio oggi.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-WOgYUdcZzi4/Trs31r6LGSI/AAAAAAAAAGE/DRCughA_GOw/s72-c/endurance12aprilislandview2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-2831969914680139493</id><published>2011-11-08T11:40:00.001+01:00</published><updated>2011-11-08T11:43:55.921+01:00</updated><title type='text'>Morte Agli Aeroporti</title><content type='html'>Morte all'aeroporto.&lt;br /&gt;Alle pianure che rende odiose, già quando le vedi dal finestrino prima che parta l'applauso dei burini.&lt;br /&gt;Morte ai suoi colori pavidi, al grigio auto e all'azzurro banca.&lt;br /&gt;Morte alla sua mouquette strappata alle pizzerie in franchising e ai dentisti tristi.&lt;br /&gt;Morte agli architetti delle tubature chic a vista, dei sedili futuribilmente scomodi.&lt;br /&gt;Morte agli spazi inutili, alle vip lounge, ai viali dello shopping unto, ai profumi da vecchia, agli alcolici che non costano meno da sette anni.&lt;br /&gt;Morte al toblerone e ai tempi inutili.&lt;br /&gt;Morte alle facce da figli di puttana, alle puttane coi figli annoiati, alla gente che gode a stare un'ora in fila all'imbarco come se qualcuno potesse fregarle il fottuto posto numerato.&lt;br /&gt;Morte agli aeroporti dove nessuno resta, dove chi resta la notte si lamenta perché avrebbe dovuto dormire in un posto migliore.&lt;br /&gt;Morte ai saponi scadenti, ai dosatori anche troppo intelligenti, morte ai lavandini a fotocellula che vomitano acqua calda e schiumosa. &lt;br /&gt;Morte alle bombe che non si trovano e a chi le cerca, morte al sospetto che tutto avvolge.&lt;br /&gt;Il sospetto che tu abbia un coltello, la speranza che quello davanti a te suoni al detector, la speranza che gli trovino un coltello. &lt;br /&gt;Morte, tutt'attorno.&lt;br /&gt;Non un mercato, non un panettiere, non uno spacciatore.&lt;br /&gt;Girati, c'è il treno grigio banca che ti porta dritto in centro - dove non c'è più un mercato, un panettiere, uno spacciatore. &lt;br /&gt;Tra l'aeroporto e il centro, il prescindibile. &lt;br /&gt;C'è bisogno di andarci in centro?&lt;br /&gt;Restate in aeroporto, comprate leggete e addormentatevi vicino al vostro gate, così quando imbarcano siete i primi in fila.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2831969914680139493?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2831969914680139493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2831969914680139493' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2831969914680139493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2831969914680139493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/11/morte-agli-aeroporti.html' title='Morte Agli Aeroporti'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6954694558843684897</id><published>2011-03-24T12:36:00.004+01:00</published><updated>2011-03-24T12:53:34.048+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA: le dieci migliori code milanesi - parte seconda.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-uvAsH_L-SR0/TYswSW_6TXI/AAAAAAAAAFg/0H9b21vpWyg/s1600/ponte-porta-genova-fuori-salone-2010.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uvAsH_L-SR0/TYswSW_6TXI/AAAAAAAAAFg/0H9b21vpWyg/s320/ponte-porta-genova-fuori-salone-2010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587612854652652914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ATTRAVERSARE IL PONTE PEDONALE DI PORTA GENOVA DURANTE IL SALONE DEL MOBILE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Salone del Mobile – o del Design o del Soprammobile – è una fiera in cui probabilmente si discute di lampade da comodino che costano come il mio salotto. Dico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;probabilmente&lt;/span&gt; perché, nonostante la venuta del Salone stravolga completamente la vita cittadina, sono relativamente pochi quelli che raggiungono e visitano la fiera propriamente detta. Le transumanze che mettono in ginocchio la città nella suddetta settimana sono piuttosto figlie del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fuori Salone&lt;/span&gt; - ovvero una sorta di Oktoberfest della milanesità, una fitta e tentacolare trama di djset, vernissage, happening, finger food, showcase, buffet, afterdinner, showroom, brunch (e qualsiasi altra parola non italiana vi venga per indicare gruppi di persone vestite meglio di me che cercano scuse per bere e mangiare gratis), capace di paralizzare la città più di congiunzioni astrali come sciopero dei mezzi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;più&lt;/span&gt; pioggia &lt;span style="font-style:italic;"&gt;più&lt;/span&gt; derby. Per testare davvero le potenzialità codistiche del Fuori Salone, bisogna spingersi però oltre le strade, gli ingorghi e le circonvallazioni che paiono presepi di carrozzerie. Precisamente, bisogna raggiungere la stazione di Porta Genova e, nel piazzale, farsi coraggio e impegnare la scalinata del ponte per pedoni e bici che passa sopra i binari e traghetta i dannati in via tortona, epicentro della follia fuorisalonica. Stiamo parlando di cinquanta scalini e cento metri di ponte: per compiere il tragitto nei momenti clou della settimana incriminata è possibile impiegarci anche quaranta minuti (tenendo inoltre conto che, una volta raggiunta la metà del ponte, tornare indietro richiede lo stesso tempo se non di più, quindi tanto vale). Si tratta di un’esperienza per turisti della coda con una certa esperienza, dove la concentrazione di cristiani per metro quadrato vi porterà prima di tutto a chiedervi se durante la costruzione del ponte e la valutazione della sua portata massima sia mai stata presa in considerazione una situazione del genere. &lt;br /&gt;Quindi, vi ritroverete confusi dal cocktail di profumi dei coinvolti e soprattutto delle coinvolte, rischiando pestoni sui piedi con tacco 12. Il tutto sapendo che al di là del ponte vi aspettano altri mirabolanti code per riuscire a prendere un bicchiere di bianco gratis in un capannone in cui quasi tutti sono entrati sentendo dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;lì c’è il vino gratis&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRENDERE UN BIGLIETTO AGLI SPORTELLI DELLA STAZIONE CENTRALE IL 23 DICEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Informatizzare l’Italia vuol dire sostanzialmente insegnare a mia madre a programmare un videoregistratore - su larga scala e evidentemente non più il videoregistratore. Un progetto ambizioso insomma. Anche perché nella penisola sopravvive strenua una profonda diffidenza nei confronti delle macchine che sostituiscono gli uomini. &lt;br /&gt;Mia madre avrebbe pagato uno per star lì a schiacciare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rec&lt;/span&gt; alle tre di notte, e se vi capita di passare dalla Stazione Centrale di Milano il 22/23 dicembre, all’apice delle migrazioni natalizie, scoprirete che non è sola: una fila biblica e rassegnata di nonne e nipoti e mamme e pupi aspetta di raggiungere il lontanissimo sportello – soggetto per altro a chiusure improvvise e ad altri trick di Trenitalia – ignorando deliberatamente le macchinette alle loro spalle. &lt;br /&gt;Coscienti e fieri di incolonnarsi perché con le macchinette non si sa mai, disposte a un’ora di coda piuttosto anche solo di sentirsi una volta respinte o confuse da quella specie di Hal9000 in cui devi infilare una banconota da 50 euro. Una coda che rivendica e chiede umanità, insomma. Ottenendola: gli stessi dipendenti di Trenitalia sono chiaramente ostili ai robottoni, e, in combutta con le grandi code, ignorano deliberatamente un qualsiasi tipo di manutenzione delle macchine. Succede insomma che se qualcosa si impalla, la si lascia impallata – con la scusa che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tanto la gente non ci va alle macchinette&lt;/span&gt;. In quel momento arrivi tu - che come massimo sai cambiare la suoneria al cellulare, ma che sei comunque convinto di potercela fare a prendere il tuo biglietto di seconda classe toccando uno schermo - e tutte le macchinette presenti sono fuori servizio. Ti giri, vedi l’immonda fiumana. &lt;br /&gt;E hai l’impressione che tutti, soddisfatti, per un attimo si girino a guardarti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMPRARE ANTIPASTI PRONTI IN UN SUPERMERCATO IL POMERIGGIO DEL 31 DICEMBRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La superbia del milanese nei confronti della natura e dei suoi tempi fa sì che processi come il cucinare siano considerati spesso antiquati o comunque appannaggio di qualcun altro. Si pretende dal cibo che faccia tutto il possibile per rendersi appetitoso di sua spontanea volontà o che vi sia uno del mestiere capace di convincerlo. Arrivano però momenti in cui, a meno che il milanese non abbia una nonna sforna polpette o un qualsiasi altro terrestre con qualche capacità culinaria e un minimo di preveggenza, si rischiano débacle socio-alimentari mica da ridere. Una di queste è il cenone di capodanno, evento largamente prevedibile per ovvi motivi, che però il milanese doc ama prendere in considerazione la mattina del 31. Casomai nei giorni precedenti si sia lasciato scappare un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dai, il cenone lo facciamo da me&lt;/span&gt;, si ritroverà mezza giornata scarsa per correre ai ripari – con l’aggravante di non saper neanche fare una frittata. Scatta quindi il tardivo assalto ai supermercati di centro città, alcuni per altro costruiti attorno a questa filosofia del precotto . &lt;br /&gt;Caso vuole però che altre migliaia di milanesi abbiano anch’esse rimandato fino alla zona cesarini la spesa capitale. &lt;br /&gt;L’ondata è tale che anche all’Esselunga di viale Piave, fortino massimo dello yuppismo surgelato, si rischi di finire alimenti di prima necessità come il salmone (con tutto il salmone che si consuma a Milano e in Europa, non si capisce perché Greenpeace e compagnia bella non abbiano un presidio nel baltico: io la balena a capodanno non l’ho mai mangiata). Alla coda ciclopica delle casse si aggiungono corse spericolate ai banchi frigo e sottocode al reparto Rosticceria &amp; Cose Carissime. Se non avete di meglio da fare e il vostro cenone è già al sicuro, vale la pena fare un salto verso le sei di sera per godersi la vista di manager e pseudo manager che ripiegano su sgombro sottolio e olive nere. Se invece siete lì perché vi era finito il caffé, chiedetelo a quelli di sotto e risparmierete due ore nette.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6954694558843684897?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6954694558843684897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6954694558843684897' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6954694558843684897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6954694558843684897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/03/alla-deriva-le-dieci-migliori-code.html' title='ALLA DERIVA: le dieci migliori code milanesi - parte seconda.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-uvAsH_L-SR0/TYswSW_6TXI/AAAAAAAAAFg/0H9b21vpWyg/s72-c/ponte-porta-genova-fuori-salone-2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3241565982349587483</id><published>2011-03-23T14:52:00.005+01:00</published><updated>2011-03-23T15:13:10.885+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA: Il fascino discreto dello stare in fila - guida alle 10 migliori code milanesi (prima parte)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ssC305dn1go/TYn9edZr0gI/AAAAAAAAAFY/ivQ9P7fESAk/s1600/coda.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 202px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ssC305dn1go/TYn9edZr0gI/AAAAAAAAAFY/ivQ9P7fESAk/s320/coda.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587275512460071426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La dialettica di buona parte delle guide di viaggio presuppone che il lettore sia interessato a scoprire luoghi, pertugi, locali e paesini fuori dai grandi circuiti, dalla folla, dalle code. &lt;br /&gt;L’esperienza di chiunque dice invece sempre il contrario: la gente pare attirare altra gente. &lt;br /&gt;Sempre, ovunque, chi fingendo di non avere altra scelta, chi credendo sinceramente che in fondo sia giusto andare dove tutti vanno – perché in fondo il mondo è venuto così, non certo trovandosi ognuno un suo boschetto dove nascondersi. &lt;br /&gt;E’ ora quindi che si affronti con serenità il senso di colpa che falsa l’inconfessabile desiderio di stare in coda. &lt;br /&gt;La fila ritarda l’atto, e l’attesa colma come le grandi pianure dell’esistenza – che a volte assomiglia a un film troppo lungo, con lunghe fasi in cui non succede assolutamente nulla. Questi e altri potrebbero essere i motivi per i quali pur sapendo dove e quando si verificherà una coda, non si fa nulla per evitarlo e anzi si contribuisce attivamente all’esasperarla. &lt;br /&gt;Una guida a Milano – città che adora come poche altre gli ingorghi, che siano di lamiere o di corpi – non può quindi prescindere da una ristretta e pregna selezione delle migliori code cui poter partecipare e contribuire (altra chiave di successo del fenomeno). Ecco le prime tre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ENTRARE ALLA MOSTRA SUGLI IMPRESSIONISTI A PALAZZO REALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella terra dei videopoker, del neomelodico e di Checco Zalone che fa la storia del cinema, sarebbe lecito aspettarsi un interesse pressoché nullo per forme espressive che non prevedano lamenti d’amore, buoni sconto o parolacce. &lt;br /&gt;E infatti è quasi sempre così, con buona pace di chi teme un nuovo rinascimento. C’è però a Milano una clamorosa eccezione, vale a dire le grandi mostre di Palazzo Reale, un rito col quale il cittadino paga il suo pegno al minaccioso mondo dell’arte –  il sacrificio annuale con cui lavar via una colpa che ci si porta dietro dalle scuole. Succede quindi che ciclicamente il Palazzo Reale proponga una mostra con annessa chilometrica coda, una delle più amate dai milanesi – soprattutto perché la si fa per una causa socialmente percepita come nobile. In particolare, si ama stare in coda per gli impressionisti, uno di quei movimenti che non crea nessuno scontro ideologico o estetico durante la coda (frequente invece in casi di arte astratta o in qualsiasi caso non ci sia un albero, dei monti, il mare o i fiori) oppure per nomi che conoscono anche i gatti e su cui sia possibile fare un minimo di gossip (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;oh, ma lo sai che Dalì è stato con Amanda Lear?&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRENDERE UN PANZEROTTO DA LUINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ noto che vi siano specialità culinarie italiane difficilissime da replicare al di fuori della loro terra di origine – anche con gli stessi ingredienti e la stessa ricetta. Milano, ingorda e avara, da sempre invidia al Sud una lunga lista di panzerotti, arancini, sfogliatelle che per qualche motivo i padani non c’azzeccano a preparare. &lt;br /&gt;E così, nel tentativo asintotico di raggiungere l’originale, decide che per ognuna di queste specialità esiste uno e un solo luogo che è giudicato capace almeno di avvicinarsi a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;come l’ho mangiato giù&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Luini ha vinto da un secolo l’appalto sui panzerotti, e da allora è contraddistinto da una coda quasi sempre davvero importante (o almeno nelle ore in cui si ha fame di panzerotti)– e che viene spesso scusata dai presenti, che si aizzano reciprocamente spiegandosi come mai valga la pena farla nonostante l’azione che la conclude (mangiare un panzerotto) sia piuttosto comune. La posizione, a fianco del Duomo, ne determina ancor più il costante successo: un’ottima soluzione se state facendo una pausa pranzo in centro, avete fame, poco tempo e siete a dieta: un motivo fritto per stare in coda, compagnia assicurata, la sicurezza che abbandonerai entrambe perché devi già andare – e intanto hai risparmiato le calorie del panzerotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CODA PER PROVARE UN PEDALINO IL SABATO POMERIGGIO DA LUCKY MUSIC &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucky music è un negozio di strumenti musicali dove si incontrano il fonico di studio, il padre divorziato che vuole appioppare una chitarra al figlio che caga poco, il metallaro in fasce, il metallaro in armi, le fidanzate dei metallari. Tutti prima o poi ci passano, perché costa meno e c’è tanta roba. &lt;br /&gt;Se siete turisti della coda, Lucky Music ve ne offre una molto caratteristica – contenuta nel tempo ma parecchio impegnativa: la missione, comune evidentemente a tutti i presenti, che genera la coda è  il voler “&lt;span style="font-style:italic;"&gt;andare a fare un giro da Lucky Music a provare un po’ di cose che probabilmente non comprerai&lt;/span&gt;”. Motivi ignoti fanno sì che tutti decidano di provarci il sabato pomeriggio – nonostante la maggior parte dei presenti possa passare o sia passata anche durante la settimana. Se appunto il vostro proposito è di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;provare quel pedalino lì nella vetrinetta&lt;/span&gt; dovrete cercare di attirare l’attenzione dell’uomo con la maglietta del negozio, intercettandolo mentre rimbalza da uno che che sta provando pedalini da ore e un altro che deve decidere se la Squier da 200 euri che ha in mano è lo strumento che fa per lui. &lt;br /&gt;Bloccarlo, pronunciare la frase &lt;span style="font-style:italic;"&gt;vorrei provare quel pedalino lì&lt;/span&gt;, ottenere una risposta, evitare ulteriori &lt;span style="font-style:italic;"&gt;adesso arriv&lt;/span&gt;o, riuscire a farsi dare pedalino, chitarra, sedia, cavo e ampli, è già di per sé un’impresa mica da ridere. Mentre fate tutto ciò, sarete in più storditi dalla somma sonora di tutti quelli che stanno già provando qualcosa. Un effetto simile all’orchestra che si accorda, o meglio a una pessima orchestra che non si accorda. Con alcuni grandi classici, tra cui spiccano il chitarrista in erba che è venuto a provare tutti gli esercizi imparati in settimana su una chitarra che non ha intenzione di comprare mentre l’amico chitarrista più indietro tecnicamente guarda invidioso e con falso sorriso, quello che fa male riff storici per cercare di farsi amico la gente intorno (della serie, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;io non sono come quello là, mentre la provo faccio cose che conoscete)&lt;/span&gt; con maggioranza di riff dei deep purple, seguita a ruota da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ain’t Talkin Bout Lov&lt;/span&gt;e dei Van Halen e mezzo catalogo dei Metallica. Quasi una sigla del sabato pomeriggio da Lucky Music è invece &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Eruption&lt;/span&gt;, il pezzo più sborone della storia contenuto nel primo dei Van Halen. &lt;br /&gt;In due varianti: integrale o con il solo tapping finale. Provate a sommare le tre suddette esperienze sonore al ciacerare della gente e a quelli che si urlano le cose che sono da prendere in magazzino. Se e quando riuscirete effettivamente a raggiungere il vostro obiettivo sarete quindi posti davanti al grande quesito: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;e ora che cosa suono per provare il pedalino&lt;/span&gt;? Concludendo appunto che era meglio la coda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3241565982349587483?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3241565982349587483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3241565982349587483' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3241565982349587483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3241565982349587483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/03/alla-deriva-il-fascino-discreto-dello.html' title='ALLA DERIVA: Il fascino discreto dello stare in fila - guida alle 10 migliori code milanesi (prima parte)'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ssC305dn1go/TYn9edZr0gI/AAAAAAAAAFY/ivQ9P7fESAk/s72-c/coda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5518935478080685602</id><published>2011-03-16T13:59:00.007+01:00</published><updated>2011-03-16T14:39:15.683+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA: La Darsena o dei nostri cattivi scadenti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-FZEeE176_O8/TYC63mys9MI/AAAAAAAAAFQ/V-xmS4nrByE/s1600/darsena%2Bdue.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FZEeE176_O8/TYC63mys9MI/AAAAAAAAAFQ/V-xmS4nrByE/s320/darsena%2Bdue.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584669002408195266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La saggezza popolare sassone (o Walt Disney, fate voi) ricorda che perché una storia funzioni c’è bisogno di un cattivo che funzioni – un cattivo a tutto tondo, convinto, astuto, efficace, lungimirante. &lt;br /&gt;Milano, suo malgrado, non ha mai potuto permettersene uno di livello: i nostri &lt;span style="font-style:italic;"&gt;villain&lt;/span&gt; sono in larga parte goffi, ingordi e disorganizzati e se dovessero sostituire jafar o la strega di Biancaneve farebbero finire i rispettivi film in un quarto d’ora, con un secco e rapido trionfo dei nani e dell’odioso Aladin. &lt;br /&gt;Massima espressione della loro dilettantesca malignità è la Darsena di Milano, uno specchio d’acqua ampio e dalle mille possibilità commerciali che si pone tra i Navigli, coi quali condivide il liquame e i ratti, e Corso di Porta Ticinese, lombrico di pavé colonizzato da boutique per diciottenni dalla paghetta consistente. &lt;br /&gt;In breve, una sorta di lago artificiale nel fulcro della night life milanese. &lt;br /&gt;Ora, nessuno a Milano si è mai aspettato progetti concreti o vittorie politiche dai sognatori o dagli spiriti liberi (sempre che ce ne siano), quindi usi più o meno hippy di quel pezzo d’acqua non sono mai neanche stati nel novero dei nostri più coraggiosi sogni. Altrove, in una parte di mondo che forse esiste e forse no, avrebbero popolato la Darsena di fenicotteri o noleggiato grossi ciambelloni in cui sprofondarsi bevendo chinotto. Ma appunto, nessuno arrivava a desiderare tanto – chiunque si sarebbe tristemente accontentato di vederla ricoperta da zatteroni con musica zarra e prezzi da denuncia. Pareva una fine nello spirito dei tempi - l’ennesima fabbrica di soldi, messa giù magari con un po’ di stile data la posizione privilegiata.&lt;br /&gt;Macché. Nonostante avessero la strada spianata, vuoi dalla volontà popolare (che a Milano coincide con un esercito di vecchi, asserragliati dietro tapparelle chiuse, che schiumano rabbia contro quasi tutto) vuoi dalla mancanza di opposizioni organizzate, i nostri Jafar – da che sono vivo – non sono riusciti a cavarne fuori alcunché. &lt;br /&gt;Una sorta di piccolo Vietnam delle amministrazione destrorse meneghine. E il paragone non è a caso: la Darsena infatti si presenta da oltre dieci anni come una palude di sterpaglie e rifiuti, nel quale chiunque abbia un minimo di fantasia non può che immaginarsi animali orribili e vendicativi sguazzarvici dentro (più probabilmente non si vedono o perché già morti o perché gli animali orribili non sono mica scemi e preferiscono girare altrove). &lt;br /&gt;Per anni senza un pur misero progetto, il nostro personalissimo Loch Ness aveva comunque una sua discutibile vita: da un lato, dove la riva è bassa, ospitava un parcheggio infido e selvaggio e, il sabato, la gloriosa Fiera di Senigallia, dove i 15enni di un tempo prendevano le misure con quello che credevano il mondo della vera delinquenza – tra bici rubate, bong di ogni forma e colore, retate occasionali, la tua compagna che rubava gli orecchini e tu che ti chiedevi se il Che avesse personalmente autorizzato tutti i magliettari a venderlo di fianco a Marilyn Manson e le Spice Girls. &lt;br /&gt;Sull’altra riva, ai piedi del terrapieno sul quale sferragliano tuttora i tram e le biciclette che qualcuno ruberà, sopravviveva nessuno sapeva come l’Approdo Caronte – anche noto come la Rattaia, per motivi a questo punto ovvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aperta parentesi. L’approdo Caronte era una sorta di virus nel sistema, un varco verso un mondo più libero, approssimativo e forse felice. Nato dalla buona volontà di ragazzi che, pulendo per l'appunto la Darsena, l'avevano trovato sotto una montagna di schifo e rimesso in piedi, resisteva senza allaccio elettrico e tantomeno idrico a non più di trenta metri da locali dove una birra costava già sei euro. Invisibile, si nascondeva sotto un muro di oltre tre metri, quel muro dal quale teoricamente qualcuno avrebbe dovuto affacciarsi per ammirare la Darsena e pomiciare con una frase di comodo. Dato che appunto non c’era nulla da ammirare, nessuno si affacciava e pochi ne conoscevano l’esistenza. E dato che per raggiungerlo non c’era altro modo che scavalcare il muretto e calarsi giù da una scala fuori da ogni norma di legge e buon senso, comunque pochi avrebbero avuto il coraggio di conoscerlo veramente. Affrontati quei pioli, venivi accolto da una casetta scassata ma accogliente, da un bar che sembrava uscito da Mad Max 2 e da un tot di cani punk dall’umore variabile. Oltre la struttura, si fa per dire, un generatore teneva in piedi borbottando le speranze riposte nella serata – che, come l’ambiente suggeriva, era appaltata sempre e comunque all’hardcore, di quello dove ci si distrugge sul palco e sotto al palco, e poi ci si scopre le persone più buone del mondo che a fine serata manca solo il saluto del lupetto. &lt;br /&gt;Suonammo lì (vedi foto) e come da manuale fu un concerto hardcore nella forma prima che nella sostanza – con la band prima che rompe la pelle della cassa e la convinzione che il pezzo viene comunque meglio se si urla di più. Finito di suonare, uscivi e avevi davanti il mare – o almeno il mare che ti meritavi. Sopra la tua testa, il mondo che si mette il profumo e che sogna di cambiare macchina. Eri un mutante di Futurama, ma contento. Chiusa parentesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-mPy5ynta1Og/TYC5rhauosI/AAAAAAAAAFI/y3EOeVmd5Bw/s1600/approdo%2Bcaronte.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-mPy5ynta1Og/TYC5rhauosI/AAAAAAAAAFI/y3EOeVmd5Bw/s320/approdo%2Bcaronte.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584667695295406786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma arrivarono i cattivi, appunto. E promisero che tutto sarebbe cambiato, che quella palude avrebbe ripreso vita. &lt;br /&gt;O meglio, sarebbe diventato semplicemente un parcheggio più grosso, uno di quelli capace di tramutare l’acqua in asfalto. Uccisero quel poco di vita che era rimasto, uccisero i ratti come noi e come quelli veri, portarono un enorme cartellone pubblicitario - di quelli che oggi usano per pagare i lavori – e lo piantarono in mezzo come un alpinista pianta la bandiera sulla cima. Attorno, un cantiere ogni giorno più immobile – e si capì che avevano sì svuotato la piscina, ma che forse non sarebbe successo più niente. Così andò. &lt;br /&gt;Finché un giorno non si sa se la giustizia o un divino senso del pudore fecero sì che il comune dovesse rispondere di quella vergogna, in cui era ovviamente coinvolto. E quello disse che qualcun altro aveva sbagliato e che tutto sarebbe cambiato - di nuovo. E ancora oggi si convive con una specie di voragine al centro di uno dei pochi quartieri potenzialmente affascinanti della città. L’impressione è che, chi ne è responsabile, passandovi davanti, provi effettivamente vergogna – ma che questa sia offuscata dalla gioia che hanno nel sapere che i ratti non hanno più nemmeno una rattaia dove andare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5518935478080685602?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5518935478080685602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5518935478080685602' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5518935478080685602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5518935478080685602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/03/alla-deriva-la-darsena-o-dei-nostri.html' title='ALLA DERIVA: La Darsena o dei nostri cattivi scadenti'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FZEeE176_O8/TYC63mys9MI/AAAAAAAAAFQ/V-xmS4nrByE/s72-c/darsena%2Bdue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5175100432647588764</id><published>2011-03-06T00:32:00.005+01:00</published><updated>2011-03-06T00:46:35.641+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA: Parchi e giardini 3/3: Il Parco Nudo.</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/-8lH184vQ0w" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo principale di città come Milano è far credere che sotto di essa non sia mai esistito niente, che non vi fossero prati, lombrichi, grilli, funghi, fiumi, terra. &lt;br /&gt;Piuttosto, una sorta di terreno neutro, di piattaforma appositamente progettata per ospitare aree urbane. Il verde che si incontra in giro dà l’impressione di esser stato calato dall’alto con una gru, come grossi vasi d’asfalto in cui far crescere alberelli imbalsamati. Certo non si pensa che Milano si sia estesa &lt;span style="font-style:italic;"&gt;attorno&lt;/span&gt; ai giardinetti sotto casa tua, che l’urbanizzazione li abbia schivati per pietà. &lt;br /&gt;Nessuno di noi è una città, ma chi lo dovesse diventare sarebbe probabilmente molto fiero di aver definitivamente annientato la natura, i lombrichi, i grilli, la terra sotto le scarpe che poi sporchi che ho pulito tutto il giorno, le formiche. &lt;br /&gt;E infatti così si sente Milano. Libera dai fastidi del mondo come ci è stato dato. &lt;br /&gt;Per questo motivo, le è assolutamente inconcepibile qualsiasi sorta di cambiamento climatico e meteorologico. &lt;br /&gt;Il cielo, che in più della terra ha il vantaggio di non essere edificabile, non teme piani regolatori o tardivi capitalismi. &lt;br /&gt;Il cielo si fa i cazzi suoi, e questo a Milano non sta bene. Che piova molto o piova poco, che vi sia il solleone o l’aria di montagna, il freddo sovietico o l’umidità di Satana, il milanese puntualmente si stupisce e tenta in tempi brevissimi di trarre dal proprio stupore degli enunciati parascientifici. &lt;br /&gt;Vivo in questa città da 28 anni e, se solo avessi tenuto un quadernetto con qualche appunto, probabilmente mi sarei accorto che in febbraio fa sempre un freddo del cazzo, che a giugno piove parecchio, che ogni tanto nevica un po’ a caso e con quella neve che non ci fai le palle, che prima o poi arriva una settimana di caldo orribile. &lt;br /&gt;Ognuno di questi eventi giunge invece al milanese come fosse irripetibile, con un fragore esasperato, e subito lo si classifica o nel novero dei sintomi di un’imminente apocalisse climatica (gente al bancone del bar che con viso preoccupato e hollywoodiano dice “&lt;span style="font-style:italic;"&gt;comunque non è normale che faccia questo caldo&lt;/span&gt;”) oppure come una sorta di miracolo una tantum. In quest’ultima è categoria si colloca la Grande Nevicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande nevicata viene ogni paio d’anni, ma nessuno sarebbe pronto a giurarlo, perché ognuna d’esse può vantare ricordi dai contorni mitici e difficilmente collocabili nel tempo. Si parla di neve seria, quella che blocca tutto e che scatena battaglie clamorose davanti alle scuole, la neve di un Dio che cerca di dirti qualcosa. In una delle grandi nevicate milanesi a cui ho preso parte, o forse in tutte, si andò al Parco Lambro a fare gare di bob giù da una collina, che assomigliavano più a una puntata di Jackass dato che quasi tutti erano completamente ubriachi. &lt;br /&gt;Ecco, il Parco Lambro, quello sì, dà l’idea di un pezzo di mondo schivato dalla città, dribblato per rispetto. Entrateci da Via Feltre, possibilmente di notte, possibilmente non dopo aver visto filmacci sui serial killer che girano per i parchi a caso, e cercate di sfruttare gli alberi e le pendenze – due cose con cui a Milano non si ha mai a che fare. Sugli alberi potete arrampicarvi (io non riesco), per il pendio potete fare i rotoloni o aspettare che nevichi tenendo il bob in mano. Potrebbero volerci un paio d’anni o forse no, ma quando accadrà sarà bellissimo e arriveranno persone gioiose e forse un po’ oblique, convinte che Milano sia sotto un incantesimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che il Parco Lambro può offrirvi senza manto bianco vale comunque una visita, possibilmente in una notte ispirata, nebbiosa o disperata (quella nel video era un po' di tutte e tre). Fu il teatro dello storico, discusso, incazzatissimo Festival del Proletariato Giovanile nel 1976, quattro giorni organizzati da Re Nudo, duecentomila persone, mille casini. Oggi, gente che lo attraversa in cuffia pensando &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sto dimagrendo sto dimagrendo&lt;/span&gt;, animali feroci che non si fanno vedere e luci aliene che ti fanno credere che a Milano di notte ci siano dozzine di lune. &lt;br /&gt;Anche quando non ce n’è neanche una.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5175100432647588764?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5175100432647588764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5175100432647588764' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5175100432647588764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5175100432647588764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/03/il-parco-nudo.html' title='ALLA DERIVA: Parchi e giardini 3/3: Il Parco Nudo.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-8lH184vQ0w/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-8116619800978056459</id><published>2011-01-19T22:29:00.009+01:00</published><updated>2011-01-20T00:17:40.188+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA: Parchi e giardini 2/3 - Il Forlanini o della malinconia discutibile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TTdvrcpCZNI/AAAAAAAAAEs/F8xqPJFhv28/s1600/forla%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TTdvrcpCZNI/AAAAAAAAAEs/F8xqPJFhv28/s320/forla%2B1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564038656852911314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ricordo è gentiluomo - e per metterti a tuo agio nasconde le tue miserie e riscrive le scene meno riuscite.&lt;br /&gt;Amori lancinanti, vacanze di una vita, primi baci, grandi addii e clamorose dichiarazioni durante il cenone di natale: nelle cantine dei miei lobi frontali si lavora alacremente per farmi credere che in tutti quei momenti io ci fossi col corpo e con la mente, che il mio flusso di coscienza fosse interamente dedicato all'evento in corso. &lt;br /&gt;Ma il presente è distratto e ci vuole del tempo per ridargli credibilità, senso, intenzione.&lt;br /&gt;Una delle poche eccezioni a questa colossale opera di ricostruzione del vissuto (o forse un secondo livello di ricostruzione che ama presentarsi come eccezione), uno tra i pochi luoghi che associo a improvvise e consapevoli intuizioni di compiutezza dell'esistenza è per me il parco Forlanini. &lt;br /&gt;Se la felicità è mai durata più di un attimo, lì è dove sono riuscito a trattenerla più a lungo - come chi si sveglia presto in montagna per vedere i caprioli e un giorno ne incontra uno che non scappa al primo rumore.&lt;br /&gt;Il parco Forlanini è a Milano est e si estende tra l'omonimo viale, mostruosa arteria di traffico che provvede giornalmente all'inserimento di tot veicoli nell'area urbana, e via Corelli, amena stradina tristemente nota per aver dato indirizzo al C.P.T.&lt;br /&gt;Nell'area compresa tra queste due grigie rette, di certo nulla di indiscutibilmente bello vi può trovare spazio e ossigeno.&lt;br /&gt;Il parco Forlanini è infatti discutibilmente bello - a volte addirittura discutibilmente bellissimo.&lt;br /&gt;Parte della sua discutibile bellezza la ricava prima di tutto dall'onestà.&lt;br /&gt;Ci sono parchi cittadini capaci di nasconderti le case e gli uomini, e di farti credere per lunghi quarti d'ora di essere altrove (il Tiergarten di Berlino, il Central Park di New York, lo stesso Parco Lambro a Milano). &lt;br /&gt;Mentono grazie a grossi rami fogliosi che coprono le quinte, ti incoraggiano progetti bucolici o peggio penosi jogging contro il senso di colpa. Il Forlanini non ci prova neppure: vasti prati mai abbastanza piani da poterci far progetti sono divisi da piccoli canali che è ragionevole presumere zeppi di ratti enormi, sparute collinette si nascondono sotto alberi che sembrano piantati vicini per nascondere qualcosa di brutto, sullo sfondo gli aerei che partono da Linate, le macchine che scappano da Linate e la percezione abbastanza chiara che a Milano l'orizzonte sia un affare sporco.&lt;br /&gt;Ci si entra da dove si vuole perché non ha cancelli né staccionate, ma destino ha voluto che strutture dal senso dubbio ne limitino il perimetro: una sorta di gigantesco minigolf che pare costruito in seguito a un periodo di grande hype del minigolf (che non c'è però mai stato), una sorta di canile dove allevano e stordiscono i cani che mi abbaiano contro quando ho la droga in tasca, una sorta di laghetto dove da piccolo ammiravo i nerd che provavano i motoscafi radiocomandati, un campo di baseball che credo faccia coppia a gara col minigolf nella categoria sport che in italia nessuno si caga.&lt;br /&gt;La sua discutibile bellezza non ha, a onor del vero, molti altri highlights.&lt;br /&gt;Si potrebbero citare i granitari vintage che raschiano giganteschi blocchi di ghiaccio per affondarli poi in sciroppi di pessime marche o le cascine di grande interesse storico che ho scoperto essere tali solo da wikipedia (per anni le ho credute rifugio ultimo dei ratti enormi di cui sopra), ma sarebbe come cercare di vendere un gameboy a un dodicenne di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TTdvd0lUt6I/AAAAAAAAAEk/S6gpHknuLvA/s320/forla%2B2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564038422761617314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è che mi sembra di ricordare che quindici anni fa, quando ci si giocava a calcio con gli zaini a far da palo e il tramonto a chiudere le partite, tutto dentro e attorno a me fosse più ragionevole. &lt;br /&gt;La malinconia c'era già ma non aveva oggetto, era come un primo rudimentale accorgersi del tempo. &lt;br /&gt;Si tornava a casa stanchi e io di solito pieno di lividi, immaginandoci la vita che ci aspettava più o meno simile - solo con più sesso, più soldi e forse dei pali veri al posto degli zaini. &lt;br /&gt;Quelli coi pali veri li vedevamo due pratoni più in là: ventidue omoni in pettorina, età variabile tra i venti e i sessanta, che ogni sabato alle 13 si davano appuntamento per costruire porte, decidere squadre, discutere del sabato prima, giurarsi vendetta, provarsi i parastinchi, fare commenti sulle proprie pancette o pancione.&lt;br /&gt;Giocai con loro più volte, rischiando le gambe e sbracciandomi per ricevere palla su un campo che pareva immenso già dopo il primo scatto. Capii abbastanza presto che non avevano soldi, che il sesso non era certo un capitolo felice delle loro esistenze e che tutto sommato non ci voleva molto a procurarsi dei pali veri.&lt;br /&gt;Poi cominciò il liceo e la gente smise abbastanza in fretta di voler sudare a pomeriggio. &lt;br /&gt;Con pochi superstiti si inscenarono ancora per diversi anni tentativi di rallentare tutto quello che stava succedendo alle nostre vite. Con risultati alterni, si continuò a sudare e a credere importante buttare la palla tra due zaini che venivano continuamente spostati e messi al centro di inutili discussioni sulle possibilità teoriche di rimpallo della sfera casomai avessero d'improvviso assunto la forma di veri pali.&lt;br /&gt;Nessuno cercava di fregare l'altro più di tanto, e intorno il parco pure non cercava di fregarci - lasciando sentire le macchine in sottofondo e gli aerei partire per posti in cui una volta si andava a piedi. &lt;br /&gt;Quando ho il cuore pieno di paesaggi e sospiri da manuale, ci torno per ricordarmi di essere sempre stato così.&lt;br /&gt;L'ultima volta ci ho trovato il buio che scendeva, quelli con le porte vere che le smontavano dopo l'ennesimo tentativo di non far cambiare mai nulla  e della gente che per essere arrivata fin lì di certo doveva avere un buon motivo.&lt;br /&gt;Forse quello di incontrare finalmente un ratto enorme, che in realtà io lì non ho mai incontrato di persona.&lt;br /&gt;Se fosse successo, forse saremmo cresciuti tutti con meno malinconia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-8116619800978056459?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/8116619800978056459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=8116619800978056459' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8116619800978056459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8116619800978056459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2011/01/alla-deriva-parchi-e-giardini-23-il.html' title='ALLA DERIVA: Parchi e giardini 2/3 - Il Forlanini o della malinconia discutibile'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TTdvrcpCZNI/AAAAAAAAAEs/F8xqPJFhv28/s72-c/forla%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1625296978289950416</id><published>2010-12-27T17:16:00.003+01:00</published><updated>2010-12-27T18:28:02.622+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA: Parchi e giardini  1/3 - Come cancellarli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TRjLZSu2GqI/AAAAAAAAAEc/AgM1TeOQ7OM/s1600/il%2Bmom%2Bche%2Bfu.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TRjLZSu2GqI/AAAAAAAAAEc/AgM1TeOQ7OM/s320/il%2Bmom%2Bche%2Bfu.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5555413775746996898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A intervalli più o meno regolari, Milano si accorge di respirare male: sofisticatissimi rilevatori (o rivelatori?) di polveri sottili e altre amenità avvertono tramite le redazioni di giornali prescindibili che soglie oltre le quali neanche Città del Messico sono state oltrepassate.&lt;br /&gt;Un allarme periodicamente strillato che aggiunge poco o nulla alle proprie umili intuizioni. Dato che attaccarsi a un tubo di scappamento è intuitivamente dannoso, averne migliaia che ti circondano troppo bene non potrà fare. &lt;br /&gt;Il sindaco di turno fa un paio di dichiarazioni attendiste e, se si è davvero messi male, indìce pagliacciate come le domeniche a piedi, iniziativa che ti impedisce di prendere la macchina nell'unico giorno in cui riusciresti a circolare, lasciandoti nel contempo tutto il tempo per 1) odiare i tassisti più di prima 2) scoprire che i mezzi arrivano tardi anche con le strade sgombre 3) rischiare comunque di essere investito in bici da uno degli innumerevoli veicoli con specialissimo permesso di circolare che sembrano aver tutti tranne te.&lt;br /&gt;Le polveri tornano nella comunque orrenda norma per qualche ora e poi si ricomincia. &lt;br /&gt;La discussione si sposta quindi sul verde (secondo una singolare teoria che vede gli alberi come dei mangiasmog forniti e inaffiati da Madre Natura in persona) e giuro di ricordare un qualche sindaco o assessore tirar fuori un qualche studio per il quale, tra le metropoli europee, Milano avrebbe uno dei più alti coefficienti di verde dentro l'area urbana. &lt;br /&gt;Difficile dire quale verde sia stato conteggiato - se ci rientri anche quello dei semafori o dei campionari di moquette scadente o dei campi da calcetto coperti o dei cinque euro - fatto sta che chiunque a Milano ci viva non può che ritenere la sua intelligenza offesa.&lt;br /&gt;Qualora si abbiano dubbi in merito, una visione dall'alto della città - arrampicatevi, affittate una mongolfiera o infiltratevi nel nuovo palazzo della regione - li fugherà. Quello che vedono le aquile e le antenne altro non è che un enorme paciugo edilizio che ha come scusa i bombardamenti e come predominante il grigio piccione.&lt;br /&gt;I parchi spelacchiati sgomitano per farsi vedere, accerchiati dalle gru e dalle parabole e dagli attici degli assessori che dicono cazzate.&lt;br /&gt;A tarpare ulteriormente ogni loro entusiasmo, si è pensato bene di cancellarli, recintarli, impacchettarli e, nei casi peggiori, dar loro nomi di nuovi improbabili eroi per soddisfare giunte revisioniste e presuntuose che credono che amministrare una città voglia dire cambiare i nomi alle cose e mettere in piazza a Natale un albero più alto di quello dell'anno prima. &lt;br /&gt;Ecco quindi spuntare un parco per Sergio Ramelli, i giardini Indro Montanelli e ancora i giardini Quattrocchi (non il puffo, ma il mercenario ucciso dopo aver detto una battuta scritta forse da Totti che ha fatto sentire tanto fieri i paramilitari della penisola. Quindi sì, il puffo) e quello dedicato a Oriana Fallaci (la consolazione ovviamente è poter portare un qualsiasi quadrupede a cagarci sopra). &lt;br /&gt;E mentre qualcuno provvedeva a tali battesimi, altri provvedevano appunto alla cancellazione (è singolare che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mettere cancellate&lt;/span&gt; diventi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cancellare&lt;/span&gt; così facilmente) di punti chiave della vita libera della città. &lt;br /&gt;Vale a dire, su tutti, il Parco Sempione e Piazza Vetra (o Parco delle Basiliche, ma nessuno l'ha mai chiamato così).&lt;br /&gt;Due casi chiave nella recente storia del naufragio milanese - dato che negli anni novanta erano due dei massimi punti di aggregazione incontrollata per buona parte degli studenti milanesi e non solo.&lt;br /&gt;Il primo, che si estende dal castello sforzesco all'arco della Pace, ospitava ogni giorno fiumane di giovincelli ardimentosi, bigianti, pensanti, fumanti. &lt;br /&gt;Inevitabilmente, al seguito, una nutrita schiera di spacciatori che nascondevano dietro ai cespugli il più classico dei fumacci da campetto (ricordo che, ancora 15enne, andai a comprare da un gruppetto di marocchini che non facevano altro che giocare a frisbee, e quando c'era richiesta semplicemente lanciavano il frisbee verso il cespuglio chiave - e chi andava a recuperarlo tornava con il fumaccio sotto al frisbee. Furono beccati credo poche ore dopo, ma il piano era lodevole).&lt;br /&gt;Mi sembrava il centro del mondo, un luogo da cui far partire rivolte o discese agli inferi, dove diventare grandi e fare sbagli e dare baci e correre rischi e darsi pugni. Da fuori, agli occhi di chi grande già era, doveva invece sembrare un grosso giardino in cui era diventato più complicato andare a far pisciare il cane - perché era pieno di ragazzini sdraiati e di negri loschi. Sarebbe stato sufficiente prendere in mano la situazione, fare distinguo e controlli per evitare che la situazione degenerasse o che la malavita seria si intrufolasse più profondamente, sarebbe bastato intervenire con misura e severità, lasciando che restasse per molti prima di tutto un luogo dove sentire la propria città.&lt;br /&gt;E invece.&lt;br /&gt;Ci fu una pioggia di telecamere, di cancelli e di polizia, e da un giorno all'altro a Parco Sempione diventò un posto da evitare come l'ufficio del preside.&lt;br /&gt;Uguale destino ebbe Piazza Vetra, che condivideva col Sempione vitalità e problemi analoghi. In quest'ultimo caso, date le ridotte dimensioni dell'effettiva zona prato, i cancelli parvero - e paiono tutt'ora - un vero affronto alla libertà di movimento (non quella dei cani e rispettivi padroni, ora incontrastati sovrani di ogni giardino milanese) e al buon senso.&lt;br /&gt;Superfluo aggiungere come nulla sia cambiato nella quantità di stupefacenti all'interno dei confini cittadini: negli ultimi dieci anni, i quindicenni fuori dai parchi non devono neanche seguire i frisbee per avere un po' di coca, droga che si trova meglio con l'asfalto e che per molti e noti motivi non ha neanche tutto questo bisogno di non farsi vedere.&lt;br /&gt;Chiude la poco invidiabile rassegna di parchi e giardini che appunto la sera chiudono, il misero giardinetto di Viale Montenero - protagonista suo malgrado di pietosi scontri municipali degli ultimi anni. La storia è un esempio chiave del recente andazzo milanese: capita che un bar tra i molti, anni fa, decida di mettere la birra a tre euro - che a Milano è un evento - il mercoledì. La voce gira, la gente arriva e si accalca nel praticello antistante (vedi a inizio post foto d'epoca raccattata in rete). Nel frattempo l'offerta decade, ma la gente non se ne accorge e ne chiama altra. In breve, grazie a un passaparola furioso e a un evidente bisogno di sentirsi-in-mezzo-a-tante-persone-che-bevono-per-non-sentirsi-soli, il giardinetto diventa meta ogni mercoledì di un enorme popolo senza idee e anche senza colpe. Una sorta di gigantesco intervallo dove scorrazzare da un gruppetto all'altro con la birra in mano o restare in disparte a far finta di aspettare qualcuno.&lt;br /&gt;Mercoledì dopo mercoledì, ecco farsi strada il solito copione: i giovini fanno baccano, i giovini buttano le bottiglie per terra, i giovini si sono organizzati e si portano le birre da casa invece che comprarle nel bar di cui sopra o in esercizi limitrofi con evidente mancato guadagno dell'economia della zona.&lt;br /&gt;E cominciarono le retate e gli agguati di vigilaglie e polizieidi assortite.&lt;br /&gt;Nessuno sembrava aver notato i vantaggi della situazione, del fatto che migliaia di persone si radunassero ogni mercoledì in un posto senza nessun apparente motivo - un fenomeno che si poteva con intelligenza (o con malignità, a seconda del soggetto) trasformare in qualcosaltro con sforzo minimo, un migliaio di persone e più al quale si poteva dare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;un motivo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Macché. Un bel giorno si decide di cancellare il giardino, iperbole con cui si cerca di descrivere una sorta di isola di traffico con sopra un totale di forse duecentomila fili d'erba e dieci alberi dieci. &lt;br /&gt;Un paio di settimane di proteste, qualche sit-in e poi le ruspe - ma in fondo era difficile unire in una lotta gente a caso che si ritrovava lì solo a bere, a condividere solitudini e avverbi di circostanza e una legittima voglia di stare all'aperto con altri simili.&lt;br /&gt;Un cancello verde - per farlo rientrare nel conteggio di cui sopra - che lo percorre tutto con paletti appuntiti come baionette e così vicini l'uno all'altro da lasciar intravedere appena il resto della cancellata (che è tipo otto metri più in là). &lt;br /&gt;Chi lo costeggia oggi senza sapere la storia dietro, crederà che tra quei quattro fili d'erba vi sia un tesoro, uno scrigno da tenere al sicuro quando arriva la notte e i briganti scorrazzano.&lt;br /&gt;Quindi, quando tutto era ormai finito e i giovini erano stati sparpagliati di nuovo con successo, il coup de theatre, l'affronto ultimo della marmaglia che dirige questo squallido borgo, la dimostrazione che neanche se restassi chiuso per un anno in ascensore con uno qualsiasi di loro riuscirei a giungere a una sola verità condivisa.&lt;br /&gt;Ovvero, di nuovo, il nome - la modalità di rivendicazione preferita dai barbari senza storia.&lt;br /&gt;Non so chi l'abbia proposto e non so quanti a Milano lo sappiano, ma ora quel cagatoio per cani conteso ai giovinastri che avevano semplicemente trovato un modo dove trovarsi che non fosse facebook, quella nuova conquista dei cittadini dormienti e complici si chiama Parco del Muro Di Berlino, o meglio ancora &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giardini 9 Novembre 1989&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ok. Fatemi uscire dall'ascensore please.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1625296978289950416?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1625296978289950416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1625296978289950416' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1625296978289950416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1625296978289950416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/12/alla-deriva-parchi-e-giardini-come.html' title='ALLA DERIVA: Parchi e giardini  1/3 - Come cancellarli'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TRjLZSu2GqI/AAAAAAAAAEc/AgM1TeOQ7OM/s72-c/il%2Bmom%2Bche%2Bfu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7338868557867486119</id><published>2010-12-24T13:13:00.000+01:00</published><updated>2010-12-24T15:20:46.094+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA - Phone Center o dell'integrazione pericolante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TRSovW8u4nI/AAAAAAAAAEQ/Q8NVQ6S-dls/s1600/phone%2Bcenter%2Bsfondo.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TRSovW8u4nI/AAAAAAAAAEQ/Q8NVQ6S-dls/s320/phone%2Bcenter%2Bsfondo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5554249772022293106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le tante piccole e grandi paure che frenano questo paese, ha spiccato per deficienza in questi anni il decreto Pisanu - che costringe chiunque decida di offrire una connessione wi-fi a &lt;br /&gt;1) chiedere il permesso al questore &lt;br /&gt;2) chiedere i documenti a chiunque vi si colleghi &lt;br /&gt;3) documentare su un apposito registro tutti i movimenti e i siti visitati da ciascuno dei fruitori &lt;br /&gt;4) conservare detto registro fino a più infinito per eventuali controlli. &lt;br /&gt;Un caso tutto italiano motivato dalla ormai leggendaria lotta al terrorismo - una singolare attività occidentale nata 9 anni fa che ha come principali attività il cercare gente con la barba lunga e il turbante nelle grotte del deserto afghano e il cercare gente con la barba lunga nel resto del mondo, specie quella tanto furba da aprire siti in cui organizzare attentati come fossero partite di calcetto.&lt;br /&gt;Stupisce che negli anni 70 si riuscissero a fare dieci volte gli attentati che si fanno oggi con l'ausilio dei telefoni fissi, dei fax e nulla più.&lt;br /&gt;Potere del passaparola?&lt;br /&gt;Ciò detto, pare che il decreto Pisanu non verrà prorogato oltre il 31 dicembre e, anche se non è chiaro cosa ci si debba aspettare dal giorno successivo, è lecito immaginarsi che esercizi di ogni genere comincino a sparare il segnale wifi tutt'attorno senza perquisizioni di sorta. &lt;br /&gt;E' ancora da capire se questo nuovo scenario decreterà la fine del pittoresco mondo degli internet point milanesi - che internet point non si sono mai chiamati.&lt;br /&gt;Finora infatti, fatta eccezione per pochi sparuti e tragici casi di internet cafe (con burocrazie degne delle 12 fatiche di Asterix, prezzi indegni e una puzza sotto il naso epocale, manco ti facessero viaggiare nell'iperspazio), l'unico modo per controllare la posta in giro per Milano era (o meglio è - ancora per le prossime settimane) entrare in un phone center. &lt;br /&gt;Nascosti da vetrine che recitano quanto costi al minuto una chiamata in Bangladesh o in Siberia (curiosamente, sempre molto meno di quanto io spenda per chiamare gente che abita quattro isolati più in là), i phone center sono stanzette generalmente fatiscenti che sfidano i metri quadri per cercare di piazzare quante più cabine telefoniche possibili. A lato, scrivanie che neanche il primo prezzo ikea con su altrettanti computer dove connettersi via skype col Perù o con la Nigeria. &lt;br /&gt;Nello spazio che avanza, la cassa, dove mostrar documenti e inviare soldi in Turkmenistan o in Siam (pagando commissioni da strozzini a compagnie che per effettuare il trasferimento spendono qualcosa di asintoticamente vicino allo zero). &lt;br /&gt;Entrandovi, è difficile intercettare una sola parola italiana: inevitabilmente, la frequentazione dei phone center è quasi interamente straniera, spesso divisa per continenti (difficilmente nei phone center africani dietro porta venezia vedrete colombiani - e viceversa in quelli a predominanza latina). &lt;br /&gt;Milano è infatti capitale europea di dis-integrazione: nonostante la percentuale importante di ospiti d'ogni dove, è praticamente impossibile incontrarsi con altre etnie in spazi comuni che non siano i mezzi pubblici (che brillano per reciproca ostilità di tutti contro tutti). &lt;br /&gt;Esistono locali per cinesi, locali per sudamericani e locali per italiani - ma non c'è pericolo che ci si trovi tutti assieme a mangiar qualcosa, a guardare un concerto o sadio cosaltro.&lt;br /&gt;Per anni, in mancanza di un portatile o semplicemente spinto dalla poca voglia di restare in casa, i phone center mi hanno offerto riparo e connessione. &lt;br /&gt;Dentro ci ho trovato umanità d'ogni sorta, fotografata nel cruciale e spesso bellissimo momento di contatto con famiglie distanti migliaia di chilometri. &lt;br /&gt;Ognuno a modo suo: sudamericani che urlano nelle cornette come ossessi, probabilmente per dire cose tipo "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ciao&lt;/span&gt;" o "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;che tempo fa lì&lt;/span&gt;" (da fuori e senza sapere la lingua, una telefonata di mia nonna gallipolina dev'essere identica), bambini collegati via skype con lo zio che suda via webcam da Calcutta, l'ucraina di fianco che ti chiede come entrare su facebook, e ancora cinesi che guardano video di popstar cinesi su youtube o egiziani venuti lì per scrivere su Word e poi stampare il menu della pizzeria (un giorno ne aiutai uno per il menu di capodanno, e mi mimava i piatti perché non sapeva che nome avessero). &lt;br /&gt;Insomma, un raro - a Milano rarissimo - momento di incrocio e contatto tra popoli. &lt;br /&gt;Certo fare il primo passo può non essere facilissimo: bastano pochi passi e ancora meno sguardi in alcuni phone center per rendersi conto di essere uno dei primi italiani mai entrati lì dentro. Ma il dubbio d'essere fuori posto è lo stesso che ha quello dietro la cassa del phone center ogni volta che entra in un negozio italiano.&lt;br /&gt;Se dio (uno a caso) vuole, in alcuni phone center situati in luoghi strategici e spesso vicino a università o simili, si comincia ultimamente a notare un sano miscuglio di facce, colori e taglio degli occhi - italiani compresi. &lt;br /&gt;Uno di questi, Jasmin Phone, gestito da un libanese dal sorriso perenne e dalla barba di matusalemme, mi ha fornito la rete per oltre tre mesi, quando a casa latitava - e più di una volta mi ha tenuto da parte chiavette o portafogli dimenticati lì - mentre con felicità osservavo un crescente numero di popolazione indigena milanese recarvisi per i motivi più disparati. &lt;br /&gt;Una sera però, mentre posto date dei Ministri su Facebook seduto su uno sgabello pericolante, irrompe la Polizia. Sono in cinque, in borghese, e come da copione sono delicati e educati come cinghiali in un orto. &lt;br /&gt;Il libanese sorridente viene assalito e gli viene intimato di mostrare per filo e per segno la navigazione dei due marocchini che avevo a fianco (uno alle prese con faccialibro come me, l'altro che guardava il sito di Trenitalia). &lt;br /&gt;Il libanese sorridente (ora meno) cerca i tabulati ma il computer - che ha vent'anni e sta insieme col vento a favore - s'impalla. Nel frattempo, ai presenti è fatto ordine di non muoversi dallo sgabello pericolante, e i pulotti, sempre più minacciosi con chiunque in quella stanza non parli bene italiano (cioè tutti tranne me e una parte dei poliziotti), incominciano a chiedere documenti, permessi di soggiorno, motivi della presenza e dettagli sull'attività in rete di ciascuno dei presenti, per poi ricominciare a strigliare il libanese sorridente minacciandolo d'ogni cosa se non avesse tirato fuori una sequela infinita di documenti relativi al phone center. &lt;br /&gt;Il libanese in questione ha una conoscenza dell'italiano pari a quella che ho io del cinese, figuriamoci cosa capisce di burocrazia strillata in calabrese dal pulotto antistante. In quanto italiano, sono l'unico salvo dal sospetto di attività terroristica, ma d'altronde nessuno capisce il motivo della mia presenza lì dentro - quindi per sicurezza mi tengono lì in stato di fermo.&lt;br /&gt;Fuori, oltre il vetro con le tariffe per il Bangladesh, mi aspetta una persona - ma mi è proibito uscire o dirle cosa mai stia succedendo.&lt;br /&gt;Per l'appunto, cosa stava succedendo? Cinque persone di nazionalità diverse si facevano i cazzi loro seduti vicini vicini davanti a computer rattoppati, chiedendosi occasionalmente aiuto casomai uno non fosse riuscito ad aprire la propria casella di posta o a stampare il proprio curriculum o a disimpallare il computer. E dietro il bancone, un libanese reo di non poter dimostrare quali cazzeggi avesse fatto su internet quello più arabo dei presenti. &lt;br /&gt;Per trenta minuti, nel mio phone center di fiducia gli italiani sono in maggioranza - ed è il momento più brutto che abbia mai passato là dentro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7338868557867486119?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7338868557867486119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7338868557867486119' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7338868557867486119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7338868557867486119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/12/alla-deriva-phone-center-o.html' title='ALLA DERIVA - Phone Center o dell&apos;integrazione pericolante'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TRSovW8u4nI/AAAAAAAAAEQ/Q8NVQ6S-dls/s72-c/phone%2Bcenter%2Bsfondo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7026157259718580261</id><published>2010-12-22T11:22:00.000+01:00</published><updated>2010-12-22T15:02:49.147+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA - Bar 4/4 Le inevitabili conseguenze (l'evoluzione cinese)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/5280312150/" title="bandiera cinomilanese by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5041/5280312150_83814d03fd_m.jpg" width="240" height="160" alt="bandiera cinomilanese" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spudorata avidità del bar milanese medio - che ricorda quella dell'Autogrill medio (cioè dell'Autogrill, dato che sono tutti uguali) - non poteva non destare l'attenzione di chi è per struttura, ideologia e formazione, capace di vette di avidità e furbizia ben più alte delle nostre. &lt;br /&gt;Ovvero, i compagni cinesi - che hanno in mano Milano più o meno come mio fratello ha in mano il tabellone di Risiko quando sta per tirare fuori l'obiettivo. &lt;br /&gt;Non c'è bisogno di essere dietrologi o impiegati del catasto per osservarlo: semplicemente, vai sotto a casa a prendere il cappuccino e, a dartelo, al posto di Mario, c'è Wang Xiu - che per comodità ha per altro deciso di farsi chiamare Mario. Il caffé in media non è peggiore di quello che bevevi prima e scopri che non ti mancano poi tanto le frasi di circostanza di Mario 1.0.&lt;br /&gt;Insomma, è tutto identico - il che vuol dire che neanche a Wang Xiu gliene frega un granché di metterci dell'anima dentro alle patatine, all'impianto stereo, ai tavolini e via dicendo. Se vuoi un succo di frutta, come in un qualsiasi bar milanese di milanesi, quello ti prende un succo di frutta dal frigo, lo apre, lo versa in un bicchiere che speri pulito e te lo mette sul bancone (costo dell'operazione: circa 3 euro, roba che se mi dici dov'è il frigo lo faccio io). Solo che, in più, capisce che per battere il bar di fianco è meglio fare i furbi alla cinese - che vuol dire abbassare i prezzi e tenere aperti più o meno sempre.&lt;br /&gt;Se il bar di fianco è italiano, incomincerà a dire che è impossibile lavorare così tanto e fare prezzi così bassi, che di sicuro fanno qualcosa di orribile nel retrobottega. Se il vicino è già un bar cinese, si limiterà a togliere il più o meno e comincerà a stare aperto sempre. Il che è un indubbio vantaggio per te che cerchi una brioche a pasqua (ma non solo: i cinesi a Milano ti salvano la vita e la pancia spesso e più che volentieri), ma vuol dire anche che il bar in cui entri è praticamente la concretizzazione dei non-sogni dell'italiano che c'era prima - attuata da uno che sa far cassa senza chiaccherare troppo.&lt;br /&gt;Valga ad esempio il geniale insediamento di una gestione cinese in uno sciagurato bar di Viale Corsica: i china entrano, non cambiano nulla - insegna, bancone, nomi e composizioni dei panini - ma si limitano ad abbassare vistosamente i prezzi cancellando col pennarello i precedenti sul menu e scrivendo in malo modo di fianco i prezzi nuovi. In più, si inventano una tesserina che panino dopo panino accumuli punti e vinci i premi dietro al bancone - ovvero una sequela di oggetti improbabili recuperati a destra e a manca, che vanno dall'oscar mondadori sbiadito di Susanna Tamaro alla finta sciabola cinese al buddha porta spazzolino alla sciabola vera (premio massimo, tipo dieci tessere complete). Come dire: non solo facciamo i panini uguali a quello che c'era prima, ma li facciamo pure pagare meno e ti regaliamo quello che abbiamo trovato in soffitta. &lt;br /&gt;Geni. &lt;br /&gt;Che i cinesi siano il nuovo step evolutivo del milanese? Del resto, lo struzzo viene dopo il velociraptor - non viceversa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7026157259718580261?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7026157259718580261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7026157259718580261' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7026157259718580261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7026157259718580261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/12/alla-deriva-bar-44-le-inevitabili.html' title='ALLA DERIVA - Bar 4/4 Le inevitabili conseguenze (l&apos;evoluzione cinese)'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5041/5280312150_83814d03fd_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5748376439367941509</id><published>2010-12-19T11:39:00.000+01:00</published><updated>2010-12-21T01:46:17.238+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA - Bar 3/4 Considerazioni inattuali sulla musica da bar</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/5276389345/" title="hopper lego by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5045/5276389345_037fbae915_m.jpg" width="240" height="160" alt="hopper lego" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagino che gestire un bar non sia cosa da nulla - come più o meno qualsiasi cosa si scelga di fare con l'obiettivo di arrivare a fine mese (eccezion fatta per i maestri di surf australiani e i notai). &lt;br /&gt;E molti gestori di bar leggendo quanto scritto sopra, probabilmente non vedono l'ora di darne in mano uno a me o a un qualsiasi milanese indignato - per vedere che razza di disastro riusciremmo a combinare. &lt;br /&gt;L'argomentazione principe è che se il bar di fianco incomincia a fare il furbo, o fai il furbo anche tu o in tre mesi chiudi.&lt;br /&gt;Neoliberismo da bancone insomma - che però curiosamente non attechisce in buona parte del resto d'Europa, dove spesso i bar sembrano effettivamente l'espressione di un progetto/sogno di chi l'ha messo in piedi. &lt;br /&gt;La musica, per me inevitabilmente non secondaria, è un'ottimo campo d'analisi: nelle grandi città europee e non solo, chi gestisce il posto decide quali note debbano invadere il locale - che si tratti di Wagner, reggae o di musica neomelodica bavarese. La cosa non dovrebbe stupire: negli anni passati a metter via soldi per metterlo in piedi, passati a sognare e progettare, ci sarà stata pure una sera in cui avrai detto al tuo compagno di sogni &lt;span style="font-style:italic;"&gt;e poi metteremo la musica che vorremo noi e la gente verrà per ascoltarla e alla mattina ci sarà Schubert e a pranzo Satie e alla sera Donald Fagen e non ci sarà un altro bar con la musica uguale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Bene, a Milano non accade nulla del genere. &lt;br /&gt;Il novantotto per cento dei bar (la percentuale è figlia del mio ingiustificato ottimismo, non della mia esperienza che direbbe cento) ha semplicemente la radio. &lt;br /&gt;E non, che so, una delle diecimila ottime webradio che si possono trovare in giro: no, la radio italiana - quell'esperienza orribile e offensiva che mette in rapida sequenza ore e ore di pubblicità ad altra pubblicità, inframezzata da successi del 1989 e speaker felici di non si sa che cosa mentre dicono parole circa questioni di cui non vogliono sapere nulla parlando occasionalmente al telefono con gente che vuole semplicemente salutare quelli a casa. &lt;br /&gt;E tu, dopo tutta la fatica che hai fatto per mettere su il tuo bar, non sai far altro che accendere la radio, obbligando chi beve il caffè all'attacco senza senso di venditori di macchine, caffé, assicurazioni, satelliti e musica di merda, ai jingle ostinatamente eccitati, ai luoghi comuni che già i bar ne sono pieni, alle sigle e alle notizie delle agenzie su che cosa ingrassa e cosa no che cominciano sempre per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pare che&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La tragedia è che nel bar di quello che cerca di fare il furbo dieci metri più in là, succede esattamente lo stesso. &lt;br /&gt;Vedi mai che se mettessi un po' di musica decente, o semplicemente se ti mettessi in gioco, la gente comincerebbe a venire a ingoiare i tuoi di panini - qualsiasi cosa tu ci metta dentro, qualsiasi cresta tu ci faccia sopra. &lt;br /&gt;Vuoi vedere che non sei furbo né tu né quello di fianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: ieri a Bologna bevevo un vodka lemon grosso così in un baretto coi tavolacci e i libri da spulciare e la gente contenta. E in sottofondo, ma neanche troppo, c'era Nick Cave. E poi qualcosaltro deciso da qualcunaltro. Da qualcuno, non dagli interessi di un gruppo editoriale o da quelli che comprano gli spazi pubblicitari per i biscotti o dalle marie de filippi o dai mafiosi travestiti da realisti o semplicemente dagli stupidi e dai poco curiosi. Insomma, si può fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5748376439367941509?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5748376439367941509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5748376439367941509' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5748376439367941509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5748376439367941509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/12/alla-deriva-bar-34-considerazioni.html' title='ALLA DERIVA - Bar 3/4 Considerazioni inattuali sulla musica da bar'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5045/5276389345_037fbae915_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7471017333369153466</id><published>2010-12-10T11:46:00.012+01:00</published><updated>2010-12-15T12:41:52.745+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA - Bar 2/4 Supremazia della pausa pranzo</title><content type='html'>I discutibili talenti dei baristi milanesi sono diretti responsabili anche dell'atroce fenomeno della pausa pranzo, evento socio-atmosferico che avvolge tutta la città (con picchi preoccupanti nelle zone circostanti uffici) dalle 12 alle 14.30 come un'aurora boreale di salsa e cotolette scongelate.&lt;br /&gt;Da alcuni anni, i bar si sono accorti che speculando su secondi travolti dalle microonde e ravioli di marmo possono pagarsi le rate della bmw nuova senza rinunciare al satellite. Ma andiamo con ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FARCIRE E' UN PO' MORIRE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/5263364894/" title="ciardi copy by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5010/5263364894_25c29bf3af_m.jpg" width="240" height="180" alt="ciardi copy" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In prima fila nella dieta tutt'altro che mediterranea del milanese medio, resistono ancora i panini - accatastati, impilati, piramidati, con didascalie del tipo "carpaccio di bresaola" derivanti dal fatto che pur di risparmiare sul salume i milanesi stanno diventando dei tagliatori che neanche quelli del pesce palla - dal prezzo oscillante tra i 4 euro e i suoi multipli. &lt;br /&gt;Con picchi preoccupanti: rasenta la denuncia la filiale (non è un caso che si usi un termine tipico del sistema bancario) de "il Panino Giusto" in centro città - che con acrobazie linguistiche degne di Borges è capace di farvi pagare financo otto euro paninetti di dimensioni festa-delle-medie con prosciutto cotto (di cui per l'occasione verrà citata la provenienza, l'affumicatura o il nome del maiale) con un indizio di paté sulla mollica. Seguono a ruota pressoché tutti i bar della zona - e il panino sarà tanto più corto quanto più vicino al Duomo.&lt;br /&gt;Se proprio di panini bisogna morire, lo si faccia con stile.&lt;br /&gt;In Crocetta, nel bar omonimo, di fianco al Teatro Carcano, da molti non so quanti anni vengono serviti panini-monstre che in generale le donzelle fanno fatica anche solo ad addentare. Il costo rimane importante (dai 6 euro in su) ma qui si parla di un pasto completo con successive promesse di non mangiare nulla la sera che viene. Nota biografica: qui, in un'ubriacatura pomeridiana a 16 anni conobbi le potenzialità della voce di Divi, che dopo un paio di tennent's incominciò a strillare pezzi dei Nirvana e degli Oasis, per farmi capire che faceva sul serio.&lt;br /&gt;Di uguale peso affettivo e calorico è Margy Burger(Ciardi, al secolo), sorta di anomalo fast food alla milanese che offre - in una cornice di legno d'altri tempi - principalmente panini con wurstel e crauti rossi, hamburger di varie stazze, sandwich col landjeger o con lo sgombro (pesce generalmente ignorato dai grandi circuiti di franchising). Le foto dei panini sono le stesse di quando avevo otto anni e mia madre mi portava a ingozzarmi dopo il cinema - quando ancora c'erano i cinema in centro, ma questo è un altro discorso. Ottimo anche dopo le manifestazioni, dato che l'ubicazione - Piazza Santo Stefano - è quasi sempre di transito o destinazione per la maggior parte dei cortei milanesi.&lt;br /&gt;In coda alla veloce e sicuramente incompleta panoramica dei panini milanesi seri per la pausa pranzo un ameno e anonimo baretto in viale bligny, all'altezza della Paolo Grassi, che senza nulla esporre e nulla promettere, per tre euro e mezzo compie veri miracoli. Un caso raro che ricorda una sana regola: se il paniname è già esposto, farcito e prezzato, non c'è da fidarsi. &lt;br /&gt;Nascita e morte: vogliamo vedere tutto, noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INSALATONA PUNITIVA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/5263377158/" title="tonno by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5206/5263377158_04c42d94e5_m.jpg" width="240" height="180" alt="tonno" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da molti anni ormai ci si trova però a fare i conti anche con primi piatti inquietanti, nature morte di maccheroni e sughi immobili che scorrono giù dagli spaghetti come cascate congelate in un giardino finlandese.&lt;br /&gt;Seguono a qualche misura di distanza le insalatone. &lt;br /&gt;Chiunque abbia fatto una sana vacanza al risparmio sa che il cibo più economico e - sul breve tragitto - capace di soddisfare o almeno riempire, sono le scatolette. Fagioli, mais, tonno e qualsiasi altra cosa l`uomo abbia deciso di costringere nella latta per i posteri. Provate a mangiarle per dieci giorni: sarete costretti a mettervi il balsamo di tigre sotto al naso come Dana Scully ogni volta che andate in cesso. Nessuno stupore: quando si mangia qualcosa che promette di essere buono fino al 2021, vorrà ben dire che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;buono&lt;/span&gt; non può esserlo mai stato. Le insalatone non sono altro che un impietoso mix di questi normalmente onorevoli rimedi per disperati, arricchiti da truffe a cielo aperto come la polpa di granchio o il palmito. Sei euro minimo - roba che in campeggio ci campavi una settimana. &lt;br /&gt;Ovviamente la nascita e successiva affermazione delle insalatone è figlia dell'era &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pesoforma&lt;/span&gt; in cui ci ritroviamo ormai da almeno dieci anni. &lt;br /&gt;Se vi interessa la faccenda e volete vivere un'esperienza veramente severa e annichilente, fate un salto al centro macrobiotico subito sopra all'ufficio del turismo francese in via Larga: l'ambiente, simile alla sala ricreazione di una clinica austriaca o di una setta con progetti suicidi, è capace di mortificare ogni appetito. Casomai degli scampoli dovessero resistere fino all'effettivo momento della nutrizione, saranno atterriti da una sequela di tortini e brodini che riescono a schivare il sapore, l'odore e tutte le principali caratteristiche dei cibi tanto da farvi chiedere se non siate effettivamente malati. A confermarvelo, un personale di suore travestite da maestre d'asilo che imporranno un silenzio grave e colpevole in sala, per poi chiedervi diversi dobloni. Comunque, un'esperienza - e ottima occasione per incontrare managerotti pentiti e signore-bene che portano in giro il cane e il flacone di antidepressivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: scopro che il palmito, vale a dire il midollo della palma con cui tanti panini e insalatone vengono sovraprezzati, si ricava principalmente dalle palme abbattute per motivi altri, quali - principalmente - la costruzione di nuove strade. Lo sapevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOTTO IL CAPPUCCIO NIENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/5262793589/" title="cappuccio by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5161/5262793589_66556dc5ef_m.jpg" width="240" height="180" alt="cappuccio" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se cronologicamente la colazione precede la pausa pranzo, gerarchicamente quest'ultima - che concede margini di guadagno ben più elevati - surclassa drasticamente il momento di cappuccio e brioche.&lt;br /&gt;Fino a sovrapporcisi: già dalle nove e mezza del mattino, il barista medio milanese ha nei confronti del colazionaro il più totale disinteresse - e si adopera invece per cominciare a farcire panini e scolare scatolette di tonno per gli usi più svariati. Il risultato è spesso una confusione di odori e visioni che tramutizzano ulteriormente la misera brioche che vi ritrovate in mano - spesso gnucca come un buondì dimenticato dall'estate scorsa (in piazza 24 maggio, sotto i portici, ci sono le brioche buone - ma anche da tale Ponky's, che sembra il bar del Meazza, vicino a corso genova. Se volete ingrassare di un etto appena svegli, andate invece alla pasticceria eoliana di Via Ortica - dove mettono la ricotta anche sullo scontrino). &lt;br /&gt;Vale la pena poi di segnalare una fastidiosa e ormai affermata novità della colazione milanese: quando ordini un cappuccino, quello oltre al bancone chiede &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ci vuoi il cacao?&lt;/span&gt;, ritornello nato negli ultimi due anni (prima, giuro, non succedeva) che probabilmente eccita l`annoiato barista ma che irrita chiunque abbia piu` di 12 anni o perlomeno me. &lt;br /&gt;Perché al mattino già mi girano i coglioni e se lo volevo col cacao te lo chiedevo. Il cappuccino è una sequenza di caratteri alfabetici che indica una certa bevanda. Per il cappuccino col cacao si trovi a questo punto un`altra sequenza alfabetica, dato che non costa niente inventare parole. Non abbiamo tempo per perdere tempo col menu delle opzioni - specialmente a Milano.&lt;br /&gt;Ovviamente esistono sparse qua e là pasticcerie d'alto rango (in media carissime e con quell'aria tra il bastonata e il saccente della Milano che non è più quella di una volta) che sono o sarebbero capaci di colazioni coi fiocchi, ma per motivi ignoti nessuno osa andare oltre all'onnipresente brioche gnucca. &lt;br /&gt;Le mille esperienze di pasti mattutini che si consumano nel mondo sembrano non valere alcunché, a Milano sembra che il corpo umano abbia fisiologicamente bisogno di cappuccino, cornetto e null'altro per sopravvivere tra le polveri sottili.&lt;br /&gt;Io, che al mattino mangerei anche il ragù di cinghiale, soffro e invidio terribilmente i peruviani che incontro davanti al loro consolato - già alle dieci pronti a ingurgitare zuppe, spezzatini e ali di qualsiasi uccello voli sulle Ande o sugli Appennini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7471017333369153466?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7471017333369153466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7471017333369153466' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7471017333369153466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7471017333369153466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/12/alla-deriva-bar-24-supremazia-della.html' title='ALLA DERIVA - Bar 2/4 Supremazia della pausa pranzo'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5010/5263364894_25c29bf3af_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6796463441342113693</id><published>2010-12-01T18:22:00.002+01:00</published><updated>2010-12-13T14:53:04.911+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA - Bar 1/4 Decostruzione di un sogno</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/5257787582/" title="bar dei sogni by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5002/5257787582_42338e9e89_m.jpg" width="240" height="180" alt="bar dei sogni" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima e più netta impressione che si ha da un primo incontro coi bar milanesi è che per nessuna delle teste presenti dietro a cassa e banconi sia mai transitato il pensiero &lt;span style="font-style:italic;"&gt;voglio aprire un bar tutto mio&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Con una certa legittima approssimazione immagini che in compenso sia passata l'idea &lt;span style="font-style:italic;"&gt;voglio fare molti soldi&lt;/span&gt; e alla peggio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;voglio lavorare in un posto dove posso rubare i gratta e vinci (per poi fare molti soldi)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Pressoché nulla di ciò che vedrete in un bar di Milano (le eccezioni, come si diceva nella premessa di questa guida, ditecele voi - ma sappiamo già essere tristemente poche, come è lecito attendersi dalle eccezioni) è figlio di un anelito d'amore o speranza nell'umanità: piastrelle, bancone, legno ed eventuali balaustre, ballatoi, ringhiere, mensole sono in genere un campionario del peggio che sia mai stato prodotto nei rispettivi settori - dorature improbabili, finti graniti e bare di legno laccate che sembrano uscite dallo yacht affondato di un industrialotto arricchitosi coi cavalli. Si faccia attenzione: tali valutazioni non dipendono da chissà quale gusto di cui solo il sottoscritto è depositario. Lo sanno anche loro.&lt;br /&gt;La maggior parte dei bar sceglie il peggio con coscienza, risentimento e rancore - va incontro al &lt;span style="font-style:italic;"&gt;brutto&lt;/span&gt; per confermare una visione dell'esistenza caratterizzata da un profondo cinismo (spesso figlio di dolori fiscali) e da un generico imbarbarimento dei costumi - cui non opporsi per evitare guai.&lt;br /&gt;Chi non ne fosse convinto, si trattenga un po' di più in uno dei tanti bar tabacchi della città - a qualsivoglia ora del giorno.&lt;br /&gt;Scoprirete presto, tra le altre cose, un'area dedicata ai videopoker - praticamente l'equivalente delle stanze del buco o, se preferite, di una sorta di Sert con le ciliegine al posto del metadone.&lt;br /&gt;La popolano individui dannati per l'eternità - o perlomeno fino all'orario di chiusura - che imperterriti si scontrano con le leggi della statistica, con il loro pacchetto di MS e con un senso di vuoto che neanche la peggiore delle vostre domeniche pomeriggio. E' gente che sta male, e non c'è bisogno dello stetoscopio per affermarlo - e i tabaccai/baristi o chi per essi riescono a lasciarsi passare davanti agli occhi queste umanità in caduta libera senza mai dire nulla.&lt;br /&gt;Neanch'io sono per l'intrusione nelle vite e nelle rovine altrui, ma cristo - sei tu che stai dando loro il veleno, sei tu che cambi loro le monete, sei tu che hai scelto di averli lì, sei tu che hai scelto che continui così. &lt;br /&gt;Qualsiasi giudizio, anche il più cinico, si abbia in merito, è tristemente inevitabile riconoscere a buona parte dei baristi una capacità di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;epoché&lt;/span&gt; e di distanza dalle cose umane che solo un cattivo della Disney potrebbe vantare.&lt;br /&gt;Ma come appunto la Disney insegna, i cattivi perdono. &lt;br /&gt;In questo caso, perlomeno, perdono clienti. &lt;br /&gt;Del come e se ne parlerà nei successivi tre capitoli, cercando di trovare qualche esercizio che sfugga alla regola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Non è un turismo che consiglio, ma al bar di Piazza Piola il triste parallelo tra stanze del buco e videopoker raggiunge una concretezza sfolgorante: le tristi macchinette (parte del ricavato delle quali va dritto nelle casse dello Stato, che le monitora con l'aiuto della Siae) sono confinate in una sorta di grotta-tabacchi all'interno del bar stesso, in un punto in cui la luce del sole non arriva nemmeno nelle mattine di luglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.P.S. L'insegna che campeggia sopra il post è in viale Romagna: il bar - da poco ex tabacchi - non è certo tra i peggiori, ma inevitabilmente soffre più di ogni altro la distanza ideale dal proprio nome.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6796463441342113693?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6796463441342113693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6796463441342113693' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6796463441342113693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6796463441342113693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/12/alla-deriva-bar-14-decostruzione-di-un.html' title='ALLA DERIVA - Bar 1/4 Decostruzione di un sogno'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5002/5257787582_42338e9e89_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7196679974223911992</id><published>2010-12-01T18:18:00.000+01:00</published><updated>2010-12-10T18:45:15.789+01:00</updated><title type='text'>ALLA DERIVA - Guida in buona fede al naufragio milanese</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/5246451960/" title="milano rivolta by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5290/5246451960_a33782cc0e_m.jpg" width="240" height="180" alt="milano rivolta" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia città non ha ancora deciso a cosa assomigliare.&lt;br /&gt;Da anni ormai oscilla goffamente tra una sorta di versione open air del primo piano della Rinascente, una città di provincia austriaca che in centro ti senti un turista anche se ci sei nato e un sequel della Milano che c'era prima - di quei sequel con il budget tagliato e il cast sostituito dai parenti del produttore.&lt;br /&gt;Chi vive a Milano, chi l'ama o la ha amata, non chiede necessariamente che assomigli di più al film che ci si è fatti in testa (ad esempio, nella mia idea di Milano, ci sarebbero molti più tappeti saltanti e campi di minigolf - e capisco non tutti ne sentano il bisogno), chiede semplicemente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ok, ma dove stiamo andando?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche perché se qualcuno pensava di intortarci con lo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;skyline&lt;/span&gt; (parola inglese che vuol dire che se abiti al quarto piano della casetta di fronte non vedi più il sole o - per l'appunto - lo sky), è arrivato fuori tempo massimo. &lt;br /&gt;La speranza della nostra amministrazione è che noi si creda che i grattacieli esistano solo a New York e in Blade Runner - e che perciò, comunque vengano su, ci sarà da essere contenti di far parte di questo così esclusivo club. &lt;br /&gt;Purtroppo per loro, anche la più stronza città della più stronza regione cinese ha una quantità di monoliti multipiano che a confronto sembriamo un plastico del Lego o un set futuribile di Pieraccioni.&lt;br /&gt;L'idea quindi di diventare un posto così a dismisura d'uomo da farci sentire piccoli ma grandi dentro è decisamente da scartare. &lt;br /&gt;Come è ugualmente da scartare l'ipotesi "città d'arte", dato che l'omogeneità architettonica e paesaggistica di Milano ricorda certi miei orribili accostamenti casual domenicali - del tipo pantaloni della tuta, calze spaiate, maglietta e golf di due blu diversi.&lt;br /&gt;Eliminerei senza appello anche il modello "città dei servizi", ovvero quel genere di città che a vederle non ti dicono granché, però come arrivano in orario i tram lì / come funzionano le poste lì / come son gentili i tassisti lì / come trovi da dormire a poco lì / come sono gentili nei bar lì.&lt;br /&gt;A Milano quasi nessuno vorrebbe fare quello che sta effettivamente facendo, e la giovialità ne è la prima vittima.&lt;br /&gt;Rimangono poche desolanti alternative identitarie - tra cui spicca la dottrina della "città della moda", destino che riguarda pochi e quei pochi sono così scemi che neanche si accorgono che, in virtù della moda stessa, la città della moda presto sarà un'altra e poi un'altra ancora.&lt;br /&gt;Propongo quindi di individuare per Milano una deriva (mi sembra a conti fatti il termine più adatto), che tenga conto di quello che c'è - che ci piaccia o meno - cercando di valorizzare le nostre pochezze e le nostre vergogne. &lt;br /&gt;Per far ciò bisognerà essere impietosi, drastici, onesti e insieme incredibilmente positivi - come chi ha perso la fede nuziale in un cassonetto della monnezza e decide di volerla ritrovare costi quel che. &lt;br /&gt;Nei limiti del tempo a disposizione e della buona salute della mia insonnia, l'intera città verrà scandagliata attraverso grossi filoni che - commercialmente o meno - la attraversano, dai bar alle palestre ai mercati dagli internet point ai ponti dai parchi alle panchine strategiche dalle metropolitane ai paninari generosi e ai paninari biechi dai luoghi segreti che segreti non dovrebbero essere e a quelli segreti che segreti dovrebbero rimanere. &lt;br /&gt;Volta per volta saranno assolutamente bene accette segnalazioni di ogni genere, precisazioni, materiale d'ogni fede e bandiera, racconti e - soprattutto - eccezioni, che è quello di cui abbiamo più bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps: il cartello in testa al post non è una photoshoppata, ma un singolare caso del magico mondo della segnaletica. Chi volesse verificare o andare a portarvi dei fiori vada verso Linate lungo viale Forlanini, giri a sinistra in direzione Idroscalo e lo vedrà splendere in mezzo a una rotonda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7196679974223911992?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7196679974223911992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7196679974223911992' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7196679974223911992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7196679974223911992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/12/alla-deriva-guida-in-buona-fede-al_01.html' title='ALLA DERIVA - Guida in buona fede al naufragio milanese'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5290/5246451960_a33782cc0e_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-317081097278662568</id><published>2010-11-28T18:21:00.000+01:00</published><updated>2010-11-28T19:53:09.473+01:00</updated><title type='text'>La verità non scalda.</title><content type='html'>Dieci anni fa ci si fidava della verità.&lt;br /&gt;Non che la si incontrasse spesso, a dir la medesima, ma sapevi che era là - oltre le bugie e la sabbia sparsa per farla sembrare solo un rigonfiamento anomalo della realtà.&lt;br /&gt;Era dietro, e giuravi di averle visto i piedi spuntare da sotto le tende.&lt;br /&gt;Che si trattasse di una strage impunita o di un bacio non visto, sapevi che prima o poi si sarebbe fatta avanti e avrebbe distrutto tutto - con una violenza giusta e inarrestabile.&lt;br /&gt;Credere di essere ogni passo più vicini, immaginarsela seduta lì ad aspettarti come un baule pieno di dobloni sul fondo dell'oceano. &lt;br /&gt;Poi venne su come un sub che ha perso i pesi: ognuno se ne prese un pezzo e cominciò a dire io ce l'ho.&lt;br /&gt;Quando le torri cadevano, quando la Polizia macchiava le lavagne, quando i primi partivano per andare nel deserto a fare non è ancora chiaro cosa, la verità era già nelle mani di tutti.&lt;br /&gt;Ognuno con la sua parte sotto il materasso, più o meno ansioso di tirarla fuori.&lt;br /&gt;Chi lo fece credette di dover usare ogni mezzo per farla vedere a tutti gli altri. &lt;br /&gt;La verità te la portavano a casa - esaltati come giustamente dev'essere chiunque creda di averla tra le mani.&lt;br /&gt;Cinque anni in cui venne fuori il più complesso e onnicomprensivo sistema di rivelazioni, intrighi, abusi, connivenze, violenze, ignominie che mai si fosse palesato all'umanità da Marx in poi.&lt;br /&gt;Copriva e copre tutt'ora la quasi totalità dello scibile umano, con particolare predilezione per temi quali stragi di stato, rapporti tra il suddetto e la malavita, reati nei confronti di foreste, animali, popoli (in quest'ordine, generalmente), società segrete, reale composizione chimica della nutella, passati nazisti di questo o di quello, scie degli aerei, ufo in periferia di Prato, Stephen King assassino di John Lennon, allunaggi simulati e l'intera guerra del Vietnam usata come test per vedere se la Red Bull ti tiene sveglio.&lt;br /&gt;Ovviamente non accadde (né accade) nulla.&lt;br /&gt;La verità senza la lotta per arrivarci è niente di più niente di meno che la stima in chi te la sta dicendo.&lt;br /&gt;Tanto lei è lì - ormai lo sai. Orrenda o dolciastra che sia, la tua voglia di farlo sapere a tutti si spegne ogni giorno di più.&lt;br /&gt;E se non passa, l'effetto che fai è di chi vuol rifarti vedere il film bellissimo che ha appena visto e tu lo eviti dicendo&lt;span style="font-style:italic;"&gt; preferisco guardarlo da solo&lt;/span&gt; pensando che non vuoi uno di fianco che ti chieda approvazione ogni tre scene e insomma alla fine eviti anche di vederlo anzi ti fa ansia solo pensarci.&lt;br /&gt;La verità stanca.&lt;br /&gt;E perché funzioni almeno un poco, dev'essere clamorosa e roboante. &lt;br /&gt;Il consigliere comunale che - per comprarsi i ricambi della porsche in leasing - arraffa &amp; sgraffigna, strappa meno indignazione privata dell'acqua che scende dal balcone di quella sopra quando annaffia. &lt;br /&gt;Eppure è da lì che comincia la piramide, finalmente vedi dove comincia - ed è l'unico punto su cui volendo riusciresti a pisciare sopra.&lt;br /&gt;E invece, vuoi qualcosa che faccia tremare il mondo e la pietra a punta che conclude la piramide.&lt;br /&gt;Solo per il gusto di sentirla lontana, fin quando non ti diranno dov'è.&lt;br /&gt;Forse non eravamo pronti a questo, ad averne così tanta. &lt;br /&gt;Già ora c'è chi ha i conati al solo sentirne parlare - e ci vorranno anni prima che lui o i suoi figli tornino ad interessarsene.&lt;br /&gt;Non avevamo neanche pronto un piano B.&lt;br /&gt;Anzi, mentre a tutti si aprivano le porte per il backstage di tutto quello che è e che è stato, molti decisero di restare sulla pista a ballare.&lt;br /&gt;A ballare finalmente la musica elettronica che fino a tre anni prima si chiamava musica da discoteca (e ognuno segretamente era innamorato almeno di una canzonaccia disco inconfessabile) - perché la verità appena venuta a galla era che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non tutta&lt;/span&gt; la musica da discoteca faceva cagare.&lt;br /&gt;Il che era indubbiamente vero, appunto. &lt;br /&gt;Ma quello che cambiò fu che, mentre centinaia di artisti elettronici potevano finalmente togliersi le orecchie da asini, milioni di persone continuarono ad ascoltare musica da discoteca di merda - che magari tu stesso per qualche anno hai cercato di difendere in nome di un rinnovato progressismo, in nome di quella nuova verità.&lt;br /&gt;E ti ritrovi, di nuovo ma con altri nomi, in momenti in cui attorno a te hai solo corpi che ancheggiano al buio in maniera più o meno goffa, la gente si urla nelle orecchie per chiedersi dov'è il bagno o la situazione coniugale, i ragazzi muovono le spalle come se fossero ripresi da una telecamera e le ragazze lo stesso col culo, il bar serve ghiaccio carissimo e tu stai aspettando da circa 120 battute che succeda qualcosa nell'inutile quattroquarti che qualcuno pagato neanche poco sta propinando a tutti da quando sei entrato.&lt;br /&gt;E la verità è che non piace a nessuno.&lt;br /&gt;Ma dovrebbero dirlo tutti. &lt;br /&gt;Che abbiamo semplicemente voglia di parlare con qualcuno.&lt;br /&gt;Quando ci riusciremo, cambierà tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-317081097278662568?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/317081097278662568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=317081097278662568' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/317081097278662568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/317081097278662568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/11/la-verita-non-scalda.html' title='La verità non scalda.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-674287726700399527</id><published>2010-11-24T11:39:00.000+01:00</published><updated>2010-11-24T15:50:41.762+01:00</updated><title type='text'>Gli Angeli Non Hanno Le Ali - il problema degli aggiornamenti nella questione cristiana.</title><content type='html'>Volevano che crescessi senza Cristo.&lt;br /&gt;Niente battesimo, niente ora di religione, niente comunione, cresima, presepi, ostie, preti, alberi genealogici, canzoncine, avemarie da imparare a memoria, niente oratori, niente vita dopo la morte, niente da dire prima di incominciare a mangiare, niente ottopermille, niente prete che ti entra in casa e ti spruzza i mobili, niente satana, angeli, gente con la barba, animali della fattoria, niente catechismo.&lt;br /&gt;Fino ai 12 anni, la massima parte delle nozioni che avessi in materia Gesù e affini derivava da Indiana Jones e L'Ultima Crociata.&lt;br /&gt;Mi dicevo: casomai mi trovassi a dover scegliere il graal giusto, comunque me la cavo.&lt;br /&gt;Schivare Cristo era attività prediletta della mia famiglia tutta - e io ci presi gusto (tranne che per il presepe: adoravo i plastici dei trenini e mi piaceva questa possibilità di far modellismo sulla natalità).&lt;br /&gt;Vivendo nell'hinterland della città del vaticano - altrimenti chiamato Italia - incrociai più volte il sommo e i suoi scagnozzi.&lt;br /&gt;Che si trattasse di maestre di religione che cercavano di tenermi in classe per rieducarmi, di filosofia compromessa o dell'interminabile sequela di madonne con bambino/alieno in braccio che tanto nobilitano la nostra storia dell'arte, me lo ritrovavo sempre davanti.&lt;br /&gt;Bastava alzar lo sguardo in classe: nella perenne sonnolenza, sopra l'ardesia il capellone dava spunti - e prima ancora di chiedergli &lt;span style="font-style:italic;"&gt;chi ti ha ridotto così?&lt;/span&gt; capivi che quel qualcuno stava cercando di farti rientrare nella lista dei complici.&lt;br /&gt;Così, tra un'ora e l'altra, salivo, lo toglievo e lo mettevo nell'armadio - in luogo asciutto e fresco come tutte le cose che si vogliono conservare a lungo. &lt;br /&gt;Ma non venivo capito.&lt;br /&gt;Negli anni a venire, tralasciando le brutture di cui gli uomini che si dichiarano intimi del capellone suddetto hanno portato avanti, cercai di entrare in contatto con i credenti. &lt;br /&gt;Non quelli che ridimensionano la parola e la circoscrivono, e ti spiegano che Dio sì ma in un modo che so solo io, non i cattolici del credo perché non si sa mai, non quelli che cattolici si credono ma parlano da protestanti da stadio. &lt;br /&gt;Un credente tondo tondo, uno che crede per filo e per segno, che fa tutte le cosine che bisogna fare, che dentro di sé ha una convinzione salda come la forza di gravità, una luce che abbaglia tutto il resto.&lt;br /&gt;Avere dentro di sé una verità del genere dev'essere come aver fatto un giro su un ufo mentre portavi il cane a pisciare e tornare a casa sapendo che c'è dell'altro nell'universo e avere della gente davanti e cercare di convincerla.&lt;br /&gt;Mica roba da nulla.&lt;br /&gt;E ho trovato molti - quasi tutti over 70 - con una sincera e disperata voglia di credere a tutto il pacchettone Cristo. &lt;br /&gt;Ovvio che il suddetto pacchettone ha un tragico problema di fondo: come un qualsiasi altro programma o medium, va aggiornato - e non poco.&lt;br /&gt;Un testo scritto da pastori di venti secoli fa che equiparavano la donna agli animali della fattoria, che credevano che il sole girasse e i tuoni fossero vendette di un occhio iscritto in un triangolo, evidentemente col passare dei secoli ha cominciato a scricchiolare.&lt;br /&gt;Una possibilità sarebbe quella di ritirare tutti i testi sacri in commercio, tirarne fuori uno nuovo un po' più credibile e dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ehi ragazzi da oggi usiamo questo che con questo torna tutto&lt;/span&gt;. Un po' come quando si cambiava il sussidiario alle medie.&lt;br /&gt;Una soluzione del genere, seppur gravosa sulle spalle della Compagnia, eviterebbe conversazioni problematiche come quella nel video che segue.&lt;br /&gt;Giusto per citarne gli highlights: la dichiarazione dei redditi di Giuseppe e Maria, il problema del Mezzogiorno applicato a Betlemme e dintorni, perché Gesù andava in giro scalzo con tutte le siringhe che ci sono in giro (quella Madonna è una pessima madre) e, soprattutto, gli angeli non hanno le ali - altrimenti si parlerebbe di malformazioni.&lt;br /&gt;Chiude la signora al telefono, soddisfatta dei nuovi aggiornamenti al pacchettone gentilmente forniti da Radio Maria: bisognerebbe usare la ragione.&lt;br /&gt;Ecco, appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UPHWKedAX2E?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/UPHWKedAX2E?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-674287726700399527?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/674287726700399527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=674287726700399527' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/674287726700399527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/674287726700399527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/11/gli-angeli-non-hanno-le-ali-il-problema.html' title='Gli Angeli Non Hanno Le Ali - il problema degli aggiornamenti nella questione cristiana.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7245982512910776732</id><published>2010-11-23T12:55:00.000+01:00</published><updated>2010-11-23T13:05:04.559+01:00</updated><title type='text'>La città degli altri.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TOutNhyZ8zI/AAAAAAAAACc/QiZiMfCU3fY/s1600/sala%2Bmattina.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TOutNhyZ8zI/AAAAAAAAACc/QiZiMfCU3fY/s320/sala%2Bmattina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542714214329217842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo mangiato per terra – la panna acida e il cibo dei russi come se fuori facesse spaventosamente freddo. &lt;br /&gt;Nessuno – nel dubbio che non fosse poi così freddo – è uscito. &lt;br /&gt;Mi sveglio e trovo la cucina affranta e il sole che taglia i vetri e acceca gli schermi. Quando a Milano il sole torna dopo tanto tempo, lo tratti come un padre che non c’è mai: gli fai le feste quando lo vedi aprire la porta e cercare un posto dove appoggiare i sacchetti coi regali, ma dentro covi un risentimento speciale – e giuri che, al momento giusto, non dimenticherai i giorni passati ad aspettarlo. &lt;br /&gt;Per ora, mettiamoci da parte e lasciamo che qualcosa splenda. &lt;br /&gt;Può darsi che, ubriacato dalla luce, ti ritrovi a pensare che la città sia effettivamente tua.&lt;br /&gt;Che i marciapiedi, i parchi, l’ufficio dell’anagrafe, gli spartitraffico, i cortili delle case, le piscine e le piste di terra rossa, le chiese e i ponti, ti riguardino – che le facce che ammiccano e promettono sui cartelloni dicano il vero. &lt;br /&gt;Dimentichi che ti è permesso solamente transitare per feritoie tra i palazzi, schivando carrozzerie e merde e trappole per ciclisti, dimentichi che nessuno di quei palazzi è tuo, e che non conosci nessuno che abbia un palazzo, dimentichi che i parchi - che ora la rugiada fa sembrare commossi - chiudono come un qualsiasi centro commerciale, e si lasciano giusto attraversare e sdraiare. &lt;br /&gt;Esco da casa mia e me la lascio alle spalle pensando che quella &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non è&lt;/span&gt; casa mia, è un palazzo grigio in mano a una famiglia grigia che ne controlla decine d’altri e che mi chiede soldi ogni mese per lasciarmi stare là dentro quando arriva la notte. &lt;br /&gt;E guardandomi intorno vedo solo palazzi grigi in mano a banche, società d’assicurazione e poche altre famiglie che si conoscono solo tra loro. &lt;br /&gt;Quelle che conosco io lottano una vita per avere qualche metro quadrato di piastrelle dentro a quei palazzi, e cercano di restare unite mentre per generazioni e generazioni versano sangue a strozzini senza volto. &lt;br /&gt;La città, in definitiva, non è di tutti. &lt;br /&gt;E di certo non è nostra (chiunque noi siamo).&lt;br /&gt;C’è il sole, d’accordo, e oggi ti farò un sorriso grande così quando ti incontrerò.&lt;br /&gt;Ma ricordati che se un giorno farò qualcosa che non capirai, sarà perché non riuscivo più a visitare in silenzio il mondo degli altri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7245982512910776732?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7245982512910776732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7245982512910776732' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7245982512910776732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7245982512910776732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/11/la-citta-degli-altri.html' title='La città degli altri.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TOutNhyZ8zI/AAAAAAAAACc/QiZiMfCU3fY/s72-c/sala%2Bmattina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-840415458022238789</id><published>2010-10-27T01:13:00.000+02:00</published><updated>2010-10-27T01:25:21.696+02:00</updated><title type='text'>Fuori.</title><content type='html'>Le ringhiere, all’improvviso, sono troppo basse. &lt;br /&gt;Sui balconi di tutte le case, vedo come sarebbe facile mettere una gamba oltre e aspettare che il baricentro si sposti avanti – la sensazione di non averlo deciso. Cadere. Scavalcare e cercare di afferrare la grondaia sapendo di non poterci riuscire, cadere con un sorriso malinconico e sentire la fine come un viaggio di ritorno da una vacanza in cui credi di aver capito qualcosa. &lt;br /&gt;E guardare in su come se ci fosse qualcuno affacciato, e dirgli con gli occhi che non ti stai ammazzando, hai semplicemente spostato il tuo baricentro oltre la ringhiera, e ora cadi.                                                                       &lt;br /&gt;Te lo aspettavi, non incolpi nessuno, nessun grido, nessun bilancio. &lt;br /&gt;Ciò che è non sarà più tra pochissimo. Una sensazione spesso bellissima, specie se si crede l’ultima. &lt;br /&gt;Lo penso anche stasera davanti alla grondaia a cui non potrei mai aggrapparmi. Oltre la ringhiera, le case che si incastrano senza logica sono frustate da una pioggia che pensi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;qualcosa si sta vendicando&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;E’ pioggia che fa rumore e che copre le parole che tanto non ho. &lt;br /&gt;Se fossi là fuori, se nessuno mi facesse entrare, morirei. Prima o poi, ucciso dalla sete o dall’acqua. Perché la natura non ha bisogno di me e io non ho più bisogno di lei.                                                                   &lt;br /&gt;Se vivo, lo faccio solo perché lo voglio. Sul balcone, mentre lei urla pioggia, resto vivo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;contro&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di lei.             &lt;br /&gt;Ogni altra argomentazione stonerebbe, suonerebbe presuntuosa, cinica o ottusa: continua a vivere perché c’è dell’altro (di meglio?), continua a vivere perché finora non è stato male (finora), continua a vivere perché il tuo dovere è sostanzialmente questo (ma a chi devo?). Se restassi vivo perché me l’hanno chiesto gli altri o per promesse da pubblicità di un futuro migliore (o, peggio, di un futuro in cui il passato sembrerà migliore), sarebbe quello sì un continuo bilancio – capire se conviene. &lt;br /&gt;Fuori piove che non si può uscire, che non si può stare fuori. &lt;br /&gt;Io ho trovato riparo in una celletta in affitto in un alveare di cemento - quattro piani di scale per sentirmi in salvo.                                                                   &lt;br /&gt;La pioggia mi vede piccolo e irraggiungibile, mentre guardo la ringhiera e mi accorgo lucidamente che io ho voluto ciò che è stato finora - e che ne voglio ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-840415458022238789?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/840415458022238789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=840415458022238789' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/840415458022238789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/840415458022238789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/10/fuori.html' title='Fuori.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5829178507156520757</id><published>2010-10-11T20:30:00.000+02:00</published><updated>2010-10-11T20:35:50.394+02:00</updated><title type='text'>Dedicato a Tu.</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Succede che&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;domani 12 ottobre esce il nostro nuovo disco (anche se molti già ce l'hanno, alla faccia della data di rilascio).&lt;br /&gt;Alle 18 lo presentiamo alla Fnac davanti a tutti quelli che alle 18 del martedì non hanno un cazzo da fare.&lt;br /&gt;Qualche ora più tardi, ovvero dalle 21.30 circa, smettiamo di presentare e cominciamo a festeggiare al Cox (ugualmente noto come Conchetta).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Succede anche che le mani dei palazzinari e dei De Corato qualunque sono tornate a minacciare il Conchetta uno dei pochi posti liberi e aperti a chiunque abbia bisogno di un tetto, di un libro, di un palco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riempire una volta di più quelle mura sarà cosa buona e giusta - e sarà bene essere tanti anche quando cercheranno di nuovo di sgomberarlo.&lt;br /&gt;Tornando a domani, non ci sarà tutto il mondo perché non ci sta - ci basta ci siano tutti quelle e quelle che hanno avuto a che fare con noi nel bene e nel male.&lt;br /&gt;Per motivi che sai meglio TU di noi, rientri in quest'ultimo insieme.&lt;br /&gt;Puoi portare chi vuoi, dato che evidentemente non ci saranno liste né gente molto grossa all'entrata con cui litigare.&lt;br /&gt;Non è necessario che tu sappia come si chiama il disco (Fuori) e non è necessario che tu sappia nemmeno un pezzo ministrico e probabilmente non ne sentirai neanche uno durante la serata (falso).&lt;br /&gt;Ti si chiede solo di essere contento che qualcuno riesca ancora a farli i dischi, che è comunque attività più sana - che so - del recupero crediti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Riassumendo&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;martedì 12 ottobre&lt;br /&gt;al Cox 18, via conchetta 18 Milano&lt;br /&gt;i Ministri festeggiano l'uscita del loro terzo disco e&lt;br /&gt;TU sei invitato/a.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5829178507156520757?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5829178507156520757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5829178507156520757' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5829178507156520757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5829178507156520757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/10/dedicato-tu.html' title='Dedicato a Tu.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3482928731682134156</id><published>2010-10-08T13:41:00.000+02:00</published><updated>2010-10-08T13:45:21.910+02:00</updated><title type='text'>Là ci darem la mano.</title><content type='html'>Qualcosa finisce qui.&lt;br /&gt;Martedì prossimo esce il nostro terzo album (sempre che viviate in una fetta d'Italia in cui i negozi di dischi non si sono estinti: nel qual caso ordinatelo al minimarket), preceduto da un mese di ansia condivisa insieme a tutti quelli che ci seguono e che spesso ci precedono (vedi pubblicazione dei video su youtube).&lt;br /&gt;Finisce l'attesa - che degli innamoramenti è la parte più bella - e comincia il conoscersi - che è la parte più difficile.&lt;br /&gt;E sul conoscersi e sul conoscerci, nessuno può avere l'ultima parola (noi tanto meno).&lt;br /&gt;Il nuovo album è denso come una cioccolata bevuta a tremila metri, è un tomo che richiederà tempo (per chi ne vorrà avere) per essere assimilato.&lt;br /&gt;Vi farà urlare e saltare sul letto, vi farà impallidire e scandalizzare.&lt;br /&gt;Come molti hanno già capito, le mappe con cui ci si orientava nel mondo ministrico fino ad oggi non servono più a molto.&lt;br /&gt;Nei dodici (più due, ma questa è un'altra storia) nuovi brani non facciamo altro che proseguire il nostro discorso - solo che ci inventiamo le parole.&lt;br /&gt;La voglia di poter dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mi piace non mi piace&lt;/span&gt; è forte, un po' come quando a fine primo tempo al cinema incominciavi a pontificare con quello di fianco.&lt;br /&gt;Ora che han tolto l'intervallo, si parlerà e discuterà alla fine - e chissà quando arriverà.&lt;br /&gt;E' dunque il momento di dirsi addio prima di incontrarsi di nuovo (e, per la prima volta dopo anni, suonarvi dei pezzi che non conoscete ancora).&lt;br /&gt;La sera dell'uscita del disco ci sarà di che festeggiare - e noi non ci tireremo indietro: alle 21.30 del 12 ottobre chiunque potrà fare un salto al release party (si accettano espressioni italiane sostitutive) di Fuori.&lt;br /&gt;Non ci sarà biglietto, non ci saranno liste, non ci saranno inviti in carta bollata.&lt;br /&gt;Una festa veramente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;in&lt;/span&gt;clusiva.&lt;br /&gt;Solo una porta aperta da varcare chinati se si è più alti di uno e settantacinque.&lt;br /&gt;A breve altri dettagli.&lt;br /&gt;Adieu.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3482928731682134156?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3482928731682134156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3482928731682134156' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3482928731682134156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3482928731682134156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/10/la-ci-darem-la-mano.html' title='Là ci darem la mano.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6863601169458787266</id><published>2010-09-25T11:36:00.001+02:00</published><updated>2010-09-25T11:40:09.588+02:00</updated><title type='text'>Fuori - la tracklist</title><content type='html'>Prima che la leggiate da un'altra parte, ecco la tracklist di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fuori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.Il Sole (è importante che non ci sia)&lt;br /&gt;2.Gli Alberi&lt;br /&gt;3.Vestirsi Male&lt;br /&gt;4.Noi Fuori&lt;br /&gt;5.Tutta Roba Nostra&lt;br /&gt;6.Le Città Senza Fiumi&lt;br /&gt;7.Una Questione Politica&lt;br /&gt;8.Due Dita Nel Cuore&lt;br /&gt;9.La Petroliera&lt;br /&gt;10.Mangio La Terra&lt;br /&gt;11.Che Cosa Ti Manca&lt;br /&gt;12.Vorrei Vederti Soffrire&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6863601169458787266?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6863601169458787266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6863601169458787266' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6863601169458787266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6863601169458787266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/09/fuori-la-tracklist.html' title='Fuori - la tracklist'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4719688694603116024</id><published>2010-09-22T11:51:00.000+02:00</published><updated>2010-09-22T11:54:49.512+02:00</updated><title type='text'>Gli Alberi - testo</title><content type='html'>Anche questa volta&lt;br /&gt;mi dovrai difendere&lt;br /&gt;dagli sguardi della gente&lt;br /&gt;perché non ha più senso&lt;br /&gt;sentirsi diverso&lt;br /&gt;o provare ad assomigliare a tutti&lt;br /&gt;le colpe sono colpi da schivare&lt;br /&gt;mentre giù nella trincea &lt;br /&gt;non sai nemmeno a chi puntare&lt;br /&gt;da quanto tempo ormai sappiamo che non fa per noi&lt;br /&gt;chissà che fine farà la nostra città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi saliremo sopra gli alberi&lt;br /&gt;e sputeremo in testa a chi si avvicinerà&lt;br /&gt;e guarderemo da lontano le guerre&lt;br /&gt;che incendieranno la nostra città&lt;br /&gt;Noi saliremo sopra agli alberi&lt;br /&gt;ma così in alto che nessuno se ne accorgerà&lt;br /&gt;e guarderemo da lontano il cielo cadere&lt;br /&gt;sulla nostra città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questa volta ci dovremo arrendere&lt;br /&gt;ai discorsi della gente&lt;br /&gt;lanciamo come bombe i nostri cuori all'orizzonte&lt;br /&gt;per tenerci lontano dagli scontri&lt;br /&gt;ma tanto ce n'è sempre uno di troppo&lt;br /&gt;che ci sveglia ogni mattina e ci addormenta la sera&lt;br /&gt;da quanto tempo ormai sappiamo che non fa per noi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi saliremo sopra gli alberi&lt;br /&gt;e sputeremo in testa a chi si avvicinerà&lt;br /&gt;e guarderemo da lontano le guerre&lt;br /&gt;che incendieranno la nostra città&lt;br /&gt;Noi saliremo sopra agli alberi&lt;br /&gt;ma così in alto che nessuno se ne accorgerà&lt;br /&gt;e guarderemo da lontano il cielo cadere&lt;br /&gt;sulla nostra città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E getteremo le divise a terra&lt;br /&gt;e bruceremo la bandiera bianca&lt;br /&gt;e guarderemo da lontano le guerre&lt;br /&gt;che incendieranno la nostra città&lt;br /&gt;noi saliremo sopra gli alberi&lt;br /&gt;ma così in alto che nessuno se ne accorgerà&lt;br /&gt;e guardaremo da lontano le guerre&lt;br /&gt;che incendieranno la nostra città&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(di Davide Luigi Alessandro Autelitano)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4719688694603116024?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4719688694603116024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4719688694603116024' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4719688694603116024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4719688694603116024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/09/gli-alberi-testo.html' title='Gli Alberi - testo'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4863464125660571963</id><published>2010-09-20T12:33:00.000+02:00</published><updated>2010-09-20T13:03:55.818+02:00</updated><title type='text'>Gli Alberi - making of</title><content type='html'>Sei solo, affamato e nel mezzo del fottuto nulla.&lt;br /&gt;D'un tratto, non importa quanto lontano, vedi la luce di una discoteca - quei fari che puntano nel cielo e fanno sbandare gli aerei e sottointendono locali generalmente squallidi dove dj si dice ancora disc jockey e al barman non riescono neanche i giochi con le bottiglie. Ma non hai scelta cazzo, se vuoi sopravvivere e vedere che faccia ha il domani non hai scelta.&lt;br /&gt;Questi ed altri pensieri sono passati per la testa di qualsiasi insetto si fosse trovato il 4 settembre nel novarese.&lt;br /&gt;Legioni di moscerini, zanzare e vespe giganti roteavano nel buio e nella noia (il fatto che gli insetti si gasino così tanto quando vedono una lampadina, credo voglia dire che nel buio si rompono sostanzialmente i coglioni), finché - non importa quanto lontano - qualcuno ha deciso di accendere tot riflettori dal nome a sigla (tipo TL57 o CRUT15 - per permettere ai tecnici di parlare con gergo tecnico) e dalla potenza di fuoco disumana, unito a diversi altri neon e ammenicoli.&lt;br /&gt;Quel qualcuno coincideva ovviamente con noialtri, intenti a girare il video de &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gli Alberi&lt;/span&gt;, che nei progetti sarebbe stato video da crepuscolo ma poi scopri che nel novarese il crepuscolo in settembre dura meno di un pezzo dei Ramones e capisci che ti toccano le tenebre.&lt;br /&gt;E' sinceramente un peccato che nel video non si possa apprezzare come si dovrebbe il momento dell'attacco degli insetti.&lt;br /&gt;E non già per render conto della situazione in cui il caro Saku (regista e novello apicoltore) ha girato il video: quello che si perde è una documentazione entomologica importante, ovvero la possibilità di un incontro filmato ravvicinato col Calabrone Gigante di Robbecchetto con Induno. &lt;br /&gt;Il Calabrone Gigante di Robbecchetto con Induno è lungo circa quanto un gamberone o uno scampo di un ristorante di quelli che generalmente non ti puoi permettere ma se paga qualcunaltro ordini generalmente qualcosa con appunto un crostaceo caro sdraiato su risotto/tagliatella/griglia. &lt;br /&gt;Al termine del suo corpicione mostra fiero un pungiglione da aprirci le lattine, mentre dal lato opposto splendono occhi neri assetati di sangue - nonostante sia quasi certo che il calabrone gigante non abbia particolare predilezione per il sangue. &lt;br /&gt;Ciò detto, tutto sul momento indicava altro: in mezzo ai quattro riflettori tanto più accecanti quanto colpevoli, i Calabroni Giganti volavano tra gli stormi di insetti assortiti (e quasi tutti a quel punto desiderabili) come squali in mezzo a orate d'allevamento.&lt;br /&gt;Non solo, vuoi perché confusi vuoi perché assetati di sangue vuoi perché un po' stronzi, i suddetti C.G. si spostavano con traiettorie imprevedibili ma all'apparenza vendicative, si appoggiavano spesso e volentieri su spalle, colli, capelli, gambe, lobi.&lt;br /&gt;Non c'era bisogno in quel momento di consultare wikipedia per capire che una puntura di uno di quegli astici volanti in zone importante avrebbe causato o morte da soffocamento o un video dei Ministri girato al pronto soccorso (una volta tornato a casa, ho effettivamente controllato wikipedia: avevamo temuto giusto).&lt;br /&gt;E così, mentre qualcuno urlava, qualcunaltro più prosaicamente bestemmiava e il buon regista si chiedeva se sarebbe riuscito a stare al centro di quelle luci con la scritta &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pungimi&lt;/span&gt; in fronte e il compito insieme di girarci un video, il buon Divi - momentaneamente ritenutosi immortale - cercava di spingere gli orrendi in un ventilatore industriale posizionato nel mezzo del set (riuscendoci spesso, con tanto di suono splatter del calabrozzo macinato dalle pale).&lt;br /&gt;Nei momenti di calma apparente, avvolti solo da mai tanto benvolute zanzare tigre, si è effettivamente girato il video - con gioia e incoscienza. &lt;br /&gt;Un'esperienza che nel complesso ci ha lasciato almeno due buoni insegnamenti.&lt;br /&gt;1. Per girare un video di una canzone nel mezzo di una riserva di calabroni giganti devi volere davvero molto bene a quella canzone. &lt;br /&gt;2. I ventilatori industriali, oltre a proteggerci dagli insetti cattivi, sono anche capaci di &lt;br /&gt;a)farti sembrare uno dei Bee Gees se hai i capelli lunghi&lt;br /&gt;b)farti socchiudere gli occhi con effetto faccia da triglia - tipico dei video dei Backstreet Boys. E non puoi farci niente: se sei a meno di due metri da quel coso socchiudi come socchiudeva Nick Carter. &lt;br /&gt;E pensi: ma vuoi vedere che in realtà non voleva fare così il piacione, vuoi vedere che senza quelle grosse pale oggi saremmo tutti qui ad ascoltare Larger Than Life?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4863464125660571963?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4863464125660571963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4863464125660571963' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4863464125660571963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4863464125660571963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/09/gli-alberi-making-of.html' title='Gli Alberi - making of'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-2418792062565134597</id><published>2010-09-16T12:25:00.000+02:00</published><updated>2010-09-16T13:57:13.218+02:00</updated><title type='text'>Vitamine, il nemico di dopodomani.</title><content type='html'>Un bel giorno qualcuno ha cominciato a mettere le tabelle caloriche sulle confezioni.&lt;br /&gt;Dato che non mi risulta un alimento uno che tragga giovamento commerciale dal fatto di essere più calorico (qualcuno ha mai visto scritte tipo "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;nuova ricetta: da oggi ancora più grasso!&lt;/span&gt;"?), è evidente che ogni casa produttrice cercherà di pubblicare tabelle in cui il totalone delle calorie e il parziale dei lipidi siano bassi il più possibile (a tutt'oggi, stupisco di fronte al mistico kCal zero della diet coke: davvero posso bere diet coke fino a più infinito?). Mi è lecito dunque immaginare mafie di vario tipo tra chi commissiona la tabella e il laboratorio che effettivamente la fornisce, nonché vari tipi di agenti chimici o naturali che modifichino i risultati pur non variando la sostanza nella sua cicciosità.&lt;br /&gt;Il fatto che io possa elucubrare su ciò pur non avendo mai seguito una lezione di chimica dall'inizio alla fine significa prima di tutto che il fatto di rendere pubblico il minaccioso e complicatissimo mondo delle calorie sia parte di una più ampia strategia. &lt;br /&gt;Fino a dieci anni fa, la gente mangiava e sapeva che dieci polpette valgono più di una polpetta, che un chilo di insalata pesa meno sul tuo girovita di un etto di tiramisu e via dicendo.&lt;br /&gt;Ora, volendo, potrei invece tramutare le polpette in numeri e altrettanto arrivare a un'equivalenza insalata-tiramisù che mi permetta di sapere quanta insalata devo mangiare per pareggiare un etto di tiramisù.&lt;br /&gt;Però non lo faccio, perché sostanzialmente continuo a non saperne un cazzo uno, due non terrei conto nei miei calcoli di tutta una serie di fattori che chi legge CorriereSalute crede di avere ben presenti (certe proteine vengono assimilate in ics modo, certi grassi si triplicano, altri si dividono se bevi succo di pompelmo, etc), tre sullo sfondo sopravvive il gigantesco spettro del metabolismo - termine che spiega perché certa gente mangia a sbafo tiramisù e rimane identica mentre altra si gonfia con l'insalata.&lt;br /&gt;Qualcuno insomma mi ha dato strumenti degni della scientifica di C.S.I. e ha fatto però in modo però che l'unica mia possibilità di analisi stia nel totalone o nel subtotale dei grassi - riducendo il tutto a un discorso di più grasso / meno grasso.&lt;br /&gt;Seguendo questo filo e rinunciando ai più banali (e sensati) ragionamenti dell'era pre-tabellica, è sensato credere che l'industria alimentare si dia dannatamente da fare per uno dei tre seguenti obiettivi 1) portare a zero i grassi nelle tabelle 2) eliminare l'intera sezione grassi dalle tabelle 3) eliminare i grassi dal mondo.&lt;br /&gt;Se ciò accadesse (basta tener d'occhio le tabelle per vedere come procede la cospirazione anti-grassi), evidentemente la guerra si sposterebbe contro i carboidrati prima e le proteine poi. &lt;br /&gt;Quando il campo apparirà sgombro, ogni alimento sarà a calorie zero e la gente sarà ancora divisa in gente grassa e gente magra e gente gonfia dopo litri di diet coke. &lt;br /&gt;A quel punto, finalmente, partirà una guerra santa contro le ultime sopravvissute - le vitamine, da anni bandiera dell'esercito del benessere.&lt;br /&gt;Da un giorno all'altro, quelle che oggi crediamo alleate nella lotta contro invecchiamentocellulare/raffreddore/orecchieasventola saranno additate come principali responsabili di tutti i rotolini che ancora ci nasconderanno l'ombelico. &lt;br /&gt;Fior fior di studi, ricercatori e team americani dell'università di vattelapesca, diranno al mondo che sono le vitamine il nemico, e di cambiare quanto prima abitudini alimentari. &lt;br /&gt;E finalmente, sulle confezioni appariranno scritte del tipo "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;nuova ricetta: meno vitamine, più grassi&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;E' solo questione di tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2418792062565134597?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2418792062565134597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2418792062565134597' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2418792062565134597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2418792062565134597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/09/vitamine-il-nemico-di-dopodomani.html' title='Vitamine, il nemico di dopodomani.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4200733893322591463</id><published>2010-09-15T12:18:00.000+02:00</published><updated>2010-09-15T12:27:16.585+02:00</updated><title type='text'>Testi sacri.</title><content type='html'>Meglio non guardarsi troppo attorno: mentre aspetti che il tuo disco finisca sugli scaffali (sperando che faccia in tempo, prima che tolgano gli scaffali), scopri che è in atto l’ennesimo rilancio della Bibbia – sorta di saga di pastori repressi e variamente ossessionati da agnelli, donne e locuste – e ti chiedi se non è il caso di deporre le armi, aprire un chiosco di panini e vedersi l’umanità sfilare davanti fino ad apocalissi più o meno efficaci. &lt;br /&gt;Fare dischi oggi è certo attività meno sicura di far panini, però decisamente più appassionante (e assolutamente meno utile). &lt;br /&gt;Per registrare Fuori (avverbio), ci abbiamo messo tanto – nessuno saprà mai se troppo. Abbiamo scritto e registrato ventisei canzoni, buttandone giù dalla rupe una buona metà (che ora è lì ai piedi della rupe, senza sapere se mai qualcuno verrà giù a raccattarla). Abbiamo discusso su cose incredibilmente futili, che per alcuni quarti d’ora sono sembrate capitali. &lt;br /&gt;Abbiamo cominciato mille strade prima di trovare quella giusta – e altrettanto abbiamo fatto con le parole. Cibo pessimo quasi sempre, con Milano fuori dalle finestre che dimostrava di saper essere odiosa con qualsiasi temperatura e condizione atmosferica – dalla neve sporca all’afa insettifera. Un dodicesimo del disco lo abbiamo già buttato allo scoperto. &lt;br /&gt;Degli altri undici dodicesimi si può dire questo:&lt;br /&gt;- Che uno contiene un evidente omaggio a un musicista francese tutt’ora in attività&lt;br /&gt;- Che uno è dedicato a così tante brutte persone che non valeva neanche la pena di nominarne una&lt;br /&gt;- Che due hanno così poche chitarre che non sembriamo noi anzi sì&lt;br /&gt;- Che uno cominciava con un uccellino che si era intromesso in un take di batteria ma poi quello del mastering lo ha tolto e ce ne siamo accorti tardi&lt;br /&gt;- Che due hanno sia banjo che mandolino che dobro che acustica che elettrica e fanno quasi tutti la stessa cosa&lt;br /&gt;- Che uno è nascosto &lt;br /&gt;- Che uno ha un finale urlato così estremo che mia nonna mi prenderà per un satanista&lt;br /&gt;- Che uno ha dentro una Juno 106, uno la Korg MS20, uno la Poly 800, uno la Rodero e alcuni tutte assieme&lt;br /&gt;- Che uno parla anche di Satana, in effetti, ma ne parla male  &lt;br /&gt;- Che uno l’ha scritto Divi e ho capito di chi parlava solo in una notte molto difficile&lt;br /&gt;- Che la primissima copertina doveva essere quella qui sotto ma dopo abbiamo deciso di metterci i nostri brutti musi, che sono l'unico vero collante di questi nuovi cinquanta minuti di deliri e invettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.classe1952.com/1952/DomenicaCorriere/11a_1952_300.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 414px;" src="http://www.classe1952.com/1952/DomenicaCorriere/11a_1952_300.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4200733893322591463?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4200733893322591463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4200733893322591463' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4200733893322591463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4200733893322591463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/09/testi-sacri.html' title='Testi sacri.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-16161836977592440</id><published>2010-09-12T17:37:00.000+02:00</published><updated>2010-09-14T12:15:53.540+02:00</updated><title type='text'>Il Sole (è importante che non ci sia)</title><content type='html'>E' importante che non ci sia il sole&lt;br /&gt;che manda sempre tutto a puttane&lt;br /&gt;se c'è qualcosa che bisogna dire&lt;br /&gt;ti trova sempre di meglio da fare&lt;br /&gt;gli occhiali scuri fan guardare altrove&lt;br /&gt;è importante che non ci sia il sole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci serve un cielo che non ci dia scampo&lt;br /&gt;ogni sorriso sarà a nostro rischio&lt;br /&gt;non avrà luce non avrà più scuse&lt;br /&gt;tutto il nero che ti porti dentro&lt;br /&gt;ricordi quando arrivava il circo&lt;br /&gt;com'era facile dimenticare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio vederti con la faccia stanca&lt;br /&gt;tornare a casa tardi dal lavoro&lt;br /&gt;tu guarda dove ci ha portato il sole &lt;br /&gt;qui intorno è tutto lasciato andare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio vederti con la faccia bianca&lt;br /&gt;sapere che te ne potresti andare&lt;br /&gt;è il sole che non ci fa uscire di casa&lt;br /&gt;che ci nasconde che ci fa ammalare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole in fondo non ci deve niente&lt;br /&gt;e se ne frega delle vostre lodi&lt;br /&gt;si spegnerà e toccherà a voi l'inferno&lt;br /&gt;moriranno tutti i pomodori &lt;br /&gt;sarò come la nebbia a mezzogiorno&lt;br /&gt;ma finalmente ti potrai fidare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio vederti con la faccia stanca&lt;br /&gt;tornare a casa tardi dal lavoro&lt;br /&gt;tu guarda dove ci ha portato il sole &lt;br /&gt;qui intorno è tutto lasciato andare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio vederti con la faccia bianca&lt;br /&gt;sapere che te ne potresti andare&lt;br /&gt;tu guarda quanti ne ha ammazzati il sole&lt;br /&gt;e quanti ancora stanno lì a guardare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo sole non si vede niente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-16161836977592440?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/16161836977592440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=16161836977592440' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/16161836977592440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/16161836977592440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/09/il-sole-e-importante-che-non-ci-sia.html' title='Il Sole (è importante che non ci sia)'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6394796838004499910</id><published>2010-07-12T13:24:00.000+02:00</published><updated>2010-07-12T13:40:10.607+02:00</updated><title type='text'>Teoria del mondo piatto e suoi nemici.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TDr-fzO9PaI/AAAAAAAAACE/V_-wmQ2mvd4/s1600/xmas+ballun.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 190px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TDr-fzO9PaI/AAAAAAAAACE/V_-wmQ2mvd4/s320/xmas+ballun.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492982517814082978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è un gioco da bambini. Poi diventa un sofismo, una complicazione, un ostacolo alla logica del fare, al vivere insieme.&lt;br /&gt;Ero piccolo e petulante - e non facevo che chiedere, convinto che la verità fosse l'esser sazio di perché.&lt;br /&gt;La scuola, curiosamente, era allora una generosa fornitrice di risposte e suggeriva cospirazioni e dietrologie come neanche un circolo anarchico. Si cominciò dalla forma della terra. Ci fu detto che era tonda, anzi a forma d'arancia, e le maestre peggiori non avevano miglior prova da offrire che la forma del mappamondo. &lt;br /&gt;A molti l'argomento non interessava, e li si poteva capire - dato che dalla finestra si vedeva il cortile della scuola, e sembrava chiaro che i rapporti di potere e la ricerca della felicità si sarebbero consumati laggiù.&lt;br /&gt;E il cortile, checché ne potesse dire la maestra, era drammaticamente piatto - e di cemento pure, con buona pace delle nostre ginocchia. Per motivi che mi sono gran parte rimasti ignoti, il fatto della non evidente rotondità del mondo sembrava comunque un punto da risolvere per tutta la classe docente, che pareva preoccupata di mandarci fuori da quelle mura con un'errata convinzione circa la forma del pianeta.&lt;br /&gt;Il primo passo della demistificazione consisteva inevitabilmente nella ridicolizzazione dell'ipotesi concorrente - vale a dire quella del mondo piatto, che godeva di ottima fama, vuoi perché intorno tutto sembrava confermarla vuoi perché vivevamo nella pianura padana.&lt;br /&gt;Per questo la teoria del mondo piatto fu attribuita a un non meglio specificato medioevo, descritto suppergiù come un'epoca becera con un costante odore di piscio per le strade. L'idea di un mondo monetoiforme con grosse cascate ai suoi confini e una faccia nascosta non meglio specificata veniva presentata come l'incubo malriuscito di anni bui e maleodoranti, anni in cui la gente credeva in panzane come paradiso, inferno e libri sacri (ovvero gli argomenti dell'ora di religione immediatamente successiva a quella di scienze).&lt;br /&gt;Il cammino verso il profondo convincimento sull'effettivo status di sfera passava per quindi per argomentazione di tipo domestico (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;immaginatevela come un'arancia un po' schiacciata&lt;/span&gt; - e tutti avrebbero voluto chiedere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ma schiacciata da chi?&lt;/span&gt;, ma evitavamo per non affliggere la maestra, le cui frustrazioni erano evidenti anche a un bambino di sei anni) o di tipo empirico (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;avete presente quando vedete l'orizzonte lontano e vi sembra di vederlo curvarsi?&lt;/span&gt;, ma molti di noi avevano visto l'orizzonte solo tra un condominio e l'altro - e comunque non sembrava un'argomentazione particolarmente convincente).&lt;br /&gt;Capitava che i più partecipi si dessero effettivamente da fare a immaginarselo tondo e si domandassero cosa ci fosse dunque dall'altra parte di questa benedetta arancia. La risposta era &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la Nuova Zelanda&lt;/span&gt; - ed era talmente rapida da far pensare che la Nuova Zelanda fosse stata messa lì in mezzo all'oceano dalla classe docente solo per aver qualcosa con cui far tacere i nostri sospetti.&lt;br /&gt;Un giorno mi venne da chiedere se mai qualcuno a Milano avesse mai scavato fino a spuntare in Nuova Zelanda. Certo che no, mi risposero come si risponde agli ingenui e ai sognatori.&lt;br /&gt;Ma la mia era una domanda assolutamente concreta: se davvero di sfera si trattava, perché a nessuno era mai venuto in mente di passarla da parte a parte, come mai nessuno si preoccupava del centro dell'arancia, che per analogia dovrebbe essere ben più interessante della buccia?&lt;br /&gt;Ma era solo l'inizio dell'inspiegabile passione delle nostre maestre per le verità meno evidenti e a prima (e seconda) vista meno utili.&lt;br /&gt;Subito dopo arrivò infatti un nuovo difficile boccone da digerire: la terra tonda di cui sopra girava pure (e con un certa premura) e il sole, che vedevamo transitare dalle finestre di cui sopra, era invece desolatamente fermo. Ma anche in questo caso, le prove a sostegno della nuova inesperibile verità erano poche e deboli. E rimangono tali oggi, a vent'anni di distanza: il sole gira eccome, la terra è ferma come un cantiere edile di Patrasso. Non esiste attività commerciale o pratica quotidiana che tenga conto di rotazioni e rivoluzioni: le nostre vite si consumano su un mondo immobile e piatto - e si ha la netta impressione che, al di là di tutto, delle matte avventure del sistema solare non fotta più niente a nessuno.&lt;br /&gt;Ma allora perché caricarci di questa responsabilità immonda, perché negarci l'evidenza di un'esistenza ancorata al suolo, di un sole che va e viene? Perché &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dovevamo&lt;/span&gt; sapere?&lt;br /&gt;Forse perché è meglio conoscerla - la verità - e scoprire che non serve a niente, per entrare veramente in armonia col mondo che ci è stato dato. Una sorta di lenta e inarrestabile delusione che ti porti inconsciamente a credere vero solo ciò che che serve - e a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sapere&lt;/span&gt; vero ciò che comunque non potrai mai toccare.&lt;br /&gt;In sospetta concomitanza con queste prime amare batoste teoretiche, si consumava un altro centrale disvelamento: nell'uggia di un fine novembre, mi capitò di entrare in camera di mia madre e dietro la porta trovare impilati con largo anticipo i regali di natale, che al tempo credevo ancora in qualche modo collegati al ciccione dei camini. Il primo pensiero che mi sfiorò non riguardava la questione dell'esistenza di Babbo: pensai piuttosto che, conoscendo mia madre, sembrava ovvio che non avesse voluto mettere in mano a un uomo - specie e genere di cui poco si fidava - un evento centrale come quello della distribuzione regali ai suoi due figli. Arrivai anche a postulare che il lappone prendesse in considerazione solo le famiglie coi camini in casa. Ma quando mia madre rientrò, tacqui. Solo quando un mese più tardi ci consegnò i regali, i miei occhi tradirono la verità che era la sostanziale solitudine del nostro nucleo familiare - lontano dalle rotte delle slitte e anche dalle tavolate dei parenti. Mia madre capì - e da allora continuiamo a farci regali come se sopra di noi qualcosa esistesse, come se il mondo non fosse piatto e immobile com'è.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6394796838004499910?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6394796838004499910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6394796838004499910' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6394796838004499910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6394796838004499910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/07/teoria-del-mondo-piatto-e-suoi-nemici.html' title='Teoria del mondo piatto e suoi nemici.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/TDr-fzO9PaI/AAAAAAAAACE/V_-wmQ2mvd4/s72-c/xmas+ballun.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1549188245762543981</id><published>2010-06-21T18:24:00.000+02:00</published><updated>2010-06-21T18:42:37.162+02:00</updated><title type='text'>Horst Haase o Ode al Giallone</title><content type='html'>&lt;a href="http://viewmorepics.myspace.com/index.cfm?fuseaction=viewImage&amp;friendID=108684177&amp;albumID=1690985&amp;imageID=23854597"&gt;&lt;img src="http://hotlink.myspacecdn.com/images01/110/267531cdc6404d6984e071f706a297b5/m.jpg" alt="La furga ministrica giunge in mezzogiorgio dopo una notte e 10g." /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ratti, grossi ratti sotto le macchine parcheggiate. Oppure: grosse macchine sopra a ratti affamati. Stasera piove tanto da farli venire a galla. E impareranno a nuotare proprio quando in giro non ci sarà nessuno da spaventare. &lt;br /&gt;Tuona che lo sentono tutti e pensi quanto è difficile per te farti sentire da tutti. Ci sono io e c’è il mio furgone, che a fatica emerge dal triangolo di Corvetto. &lt;br /&gt;Mi hanno rubato il tappo della benzina. Quello sostitutivo, plasticaccia, cinque euro (quello vero distrutto con un cacciavite e un martello perché chiavi cadute dietro armadio e chi le trovava più e bisognava andare in piazza a suonare per il conchetta e porcodio apriamolo in qualche modo poi ci penseremo traac). Tutto sommato, un gesto carino e disperato: del tuo furgone scassato non sappiamo cosa farcene fratello, ma questa plasticaccia è buona da fondere. &lt;br /&gt;Lui, comunque, si chiama giallone. Gli mettono insieme i pezzi che non avevano ancora messo insieme i miei – 1981. La prima a coccolarlo si chiamava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dovrei-guardare-sul-libretto&lt;/span&gt;. Qualche anno più tardi tocca a Horst Haase, crucco con la faccia onesta e lo sguardo di chi nella vita si è accontentato – che per lui accontentarsi non è mica una brutta parola. Solo nelle mani di Horst il giallone diventa tale. Spero vivamente che l’abbia scelto quel giallo – che non sia la vendetta di un commesso del brico-center di una statale dimenticata della Franconia. &lt;br /&gt;Lo compro un giorno che non potevo più farne a meno, dopo averci pensato qualche mezzora (intensissima però). Lo compro su ebay per due lire (il trucco è andare su quello tedesco, destreggiarsi tra i menu e scoprire che per loro il furgoncino Volkswagen non ha nulla di radical chic ma serve per portare i maiali nella piazza del mercato e la moglie d’agosto in campeggio sul lago). A metterlo in vendita, tra gli altri è appunto Horst Haase (elenco degli Horst famosi nella storia dell’umanità: 1.Horst Tappert, ovvero l’Ispettore Derrick. Elenco finito), che oltre a mettere le foto del cucciolo aggiunge un tot di note incomprensibili sulle condizioni del suddetto. Traduco dunque il papiro di Horst, non sapendo all’epoca che quattro parole in tedesco (ora ne so 28, credo), con strumenti per le lingue di google: ne viene fuori un inedito esperanto (io essere compravendita veicolo per sopra melanzana no mantenere perdite) che ricorda ferocemente la poesia involontaria dei messaggi spam del tipo viagra e enlargeyourpenis (vedi a fine blog).&lt;br /&gt;Compro a scatola socchiusa per pochi euro, rischiando di dover ritirare una carrozzeria senza motore color giallo canarino nel fottuto mezzo della Germania. Riesco in qualche modo a darmi appuntamento con Horst alle 9 di un primo settembre agli arrivi dell’aeroporto. Sono vestito male e ho con me una busta con 1600 euro dentro, tre ore di sonno addosso, un biglietto low-cost che ti lasciano caricare giusto il culo se rientra nelle misure e il sacrosanto dubbio di essere nel mezzo dell’ennesima mia cazzata. &lt;br /&gt;Mi appare nel grigissimo parcheggio dell’aeroporto di Francoforte (notare che, a parte l’erba a fianco delle piste, gli aeroporti fanno di tutto per farti dimenticare di essere su un pianeta con un passato pre-umano) e non fa fatica a farsi riconoscere. Horst è un neo-pensionato simpatico e zelante, con gli occhi sinceri e provati: mi spiega a gesti che devo metterci l’olio ogni tot (rivelatosi poi un tot piuttosto ridotto), mi fa vedere come si tira su il tetto e mi mostra gli occhiali zarrissimi (quelli che vedi addosso agli spacconi nelle baita coi lucidalabbra e la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mise&lt;/span&gt; che paiono una vetrina di Decathlon) che ha deciso di lasciarmi in dotazione. Salgo mentendo a Horst sul fatto che non era certo il primo furgone che guidava, che ce l’avrei fatta a tornare in Italia. &lt;br /&gt;Era il primo furgone che avessi mai guidato e per un chilometro netto lo spettro dell’enorme cazzata tornò come un rigurgito. Fu solo una parentesi. Venti ore dopo ero in patria (patria?) e festeggiavo il mio compleanno da solo cantando a squarciagola canzoni probabilmente prescindibili. &lt;br /&gt;Per un attimo mi metto addirittura gli occhiali, che ben si sposano col pelo da cartolina (non so che tipo di cartolina, ma di certo è da cartolina) che ricopre i sedili davanti e che mi fodera il cuore - che perde olio per solidarietà al mezzo. Scapperò con lui, quando mi verranno a cercare. Scapperò a ottanta all’ora sulle statali della bassa padana. &lt;br /&gt;Mentre sogno di farmi impallinare come Mara Cagol e diventare eroino con foto segnaletica nei libri che vendono poco – ricordo che una volta già si sono incontrati il mitra e il giallone.&lt;br /&gt;Era la sua prima uscita con targa italiana. Che non condivideva i fori col porta targhe tedesco, quindi eccola attaccata col nastro da pacchi sul lunotto posteriore. Il lunotto non dice perché si chiama così, né che cosa protegga nel bagagliaio – ovvero amplificatori, giacche, chitarre, stracci. E targa, appunto. Il giallone alla sua prima uscita è dunque un parallelepipedo di lamiera canarino acido senza nome e didascalia. O non ce ne accorgiamo o siamo troppo pigri per. Si torna dal concerto che è notte e se non fossimo gialli saremmo invisibili oltre che lenti. Saremmo: sfrecciamo piano piano di fianco a un blocco di caramba proprio mentre qualcuno in furgone si danna perché non ci sono sigarette per far su. Avranno avuto quattro secondi massimo per taggarci: comunisti arabi gialli senza targa. Lasciano qualsiasi cosa stessero facendo e ci riprendono in due chilometri. Non sanno chi o cosa aspettarsi, e nel dubbio escono i mitra. La delusione nel trovare pischelli assonnati al posto di terroristi smarriti è grande nei loro occhi in divisa. E la ricerca di droghe leggere e leggerissime si fa quindi blanda e approssimativa. Quasi offensiva. Risaliamo con una paternale neppure appassionata e ripartiamo. Nasce il progetto di scrivere sul lato del furgone doner kebab. Nasce il progetto, ma non c’entra, di distribuire musica elettronica gratis, in tutti i kebabbari di Milano. Da allora nessuno lo fermò più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;appendice&lt;br /&gt;ESEMPI DI POESIA e PROSA SPAM INVOLONTARIA&lt;br /&gt;Se ognuno tanto qualcuno leggesse le mail di spam che promettono amplessi dal rinnovato vigore scoprirebbe che al loro interno si annidano sintassi e costruzioni affascinanti - di gran lunga superiori alla maggior parte delle cose mai lette in materia e di certo qualsiasi comunicazione pubblicitaria.&lt;br /&gt;Eccone due estratti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo. &lt;br /&gt;- La cosa migliore e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota»,rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola). Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna. C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1549188245762543981?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1549188245762543981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1549188245762543981' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1549188245762543981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1549188245762543981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/06/horst-haase-o-ode-al-giallone.html' title='Horst Haase o Ode al Giallone'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-8575072847406487666</id><published>2010-04-29T14:31:00.000+02:00</published><updated>2010-04-30T13:39:37.597+02:00</updated><title type='text'>25 Aprile o del cercare di mettere ordine tra velociraptor, fascisti, leopardi nebulosi e tronisti.</title><content type='html'>Il mio venticinque aprile comincia alle tre di notte, o del mattino - per quelli che contano la giornata come se si andasse a dormire dopo Carosello.&lt;br /&gt;Per l'appunto: succede che torno a casa la sera del 24 e crollo sul divano come un minatore che non ha neanche le forze di pelare le patate che ha nel piatto.&lt;br /&gt;Orbo di sostanze che mi permettano sonni lunghi e sintetici, mi sveglio dunque nel cuore della notte - mentre fuori Milano ancora si struscia.&lt;br /&gt;E sveglio rimango, con gli occhi penzoloni - gli stessi che avrei sfoggiato qualche ora dopo in manifestazione alla luce del troppo sole.&lt;br /&gt;Parentesi.&lt;br /&gt;Il 25 aprile si fa festa perché il 25 aprile di molti anni fa Milano decise che le erano girati i coglioni, insorse e si liberò una volta per tutte dai fascisti - che tecnicamente erano uomini come gli altri ma per molto tempo non si erano comportati da uomini, ragion per cui &lt;span style="font-style:italic;"&gt;liberarsi dai fascisti&lt;/span&gt; suona vagamente come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;liberarsi dagli scarafaggi che stanno sotto al lavandino&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quando avevo sette anni non ci vedevo nulla di strano, e davo per scontato o che i fascisti fossero stati uccisi uno per uno o che fossero scappati altrove, coi busti del pelatone sotto braccio e le borse piene di camicie nere.&lt;br /&gt;Evidentemente non era così: per quanti ne fossero morti nei boschi o fucilati dalla Resistenza, ne rimanevano di certo milioni e milioni sparsi per la penisola.&lt;br /&gt;Più banalmente, l'Italia era stata fascista per vent'anni - quindi tecnicamente i fascisti erano niente di più niente di meno che gli italiani, e chi proprio non sopportava questo nesso logico imparò a usare il fucile e qualsiasi altro strumento col quale potesse tornare ad essere semplicemente italiano.&lt;br /&gt;Basta fare un paio di conti per rendersi conto che, tolti quelli che volevano fortissimamente essere fascisti e quelli che volevano fortissimamente non esserlo, avanzava ancora un gregge immenso che, nel bene e nel male, è sempre stato sé stesso e a seconda di chi s'è seduto sulle poltrone si è fatto apostrofare nelle maniere più diverse.&lt;br /&gt;Insomma, qualcuno si è liberato di qualcun'altro mentre la maggior parte faceva altro.&lt;br /&gt;Riassumendo all'osso, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Festa di Liberazione da quelli che c'erano prima&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Che non è poco, dato che era gente che mi avrebbe costretto a fare cose davvero idiote, dato che era gente che se la intendeva coi nazisti - che mi avrebbero costretto a fare cose pure peggio.&lt;br /&gt;65 anni sono passati, e com'era ovvio, i nodi sono venuti al pettine: viene fuori che un tot di italiani non volevano essere liberati; un tot d'altri sostengono di esser stati liberati sì - ma dagli americani, che fa più chic; altri ancora dicono che si poteva liberare con più garbo, senza agguati e sgambetti; una minoranza crescente dice invece che la liberazione ci fu effettivamente, ma dall'incombente pericolo di una dittatura comunista (il che farebbe diventare il 25 aprile la festa della prevenzione).&lt;br /&gt;E si finisce che si va in piazza non a sentirsi liberi, ma a spiegare perché non lo si è ancora, non lo si è più o non lo si è mai stati (nessuno, guarda un po', pone il deludente e lecito dubbio che forse non lo saremo mai).&lt;br /&gt;E si ha l'impressione che quello che veramente manca a tutti non sia la libertà, ma la possibilità reale di scontrarsi, di tornare a vetuste categorie di male e bene, a tempi dove il diritto era riconosciuto ai giusti e i cattivi li si appendeva, fucilava, sradicava.&lt;br /&gt;Io, in piazza, causa la mia inedita e odiosa insonnia, ci finisco ore prima che le fiumane giungano.&lt;br /&gt;Tradizione vuole che il corteo parta da Piazza Oberdan, luogo dedicato appunto alla memoria di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;uno che voleva uccidere il re&lt;/span&gt;, uno che la storia ricorda come intrepido, come eroe, ma che oggi sarebbe un terrorista qualunque, se non - peggio - un Tartaglia qualunque.&lt;br /&gt;Ci arrivo sfrecciando con le borse sotto agli occhi sulla mia bianchi con ruota anteriore inaffidabile, e non ci trovo nessuno - ma nemmeno quattro gatti del partito (uno qualsiasi, anche di fantasia) intenti a cucire un bandierone, nemmeno un nugolo di partigiani centenari di quelli che si svegliano alle sei pur non avendo un cazzo da fare per le successive venti ore.&lt;br /&gt;Insomma, nessuno - nemmeno un altro insonne. A rassicurarmi sul fatto di non aver sbagliato giorno ci pensano un numero imprecisato ma comunque abominevole di carabinieri - vestiti come se stessero per grandinare noci (e invece sulla mia crapa c'è un sole tunisino a farmi pentire del golfino legato in vita) - e soprattutto quelli delle magliette, vale a dire quei loschi figuri che con il loro appendino a ruote si appostano nei pressi di qualsiasi evento che possa essere immortalato su una maglietta.&lt;br /&gt;Nessuno sa chi li controlli, chi li spedisca di qua e di là, chi scelga per loro le magliette (nel caso specifico, un guazzabuglio di Guevari, loghi di mecdonald stravolti e antiberlusconismi di ogni sorta, con qua e là evergreen zapatisti e anarchici): loro hanno la faccia di quelli che se ci fosse la guerra venderebbero magliette con le bombe sopra, di quelli che un giorno si farebbero il dopoconcerto degli Iron Maiden e quello dopo il fuori Sindone a Torino.&lt;br /&gt;Insomma, i più disillusi di tutti - eppure, curiosamente, i primi ad arrivare.&lt;br /&gt;Dopo aver tristemente visto un paio delle mie magliette di gioventù su quei carretti, decido di aspettare l'arrivo del popolo - o chi per esso - cercando la pace delle scienze.&lt;br /&gt;Torno cioé - dopo vent'anni almeno - al Museo di Storia Naturale, tappa obbligata per ogni marmocchio milanese, struttura splendida e decadente che ospita enormi finti scheletri di balena, animali impagliati di vario piumaggio, noiosissime pietre e diorami impolverati che facevano effetto ai bimbi solo nell'era pre-segamastersystem.&lt;br /&gt;Con sommo piacere, scopro che nulla è cambiato: il Museo è in mano a una serie di bidelle col tipico sguardo di chi prende i soldi dallo stato (ci vorrebbe uno smiley apposta), il cui interesse per il sapere e la sua divulgazione è pari a quello che ho io per la pesca del luccio. L'incuria che avvolge i corridoi è ben rappresentata da un palloncino a elio a forma di faccia di Minni - sfuggito dalle mani di un qualche bambino pacioccone chissà quando - che rimane lassò sospeso tra lo scheletro di balena e modellini di altre carcasse.&lt;br /&gt;Segue sala dei dinosauri, fuori moda da dieci anni ormai, anch'essa immutata e, nella sua ingenuità e immobilità, oltremodo sincera.&lt;br /&gt;Per altro, confermo alcuni miei sospetti in materia saurica: i velociraptor se li è inventati Spielberg per esigenze di sceneggiatura - tra i dinosauri regolarmente iscritti all'albo non figurano né mai sono figurati.&lt;br /&gt;Mentre giro tra le sale in ristrutturazione al piano superiore e saluto i granchi giapponesi, i narvali incazzosi e il leopardo nebuloso (così era scritto sulla targhetta), comincio a sentire da fuori l'insostenibile playlist del 25 aprile.&lt;br /&gt;Dai carri e dai furgoni finalmente giunti, arrivano le prime raffiche di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;BellaCiaoBellaCiaoBellaCiaoCiao&lt;/span&gt; - a bpm e arrangiamento variabile, tutti ormai insostenibili e capaci di instillare anche nel più paziente e fedele dei nostalgici crisi di rigetto e simpatia per l'invasor.&lt;br /&gt;Finalmente uscito dal museo con la più alta percentuale di teche "in allestimento" d'Europa, trovo ad aspettarmi un'umanità decisamente più variopinta e variamente motivata.&lt;br /&gt;Nell'ordine:&lt;br /&gt;- solitario su una panchina sionista di prima linea con bandiera di israele grande tre volte lui e ansioso forse di avere problemi&lt;br /&gt;- folla di gambesi e senegalesi all'ombra pronti a una specie di sbarco in normandia armati di pazienza e occhioni per cercare di convincerti (requisiti del cliente: bianco, possibilmente giovane e con la faccia buona) a comprare uno dei loro mille - forse ottimi forse no tanto non ho una lira - libri e riviste al grido di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ehi, capo&lt;/span&gt; con relativa e sincera stretta di mano anti-fuga (tua)&lt;br /&gt;- alcuni (che in seguito sarebbero rimasti alcuni) militanti del popolo viola, sfortunato movimento antiberlusca nato a natale e morto a santo stefano, che crede basti una virata cromatica dal tradizionale rosso per cambiare le cose. Seguono momenti di imbarazzo, quando gli alcuni di cui sopra intonano una sorta di messa anti-berlusca (così lo chiamano).&lt;br /&gt;- primi esemplari di giovani comunisti, mammiferi con cravatta e camicia (con un risultato a metà tra scamarcio che cerca di fare lo studente e Harry Potter), che tentano placcaggi per importi dibattiti marxisti-leninisti sulla caduta dell'impero tizio e sull'arrivo della rivoluzione caio. Secondi per pedantiera solo a Mondolibri e ai servizi clienti vodafone che ti chiamano sul telefonino per offrirti sadiocosa.&lt;br /&gt;- chi già la fa da padrone è Emergency, che, infilandosi un po' a cazzo nell'ordine del giorno, vende magliette "io sto con emergency" per ribadire l'indubbia porcata archittetata nei loro confronti neanche una settimana prima. Tempo mezzora e mezza manifestazione "sta con emergency" con relativa confusione del quid della manifestazione, che a dirla tutta parla di guerra e di scontri e di quanto fosse giusto ammazzare i fasci, mentre Emergency in proposito ha probabilmente posizioni più moderate.&lt;br /&gt;Mentre osservo e registro per quanto i miei occhi me lo permettano, il vialone si riempie di gente - specie di quella che non ha bandiere, non sa nemmeno un coro uno e come massimo gesto della giornata comprerà un ghiacciolo (tipo me: menta).&lt;br /&gt;A meno che tu non abbia fatto tutti gli intervalli del tuo cursus scolastico chiuso in classe, questo è il posto migliore dove rincontrare pezzi della tua vita - una sorta di gigantesco facebook col sole che ti picchia sulla testa e nessun voyeurismo di sorta, dato che ognuno ha la faccia che ha e non c'è foto che possa mentirti.&lt;br /&gt;Il tutto mentre da camion, furgoncini e camionette si urlano le peggio cose sulla gestione amministrativa, provinciale, regionale, statale e globale della terra - asfaltata - che abbiamo sotto ai piedi.&lt;br /&gt;Bersagli di un buon settanta per cento delle urla e degli strepiti amplificati dai megafoni (che riuscirebbero a rendere fastidiosa anche la voce di Suzanne Vega, credo) sono per l'appunto i fascisti.&lt;br /&gt;Non quelli che furono, attenzione, ma quelli che ancora sono - quelli che dicono "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;siamo fascisti e ne siamo parecchio contenti&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Gente insomma che fa di tutto per farti sapere che ha la foto di Mussolini nel portafoglio, che fa il saluto romano come i bambini viziati che si mettono le dita nel naso e fanno vedere a te che sei nel tavolo di fianco cosa tirano fuori mentre la mamma è girata. &lt;br /&gt;I cori inneggiano al fatto che la loro stessa esistenza - e persistenza - sia il problema, che sia la principale vergogna della nostra penisola.&lt;br /&gt;Io cammino perplesso, pensando primo che il fascismo nel senso di attegiamento nei confronti dell'altro e dello stato e del potere sia oggi in mano a gente che non si definisce di certo fascista e che in compenso quelli che sostengono di sono probabilmente delle teste di cazzo (al di là di ogni cinica e disincantata discussione) ma che forse non sono il problema in cima alla lunga lista dei. &lt;br /&gt;Specie ora che sono in gran parte impresentabili - più o meno come parte della corrispondente parte a sinistra - sia per attualità di vocabolario, sia per mancanza di strategia, sia per i loro brutti musi.&lt;br /&gt;Penso queste cose e cammino un po' triste, perché da bambino era più facile odiare i fasci e punto - era più facile vederli come l'incarnazione del male e punto.&lt;br /&gt;Oggi il male non si incarna nelle persone, ma nelle strutture che tengono insieme le persone, che le tengono insieme e le mettono contro, nelle strutture che maltrattano, premiano, umiliano e istigano. &lt;br /&gt;In fondo, dirsi di destra vuol dire sostanzialmente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non credo più negli uomini&lt;/span&gt;, se non in quelli talmente simili a me da non farmi paura, vuol dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il mondo è cattivo quindi ora lo sarò anch'io&lt;/span&gt;, vuol dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;io vengo prima di noi&lt;/span&gt;. I fascisti, o quelli che si proclamano tali oggi, sono probabilmente quelli che stavano a destra per stare tra i propri simili e che solo dopo hanno capito che anche tra simili, a destra, ci si aiuta solo se conviene.&lt;br /&gt;Tecnicamente non conviene oggi fare saluti romani e tenere Benito nel taschino, ed ecco perché i fasci insistono sui santini - per essere sicuri di essere tra gente che non tradirà, per essere sicuri di essere liberi di esserlo (atteggiamento encomiabile a suo modo, se non fosse che il perché della battaglia sia davvero idiota).&lt;br /&gt;Ed ecco perché, in fondo, li vedo come vedevo il bambino che faceva la teppa in classe e faceva di tutto per essere detestabile - ovvero, uno che da quando è al mondo non se lo fila nessuno, e per dimostrare che è colpa sua se nessuno se lo fila, e non del padre che lo pesta, fa il cattivo.&lt;br /&gt;Intanto, da questaltra parte, sono sempre di più i personaggi francamente impresentabili, che portano avanti parole vecchie e vuote e sbagliano nemici contro cui combattere come neanche Don Chisciotte. &lt;br /&gt;Eppure, nonostante i due fronti tirino la coperta della Storia fino a strapparla, mentre ormai la Storia ha luogo da un'altra parte, la gente attorno fa funzionare tutto: tutti marciano in ordine sparso, tutti sorridono, tutti si abbracciano, fumano, mangiano, si baciano, ridono e nessuno pare portare particolare rancore verso chicchessia. Tutti sembrano rendersi conto almeno per un momento che non è detto che tutto questo ridere e abbracciarsi per strada sia una conquista stabile e duratura, che lo puoi fare - di sentirti tu padrone della città (come dovrebbe essere cazzo giusto) - solo se sei proprio in tanti.&lt;br /&gt;E non credo che siano i fascisti il problema - penso anzi che se i problemi si potessere risolvere scrivendoli, sarebbero anche loro ben lieti di camminare al sole tra tanta gente che si vuole bene mangiando ghiaccioli alla menta.&lt;br /&gt;Cazzo, a chi non piacerebbe? Altrove però non si vuole che si vada tutti d'accordo, e divide et impera rimane di gran lunga il miglior motivo per sapere un poco di latino.&lt;br /&gt;Anche perché ai lati della nostra innocua e gioiosa e solare marcia, ci sono schiere e schiere di carabinieri vestiti come astronauti - quindi probabilmente con un caldo spaventoso e un odio incredibile per chiunque stia mangiando un ghiacciolo.&lt;br /&gt;Mi ci fermo davanti e noto i loro pizzetti curatissimi, da veri tronisti, e dato che per la mia testa sono passati pensieri che neanche san francesco dopo che ha vinto al gratta e vinci, decido che loro sì mi stanno pregiudizialmente sul cazzo - perché per una manciata di euro tengono in vita la faccia più brutta e francamente inutile del potere, senza neanche dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cazzo che caldo ma perché siamo vestiti così&lt;/span&gt;?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-8575072847406487666?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/8575072847406487666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=8575072847406487666' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8575072847406487666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8575072847406487666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/04/25-aprile-o-del-cercare-di-mettere.html' title='25 Aprile o del cercare di mettere ordine tra velociraptor, fascisti, leopardi nebulosi e tronisti.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-8701496549532059715</id><published>2010-04-20T01:24:00.000+02:00</published><updated>2010-04-20T01:28:27.753+02:00</updated><title type='text'>L'orco</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/4536458248/" title="satana copy by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4020/4536458248_713f69d571.jpg" width="354" height="500" alt="satana copy" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che non conosco &lt;br /&gt;si trovan di nascosto&lt;br /&gt;per dirsi che c’è un mostro&lt;br /&gt;che sta distruggendo l’orto&lt;br /&gt;poi quando li conosco&lt;br /&gt;mi paion gente a posto&lt;br /&gt;e vado anchio nel bosco&lt;br /&gt;a inventare l’orco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-8701496549532059715?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/8701496549532059715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=8701496549532059715' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8701496549532059715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8701496549532059715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/04/lorco.html' title='L&apos;orco'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4020/4536458248_713f69d571_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-8879360797433476016</id><published>2010-04-10T21:36:00.000+02:00</published><updated>2010-04-15T13:39:52.043+02:00</updated><title type='text'>Il giardino ariano</title><content type='html'>Il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;giardino ariano&lt;/span&gt; è uno dei fiori all'occhiello del capoluogo lombardo, una risposta spontanea e convincente al problema della distribuzione della bellezza - responsabile di buona parte dei mali che affliggono il viver moderno.&lt;br /&gt;La mancanza di una qualsivoglia legislazione e segnaletica rispetto alle aree in cui incontrare individui più o meno piacenti fa sì che gruppi profondamente distanti per estetica e cosmetica si trovino spesso in contatto con reciproco disagio.&lt;br /&gt;Le barriere economiche possono solo ridurre - e mai eliminare - la possibilità di persone molto belle di trovarsi intorno persone molto brutte - e viceversa.&lt;br /&gt;Il bisogno di entrambi i gruppi di muoversi nello spazio per motivi di lavoro o svago genera infatti momenti di tensione negli spazi comuni e sui mezzi pubblici - momenti ironicamente sottolineati dalle pubblicità sulle banchine e sui vagoni, sostanzialmente distinguibili in pubblicità destinate ai belli e pubblicità destinate ai brutti.&lt;br /&gt;Nasce da questa difficile convivenza il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;giardino ariano&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Finalmente, stanca di attendere riforme in merito, la società civile ha reagito - partorendo spontaneamente quello che oggi si può considerare uno dei più riusciti esperimenti in materia: il giardino ariano è un modesto appezzamento di terreno non recintato, delimitato a est e ovest da una rada boscaglia, a sud da un piccolo fossato e a nord da un sentiero di terra e sassi.&lt;br /&gt;All'interno di quest'area, nei giorni di sole hanno spontaneamente deciso di radunarsi ragazze e ragazzi veramente molto belli.&lt;br /&gt;Il canone che circoscrive l'ambito di questa "bellezza" è rappresentato e personificato da un ristretto e variabile gruppo di ragazze e ragazzi veramente molto belli che presidiano la zona dalle prime ore del mattino fino alla chiusura dei cancelli del parco all'interno del quale il giardino si ubica.&lt;br /&gt;Sono le cosiddette &lt;span style="font-style:italic;"&gt;prime linee&lt;/span&gt; - individui scelti che ribadiscono ogni giorno gli standard atletici e fisionomici richiesti a chi volesse sostare nell'area.&lt;br /&gt;I giorni di sole offrono alle prime linee le migliore condizioni per adempiere al loro dovere - vuoi per la possibilità di mettere in maggior risalto le loro eccellenze fisiche vuoi per l'assenza di fango sotto ai loro glutei torniti.&lt;br /&gt;Nel corso della giornata si affiancano loro altri manipoli di ragazze e ragazzi veramente molto belli di ogni parte del mondo e apparentemente capaci di parlare tutte le lingue tranne la vostra.&lt;br /&gt;Verso le quattro del pomeriggio nella stagione mite e verso le sei in quella calda si raggiungono le massime concentrazioni di individui molto belli - che si dispongono a macchia di leopardo attorno alla cellula primaria.&lt;br /&gt;Piccole porzioni di prato vengono lasciate libere per permettere ai curiosi di osservare da vicino le dinamiche del giardino ariano - un'intrusione tollerata col fine di lasciar nascere e circolare storie e leggende attorno agli eletti che frequentano il giardino.&lt;br /&gt;Capita che alcuni di questi visitatori siano ragazze e ragazzi carini - che segretamente sperano di essere scambiati per ragazze e ragazzi molto belli dai passanti distratti.&lt;br /&gt;Ma sarebbe un errore grossolano: l'individuo molto bello è facilmente riconoscibile da una molteplicità di fattori - non certo solo dalla tonicità dei tessuti.&lt;br /&gt;Anzitutto, il molto bello si sposta solo in branchi piuttosto numerosi (in assenza dei quali si sente perso e si affida alla cartografia), organizzati secondo una gerarchia assolutamente e rigidamente orizzontale. Nel branco del giardino ariano non sembrano esserci capi, caste, coppie o qualsivoglia ulteriore legame tra i propri componenti. Nessuno appare mai particolarmente stanco, entusiasta, turbato, irascibile, perplesso o depresso: i muscoli facciali si muovono in un ristretto range d'ampiezza - limitandosi a comunicare all'esterno un diffuso benessere e una stupefacente igiene dentaria.&lt;br /&gt;E ancora. Le ragazze e i ragazzi veramente molto belli non si guardano in giro: &lt;br /&gt;i loro sguardi non incrociano mai quelli telescopici di ragazze e ragazzi brutti e carini ai limiti del giardino. L'unico comprensibile bisogno che i molto belli vengono a soddisfare in questa loro piccola oasi omozigote è quello di conversare con persone di ugual bellezza - l'amabile sensazione di avere davanti un viso sicuro di essere bello e altrettanto convinto della vostra bellezza.&lt;br /&gt;Una sensazione paragonata - da chi l'ha provata - al mangiare la panna cotta senza caramello.&lt;br /&gt;Unico ulteriore svago è appaltato agli esercizi fisici non necessari - vale a dire acrobazie, piroette e posture tra le più bizzarre, atte a ribadire la non necessità dei veramente belli di allenarsi o esercitarsi.&lt;br /&gt;Non esiste bello che si adoperi per rimanerlo: nel giardino ariano c'è il sole ma nessuno lo prende.&lt;br /&gt;Il sole su di loro è già passato.&lt;br /&gt;Verticali e capriole rimangono però forte tentazioni cui il ragazzo veramente bello spesso cede, e come giovani dèi li vedi giocare a lanciar saette sui mortali.&lt;br /&gt;Proprio mentre abbozzavo quest'articolo sdraiato sul prato del giardino ariano a pochi metri dal nucleo delle prime linee lungo il confine est, un ragazzo veramente bello, a non più di trenta centimetri dalla mia penna, camminava con l'intero peso del corpo sui palmi delle mani - senza alcun interesse per mie eventuali invidie. &lt;br /&gt;E anche a testa in giù, il suo viso rimaneva veramente molto bello - più del mio a testa in su dopo dodici ore di sonno.&lt;br /&gt;Nei pomeriggi d'osservazione trascorsi nel giardino ariano, nulla è veramente accaduto.&lt;br /&gt;Sui miei quaderni un solo evento trascritto: una ragazza veramente molto bella, vestita di rosa dal mento agli alluci, si presenta con in braccio il suo pet.&lt;br /&gt;E' nota la spiccata sensibilità delle ragazze veramente molto belle per gli animali di piccola taglia, capaci di attirare la loro attenzione ben più di un maschio di qualsiasi taglia. Questa volta però il pet in questione è un piccolo maiale nero da passeggio, e sarebbe stato lecito aspettarsi reazioni differenti e imprevedibili. &lt;br /&gt;E invece, d'un tratto tutte le ragazze e i ragazzi veramente molto belli del giardino ariano si alzano e circondano il maiale - ridendo, simulando baci, abbracci e improbabili cullate. I visitatori del giardino ariano cercano ugualmente di avvicinarsi, forse per entrare in contatto con i ragazzi veramente belli, che improvvisamente appaiono umani e vulnerabili.&lt;br /&gt;Ma nulla di tutto ciò accade: gli occhi azzurri e grandi e veramente molto belli dei ragazzi del giardino ariano restano fissi sul maiale.&lt;br /&gt;C'è da dire che, effettivamente, era un maiale veramente molto bello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-8879360797433476016?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/8879360797433476016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=8879360797433476016' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8879360797433476016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8879360797433476016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/04/il-giardino-ariano.html' title='Il giardino ariano'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-9109537279950533343</id><published>2010-04-10T03:27:00.000+02:00</published><updated>2010-04-10T04:19:32.156+02:00</updated><title type='text'>Le buone azioni</title><content type='html'>Come sei giusto seduto lì.&lt;br /&gt;Seduto nel locale giusto, a sentire un concerto - come sembra giusta oggi la musica ascoltata dal vivo - accanto a una ragazza giusta, una con cui sei giusto.&lt;br /&gt;E parli di quando questo weekend andrai giù in abruzzo ad aiutare, comecosacome non lo dici. Dici che è giusto e io non dico niente.&lt;br /&gt;Forse perché è giusto e non c'è niente da aggiungere. Ma mica è un vestito che puoi metterti per le grandi occasioni, per la terra che trema e l'italia che affoga.&lt;br /&gt;E giù con la controretorica dell'essere giusti sempre. &lt;br /&gt;Si fa prima a non essere giusti mai. &lt;br /&gt;Forse è il caso di essere belli. Perché le cose belle sono più di quelle giuste. Forse è il caso di trovare cose belle, di trasformare la merda in oro, di trasformare l'oro in acqua potabile. &lt;br /&gt;Forse il giusto è un modo come un altro di cercare di esser più belli. &lt;br /&gt;94. L'ultimo autobus di Milano con predominanza di italiani - gioiello della azienda trasporti milanese. Fa un giro stretto e indisturbato per le vie di Milano che meritano gli italiani.&lt;br /&gt;Le altre sono terra di pirati, sono di chi se le prende. O almeno così le tratta: la 94 passa lungo le boe, fin dove i clienti del villaggio vacanze possono spingersi col pedalò.&lt;br /&gt;Ci salgo per allungarmi i viaggi che potrei fare col metrò, che mi nasconde tutto come se tra una fermata e l'altra il mondo stesse svelando i suoi trucchi.&lt;br /&gt;Ci salgo anche oggi, dopo aver fatto la coda in edicola dietro a un vecchietto che cercava un giornale di laggiù - in modo da avere le notizie più fresche, più vicine a quelli che stavano tremando. &lt;br /&gt;Da dove abito io, alla 94 ci arrivi con la 70 - che invece recita Bruzzano e ogni tanto cimitero, quattro fermate in città e poi su verso nord col suo carico di assonnati e grossi sacchetti. &lt;br /&gt;La formazione stamane: due trans, tre vecchi, tot cinesi, due trentacinquenni con le mani sudate e complesso d'Edipo.&lt;br /&gt;Io lo so già: alla prossima saliranno. I controllori in piazzale Baiamonti sono affidabili come i cieli grigi a Milano dopo le nottate di bagordi. &lt;br /&gt;E infatti: tanti e come al solito sproporzionati in tutto. &lt;br /&gt;Non si può fare bene un lavoro del genere senza agire male. &lt;br /&gt;Così oggi: nera alta magra bella ma con quel cranio che farebbe felice i frenologi vede tardi e si lancia per cercare una timbrata fuori tempo massimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;parentesi_Per una mai chiarita clausola da romanzo futuribile, l'ATM valuta l'intenzione. Mettiamo che effettivamente la nostra amazzone (come in effetti è stato) riesca a timbrare prima che il braccio inamidato del controllore le si stringa addosso come un boa. Non basta. Il controllore ha la facoltà di stabilire quando un biglietto timbrato è tale solo in conseguenza dell'apparizione di uno o più controllori. In altre parole, quello che ho fatto per dieci anni di scuola: biglietto in mano, gomito sulla timbratrice, occhio vispo e attento anche nei giorni che proprio no per anticipare con un solo movimento la salita dei perfidi. Un giorno che ero meno vispo timbro che il loro tentacolo mi è già addosso. E sorrido come chi crede che la legge sia cosa scritta. Ti ho visto timbrare mi dice, sentendosi un ibrido di uomo e telecamera. Bravo dico io, ma hai perso. &lt;br /&gt;C'è la possibilità che la legge che stamattina ha incastrato la nera sia nata proprio allora, davanti alla mia faccia da culo. Devi timbrare quando sali, dice, e se ti vedo timbrare allora non vale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dunque: lei dice ho timbrato e in effetti ha. Penso pensi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ne avrò fatte mille e non ho lo straccio di un permesso di soggiorno, non posso mandare tutto in vacca per un biglietto – perdipiù – timbrato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io ce l’ho – e vedo che le cose non si mettono bene. Lei non scende, loro la accerchiano come se esistesse qualcosa di importante per cui accerchiare – come se esistesse qualcosa di importante e comune. Lei tace e urla e l’autista non riparte e la gente freme perché è tardi e nessuno ha una buona opinione dei controllori e dei neri neanche ma tutto sommato sono loro a dire al conducente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non partire&lt;/span&gt; - quindi. E dato che a lui non si parla a loro si urla. Ma già là si parla di polizia e la controllora tra gli altri controllori alza la voce pure lei e se potesse dio se potesse tirerebbe giù un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;negradimerdadeviscendere&lt;/span&gt;. E io ho un biglietto timbrato giusto di intenzioni e di inchiostro e meno problemi di lei. E penso che ora mi alzo, vado là e dico eccolo il suo biglietto ce lavevo io che cazzo volete. Non faccio in tempo a scegliere di non farlo che lei scappa giù e ti voglio a riprenderla. &lt;br /&gt;Una buona azione in meno. &lt;br /&gt;Voler fare buone azioni è tutto sommato credere ci sia bisogno di te. Augurandosi che il male non cessi e che il bisogno continui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-9109537279950533343?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/9109537279950533343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=9109537279950533343' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/9109537279950533343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/9109537279950533343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/04/le-buone-azioni.html' title='Le buone azioni'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4283092113091886964</id><published>2010-03-04T16:06:00.000+01:00</published><updated>2010-03-04T21:44:28.477+01:00</updated><title type='text'>Teorie e illazioni circa le sorti del diario di studio dei Ministri</title><content type='html'>Come è noto, del diario di lavorazione del terzo disco dei Ministri non si conoscono che le prime pagine, relative ai primi due giorni di lavorazione del disco.&lt;br /&gt;Molte e discordanti le teorie che cercano di venire a capo dell'improvviso arresto del rendicontare della band. Secondo Gunther Weber dell'università di Tubinga, la sorte misteriosa del diario dei Ministri ha molto a che fare col nome stesso dell'opera - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Diario di Satana&lt;/span&gt;: pare infatti che i primi due giorni, letti al contrario, non siano altro che una lode a Belzebù che i tre amavano recitare tra un take e l'altro, per facilitare la digestione dei piatti pronti dell'Esselunga. La tesi, che ha avuto particolare successo nei primi anni settanta, è stata successivamente messa in discussione dal Professor Lipchenko della divisione di archivistica dell'università di Kiev - il quale afferma che le pagine del diario al contrario, se rimesse diritte, assumono un nuovo ulteriore significato - e precisamente sembrano indicare la strada per un chiosco di panini in città studi particolarmente caro al gruppo. Il ritrovamento di nuovi illuminanti fogli sparsi da parte dell'archeologo e agente immobiliare Adriano Parrucco apre nuovi inquietanti scenari sulla scomparsa del semisconosciuto gruppo italiano.&lt;br /&gt;Il frammento #1 sembra indicare una prima decisiva degenerazione della volontà di cronaca della band: alla narrazione continua e consequenziale si sostituiscono appunti nervosi e segni difficilmente interpretabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ambulanze davanti a un solarium: esistono ancora degli uffici in cui l'abbronzatura fuori stagione porta a dei reali vantaggi nella catena gerarchica? Oltre il ponte e le cotolette di Martino, un nuovo matrimonio cinese. Probabilmente non sopportano di essere scapoli: riprendono tutto con una telecamera grande come il bagno di casa mia. Mentre sfreccio davanti all'acquario, l'unico del mondo che ha il coraggio di esporre le cozze, mi ripeto che il compito della giornata è capire il segreto di Say It Right di Nelly Furtado. Là dobbiamo arrivare, senza necessariamente flirtare con chiunque abbia catene d'oro al collo. Cobain in studio ascoltava i Black Sabbath, noialtri ci inchiniamo a Toxic di Britney Spears - ma credo che Kurt sarebbe stato d'accordo. Intanto, il disco prosegue ma il tempo si è fermato. L'assistente di studio sta per entrare in casa nuova, ma ho l'impressione che stia per entrare in casa nuova da quando lo conosco. Nei tempi morti cerca una cucina su secondamano e diventa dotto in lavatrici usate. Il mio cellulare non ha più nulla da dire a questo mondo: nel mezzo di chiamate prescindibili, come tutte le chiamate del resto, mostra la scritta "telefono con restrizioni", riservandosi di concludere anzitempo le conversazioni. Sulle mensole della regia, le uniche letture abbordabili sono Italiani Dovete Morire, saggio sul massacro della divisione Acqui a Cefalonia dopo l'armistizio, e la dichiarazione processuale di Charles Manson, un librettino che agita le coscienze e offre ottime conversazioni da pasto. Fuori il tempo mi dice che il prezzo da pagare per avere la terra ferma sotto ai piedi è un cielo di merda che neanche nella peggio puntata dell'ispettore Derrick. Divi suona mille bassi mentre gente attorno a lui mette mani di qua e di là e picchietta la tastiera con pezzi di legno. Dovrei scrivere il diario, devo fare le chitarre, devo bere meno spremuta di mandarino dopo pranzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' data per certa l'esistenza di altri e ugualmente confusi frammenti, ma la pubblicazione degli stessi è messa a rischio dalla scomparsa di Adriano Parrucco - ricercato dalla polizia di Boffalora per molestie. Prima di lanciarsi in nuove e fragili teorie sulla vicenda, la comunità internazionale ha deciso di aspettare di poter mettere le mani sul materiale ancora in mano al Parrucco. Certo è che già queste prime righe inedite lasciano pensare al peggio - vuoi per le sorti del disco, vuoi per le sorti dei discoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4283092113091886964?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4283092113091886964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4283092113091886964' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4283092113091886964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4283092113091886964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/03/teorie-e-illazioni-circa-le-sorti-del.html' title='Teorie e illazioni circa le sorti del diario di studio dei Ministri'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6664834787862364622</id><published>2010-02-27T17:55:00.000+01:00</published><updated>2010-02-27T18:05:08.099+01:00</updated><title type='text'>Il Diario di Satana - giorno #2</title><content type='html'>L'autismo di Divi si fa importante.&lt;br /&gt;Il giovane passa una buona metà della giornata immerso nella Prophecy, un sintetizzatore novantiano appena giunto in studio che fa sembrare Gigi d'Agostino un cantautore indie.&lt;br /&gt;I Prodigy, a loro tempo, ne fecero un uso spregiudicato e il Divi pare voler completare l'opera.&lt;br /&gt;La frequenza con cui il Pupo ti piazza i cuffioni sulla crapa per dirti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;senti questo &lt;/span&gt;preoccupa. Lo stiamo perdendo.&lt;br /&gt;Nel frattempo, oltre al vetro Michi è costretto a registrare parti di ovetto, sonaglino, cajon, estintore e campanaccio - per uno come lui, poco meno della Cura Ludovico.&lt;br /&gt;Non è chiaro quanto di questo gran bazar di ritmi e pelli di capra finirà nel disco, ma la prudenza ci spinge a registrare ogni possibile tamburellio - compresi i bonghi sempionari della Davada, assistente di studio che lascia intuire passati tossici e parcaioli.&lt;br /&gt;Il riascolto di fine giornata coincide curiosamente con il suo principio: dalle cassone Genelec incastonate come enormi fossili nelle pareti, esce più o meno l'audio del mercato di via Piacenza - che in mattinata mi fornì vivande da sdraiare sulla bistecchiera.&lt;br /&gt;Meglio, esce l'audio di un mercato che a Milano non c'è più (o che forse non c'è mai stato).&lt;br /&gt;Con poche eccezioni, quelli sopravvissuti sono tetre sfilate di nonne impellicciate e speliucchiate, reazionarie ringhiose e incattiviste che scendono dai tram come il soldato Ryan lanciando fatture contro tramvieri / giovani con gli zaini / extracomunitari (che comprende nella fattispecie anche i nati a Monza), ribaltando però spesso posizioni nel caso l'interlocutore lasci a intendere di non avere opinioni così drastiche in materia, se non palesemente e dichiaratamente (orrore!) contrarie.&lt;br /&gt;Non è affatto importante l'effettivo contenuto del chiacchiericcio: l'importante è attaccar bottone ed essere in grado di sostenere una discussione - oscillando se necessario tra il qualunquismo e Bakunin, tra il nazismo profondo e la caritas cristiana.&lt;br /&gt;Gli unici caposaldi sono in genere i valori antichi (famiglia, sangue, stato), il concepire la storia come un lento declino verso un peggio variabile e alcuni intoccabili - Gerry Scotti, il Papa e per molte Silvio - che, qualora attaccati, spingono la vecchia al silenzio o alla fuga.&lt;br /&gt;Valga ad esempio un qualsiasi incontro col giovane con lo zaino - uno dei grandi nemici della nonna col carrellino.&lt;br /&gt;Gli scontri più o meno insignificanti con lo zaino dello sventurato sono l'ideale argomento di lamento per la nonnetta, che - appena sceso il tapino nello sbuffare incontrollato di tutti gli anziani circostanti - prende lo zaino al balzo per allacciarsi alla cronaca del giorno - che si tratti di bullismo, droga o di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quelli-che-sporcano-i-muri&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Se l'interlocutore osa interporre un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;signora-sono-giovani&lt;/span&gt; o peggio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la-colpa-è-di-chi-non-li-ha-tirati-su-come-si-deve&lt;/span&gt;, la nonnina è lesta a passare dal giustizialismo alla critica ai tempi moderni - con tanto di anatemi per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quelli-che-li costringono-a-mettere-tutti-quei-libri-in-cartella-si-figuri-che-mio-nipote-ha-la-scogliosi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Così per qualsiasi altro topic. Se drizzate le orecchie sentirete inni a Guantanamo trasformarsi in una strenua difesa dei diritti della persona con tanto di esempi sulla badante ucraina della ninni che è tanto una brava persona (la ninni, e per osmosi la badante).&lt;br /&gt;C'è chi giura di aver visto nonnette in tram deserti trovarsi d'accordo con punkabbestia sperduti al grido di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;perché-in-fondo-anche-il-caffé-è-una-droga&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il mercato che esce dalle casse non ha voci né pellicce né discussioni senza storia.&lt;br /&gt;Verrebbe voglia di registrare dischi da mettere in repeat dovunque le parole vengano dette senza amore né onestà.&lt;br /&gt;Qualcuno dica a Brian Eno che serve Musica per ascensori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6664834787862364622?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6664834787862364622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6664834787862364622' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6664834787862364622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6664834787862364622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/02/il-diario-di-satana-giorno2.html' title='Il Diario di Satana - giorno #2'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3203243472219226620</id><published>2010-02-26T15:53:00.000+01:00</published><updated>2010-02-26T17:15:02.223+01:00</updated><title type='text'>Il Diario di Satana - giorno #1</title><content type='html'>Per capire dove un giorno avevamo sbagliato.&lt;br /&gt;Giorno uno. Giovedì 25 febbraio. &lt;br /&gt;Prima di schiacciare rec bisogna guadare Milano, che non è come dirlo.&lt;br /&gt;Il sole splende e promette blocchi del traffico, quindi bici sia - ed è tutto un dribblare portiere che si aprono.&lt;br /&gt;La via maestra che conduce allo studio è lunga, ondulata e infelicemente ricca di pavé, ciottolati, buchi nell'asfalto dove vomitare odio per l'amministrazione glitter del comune e, soprattutto, piccoli sprazzi del popolo della mattina - il periodo della giornata in cui le cose succedono comunque anche quando credi non stia succedendo nulla. Tra le altre, succede un matrimonio cinese con limousine bianc, sposa davvero incantevole e inevitabile congestione del traffico nei pressi delle quali (limousine e sposa) salutate dai timidi clacson dei connazionali e dalle estroverse bestemmie dei milanesi. Poco prima, i resti della piccola scuola di circo - a lungo popolata da conigli guardiani abbandonati - poco più in là l'Arena, che risuona della gioia primordiale e decisamente italiana dei bambini delle elementari di tutta Milano - invitati a correre e a sviluppare il proprio senso della competizione dall'inevitabile giornata di atletica che tutti gli ex-bambini milanesi ricordano con alterno piacere.&lt;br /&gt;Nello zaino ho una bistecchiera impolverata e incrostata che potrebbe rivoluzionare l'annoso problema dei pranzi in studio.&lt;br /&gt;Il ventaglio di strutture che la zona offre per le libagioni, per quanto ampio sulla carta, si dimostra nocivo sulla distanza.&lt;br /&gt;Nell'ordine,&lt;br /&gt;-zona gastronomie e focacce della vicina giunonica Esselunga di Ripamonti (sapori low-cost cristallizzati, polli indegiribili, patate svenute e insalatine di soia e diamanti)&lt;br /&gt;-panini dello scontrinero (tabaccaio noto per la sua spudorata evasione fiscale)&lt;br /&gt;-le pizze di Willy (dei cerchioni di formaggio attraenti e minacciosi)&lt;br /&gt;-il riso cantonese e accantonabile di un cino-italo-cinese adiacente (per i periodi di estrema povertà)&lt;br /&gt;-i pessimi spaghi di Saporacci (ovvero una teglia di kacuniudon giapponesi di dubbia provenienza ma dal gusto convinto)&lt;br /&gt;-le truffe farinacee di Bollani (panettiere di quartiere arricchito che si crede ormai un lounge-bar sulla quinta strada)&lt;br /&gt;Sei fornitori di calorie capaci di minare il budget del disco, la nostra già triste forma fisica e il buonumore.&lt;br /&gt;Nasce così il piano bistecchiera, anche se di bistecche non se ne vedranno per un po'.&lt;br /&gt;Sullo sfondo di queste intricate trame alimentari, il disco.&lt;br /&gt;La batteria di Michelino ha grappoli di microfoni che la incorniciano e indicibili soluzioni microfoniche di fronte.&lt;br /&gt;La prima tornata di pezzi brilla per essenzialità e brutalità ritmica: a sentire solo i take di batteria sembra di essere in una tribù dell'isola di Sumatra fulminata da una Roland tr909.&lt;br /&gt;Il lavoro di Michelino consiste quindi nel picchiare tanto o tantissimo mentre un click gli attraversa il cervello a volumi brutti.&lt;br /&gt;Divi si dedica al collage con una Repubblica scaduta e ottiene con sommo gaudio la striscia "il concerto di Aldo Cazzullo con Diego Anemone e Alvin Superstar" che attacca prontamente su una parete della regia.&lt;br /&gt;Fuori intanto una pioggia francamente stronza allontana le polveri sottili e complica la traversata serale verso un pasto caldo.&lt;br /&gt;Sono le otto e nessuno riuscirebbe a pronunciarsi su come sia passato il tempo nelle ultime dieci ore.&lt;br /&gt;Non vola, non rallenta: pare il tempo dei campi, quello che fa maturare le pannocchie. E noi lì davanti ad aspettare di poterle buttare nell'acqua bollente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3203243472219226620?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3203243472219226620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3203243472219226620' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3203243472219226620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3203243472219226620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/02/il-diario-di-satana-giorno-1.html' title='Il Diario di Satana - giorno #1'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4320341666136374659</id><published>2010-01-26T13:38:00.000+01:00</published><updated>2010-01-26T13:49:48.678+01:00</updated><title type='text'>Sole, ovvero Dio. Avevamo visto giusto all'inizio.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/4305827475/" title="autostrada by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4059/4305827475_d62b171715_m.jpg" width="229" height="240" alt="autostrada" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grigio ligure. Mettere in ordine le cose importanti.&lt;br /&gt;L'inizio della fine. Nell'ordine, appunto: prossimo concerto, monta le corde, suona meno ubriaco, l'oggi.&lt;br /&gt;Appena più ampio: il disco, arrivare a fine mese con quello che avanza dalle date, quelli che fanno il conservatorio, leggere la musica.&lt;br /&gt;Terzo livello. &lt;br /&gt;Le cose più serie sono altre - fare i ponti, acceleratore di particelle, ospedali da campo, il magistrato.&lt;br /&gt;Quarto, le cose più serie sono altre: lavorare, svegliarsi, fare finché vien sera, i figli.&lt;br /&gt;Ultimo, le cose serie non lo sono. Semplicemente: nascere sul mondo, visitarlo, farsi mangiare dagli orsi. &lt;br /&gt;(scrivendo tutto ciò torno al livello tre e riparto, senza scriverlo)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4320341666136374659?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4320341666136374659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4320341666136374659' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4320341666136374659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4320341666136374659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2010/01/sole-ovvero-dio-avevamo-visto-giusto.html' title='Sole, ovvero Dio. Avevamo visto giusto all&apos;inizio.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4059/4305827475_d62b171715_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3879615758335450169</id><published>2009-12-28T14:06:00.000+01:00</published><updated>2009-12-28T14:07:20.178+01:00</updated><title type='text'>Le Mie Super8 Sono Migliori dei vostri giorni</title><content type='html'>Prima di congedarci da questo meraviglioso 1939, eccovi un piccolo omaggio:&lt;br /&gt;Le Mie Notti Sono Migliori Dei Vostri Giorni nella sua primordiale versione del 2005, con il capellone alla voce e il maestro Taramelli al clarinetto. Il video annesso è sempre roba nostra, rigorosamente in super8. Grazie di tutto, ci vediamo a guerra già iniziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KVtGKcOKH1M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/KVtGKcOKH1M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3879615758335450169?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3879615758335450169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3879615758335450169' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3879615758335450169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3879615758335450169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/12/le-mie-super8-sono-migliori-dei-vostri.html' title='Le Mie Super8 Sono Migliori dei vostri giorni'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-670229300316093018</id><published>2009-11-09T01:39:00.000+01:00</published><updated>2009-11-09T01:53:45.371+01:00</updated><title type='text'>Il Cucciolone e l'Esercito Italiano. Ovvero, del perché non esiste verità senza biscotto.</title><content type='html'>Forse non avevo capito io. Quando ci fu detto che sarebbero arrivati i militari nelle città, tirai fuori dall’armadio quegli scampoli d’indignazione che ancora non avevo usato per altre occasioni e per due mesi furono conati di rabbia e anatemi.&lt;br /&gt;Ma forse, appunto, non avevo capito io.&lt;br /&gt;Li incontrai per la prima volta in piazzale Maciachini, appollaiati attorno a una jeep come liceali tra gli scarabeo, mentre scrutavano l’umanità meticcia e sospetta che fa su e giù per via Imbonati. &lt;br /&gt;E non facevano molto di più, a dirla tutta.&lt;br /&gt;La loro attività prediletta è meglio nota col nome di sparviero.&lt;br /&gt;Funziona che uno cammina in senso opposto agli altri, cercando di toccarli mentre questi sfuggono.&lt;br /&gt;Così facevano loro sui marciapiedi, costringendoti a strisciare lungo le vetrine e i muri taggati, ripuliti, ritaggati e pisciati.&lt;br /&gt;Ma forse appunto sbagliavo io.&lt;br /&gt;Viale Sabotino. &lt;br /&gt;Yuppie randagi in cerca di aperitivo, un tramonto di fine estate che mette tutti d’accordo, gente che si prepara a cambiarsi d’abito.&lt;br /&gt;Attraverso in bici lo scenario, diventandone subito inevitabilmente parte.&lt;br /&gt;Un quadretto rassicurante, una grande tavola calda anni 50 in cui fermarsi a sentire l’aria dei ventilatori sulla faccia. D’un tratto, come uscita dal set di un altro film, irrompe una jeep dell’esercito e, sorpresa, ci sta a pennello. &lt;br /&gt;Tutto intorno è così futile, così inoffensivo e smussato, che neanche un mezzo mimetico pensato per guadare i torrenti coi piranha risulta fuori posto. I due che lo guidano si godono l’aria come me – e non hanno neanche bisogno di chiedersi dove stanno andando. Tutto nel loro sguardo vuoto e ingenuo sembra dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è finita la guerra, dove altro potremmo andare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Poco importa che non fosse neanche cominciata: per un attimo l’odio verso i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ragazzi&lt;/span&gt; sfuma in quell’indulgenza che si ha negli ultimi giorni del liceo per i compagni scemi e dannosi.&lt;br /&gt;Ma è solo una sensazione, forse un delirio da overdose di jeep – patologia endemica della padania.&lt;br /&gt;Una seconda e più gustosa opportunità di riconciliazione mi si presenta un mese più tardi durante un diluvio punitivo. E’ un episodio che ha a che fare coi ladri, che non sono quelli che rubano ma quelli che vogliono rubare, possibilmente la notte, possibilmente con un piano, un piano B, delle calzemaglie e un piede di porco.&lt;br /&gt;Quelli che una notte d’ottobre vengono a trovarci hanno di certo voglia di rubare, hanno di certo un piede di porco (di certo, perché se lo sono dimenticati e ora di certo non l’hanno più), difficile dire se avessero un piano.&lt;br /&gt;Ma si può cercare di ricostruirlo.&lt;br /&gt;Allora: la squadra 1 entra nel campo aeronautico militare e ruba tutto quello che può. Ripulito il campo aeronautico la squadra 1 scavalca la rete e raggiunge questo casotto rosso indicato con X sulla mappa. Quando il campo è libero si entra nel casotto, si ripulisce anche quello e si salta sul furgone della squadra 2, che nel frattempo avrà avuto la meglio dei cancelli del parco in cui tutto ciò avverrà.&lt;br /&gt;Questo doveva essere suppergiù il piano. &lt;br /&gt;A ostacolarlo (o favorirlo, non è chiaro), le guardie dell’Idroscalo (d’ora in poi sinonimo dei seguenti aggettivi: sornione, innocuo, inadeguato, accomodante, distratto) e una pioggia di quelle che aspetti che spiova per fare qualsiasi cosa. Ma un piano non puoi farlo aspettare. &lt;br /&gt;Quando viene messo in atto, io ho lasciato da circa venti minuti il casotto rosso indicato con X sulla mappa, lasciandovi dentro le mie chitarre, un amplificatore preso a prestito e un altro di cui avevo finito di pagare le rate da giorni quattro.&lt;br /&gt;Ma non è alla mia strumentazione pignorabile che bisogna prestare attenzione. &lt;br /&gt;Perché il piano ha come suo primo e più sostanzioso obiettivo il campo aeronautico militare, un posto in cui non entrerei neppure per recuperare il pallone. &lt;br /&gt;Questi invece – i ladri, ovvero gente che ha voglia di rubare anche in situazione di conclamata scomodità – ci entrano speranzosi e con quattro bei sacchi da riempire.&lt;br /&gt;Nell’immagino faticosa vita di un ladro, il momento in cui si riempiono i sacchi deve essere uno di quei momenti che ripaga di molti sacrifici. Non mi è chiaro però di cosa si possano riempire i sacchi in un campo aeronautico militare. Medaglie? Microfilm? Granate? Orgoglio in polvere?&lt;br /&gt;La risposta la troviamo a pochi metri dai nostri strumenti (in gran parte miracolosamente indenni da tutto questo rubìo), ed è una risposta surreale, lasciata lì dagli stessi ladri – evidentemente delusi dal bottino.&lt;br /&gt;La risposta è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cuccioloni&lt;/span&gt;. Dozzine e dozzine di Cuccioloni. Al campo aeronautico militare hanno scelto di rubare cuccioloni. Il che sottointende un’altra grande verità: al campo aeronautico militare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ci sono&lt;/span&gt; i cuccioloni. E neanche pochi. &lt;br /&gt;Il cucciolone sembra andare di brutto da quelle parti.&lt;br /&gt;Parentesi, per chi negli ultimi quindici anni fosse stato altrove – in un paese non raggiunto dalla perfida industria dei gelati. &lt;br /&gt;Il Cucciolone è il re dei gelati col biscotto. Il biscotto, sopra e sotto, serve a contenere idealmente lo scioglimento del gelato nel mezzo. Il quale, a sua volta, si divide in tre colori – detti rispettivamente cioccolato, panna (o bianco) e zabaione. Il mondo si può facilmente dividere in persone che cominciano a mangiare il cucciolone dal bianco, da quelli che cominciano dal cioccolato e in persone che non hanno mai mangiato il cucciolone (non risultano a oggi casi di persone che cominciano dal color zabaione). &lt;br /&gt;La vignetta stampata con metodi ignoti sulla superficie del biscotto mette invece d’accordo tutti: nessuno al mondo ha mai riso alle freddure che ti separano dal gelato, di un livello medio che neanche un autore scartato dalla redazione di Paperissima sprint. &lt;br /&gt;Ciononostante, le si legge di rito prima di addentarlo.&lt;br /&gt;Chiusa parentesi. &lt;br /&gt;E fatto sta che.&lt;br /&gt;I nostri militari, i nostri &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ragazzi&lt;/span&gt;, mangiano i cuccioloni – forse più di chiunque altro. &lt;br /&gt;Si incontrano al bar del campo e si leggono l’un l’altro la battuta sul biscotto. &lt;br /&gt;E dopo via, chi si butta sul cioccolato e chi preferisce tenerlo per ultimo – cazzo, esportiamo democrazia mica per nulla. I nostri ragazzi, prima di buttarsi nelle polveri del medio oriente e nelle polveri sottili di Maciachini, non si lasciano tentare dalle facili promesse di libidine dei Magnum, non cadono vittime del fascino qualunquista e revivalista del Mottarello, né si perdono nelle illusioni colonialisti del Solero o nel machismo dei Calippi.&lt;br /&gt;No, i ragazzi chiedono un mondo col biscotto, un mondo in cui sia chiaro cosa c’è sotto e cosa c’è sopra, in cui si capisca dove finisce il cioccolato e dove comincia il bianco.&lt;br /&gt;Questa perlomeno è la migliore delle ipotesi. &lt;br /&gt;La peggiore è la seguente: il barista del campo aeronautico militare, in un momento di rigetto alla Full Metal Jacket, decide clamorosamente di rinnegare il codice d’onore che vorrebbe nei freezer dell’Arma solo gelati virili – e ordina una caterva di Cuccioloni, che viene subito confiscata dal comando e messa sotto chiave per evitare scandali. I ladri si imbattono nel baule galeotto e, credendolo prezioso, ne rubano il contenuto.&lt;br /&gt;Terza ipotesi, che può funzionare anche in accordo con la seconda, è che i ladri siano ghiotti di Cuccioloni – ma ghiotti da preferirli ai diamanti.&lt;br /&gt;Probabilmente, come insegna il Cucciolone, la verità è nel mezzo – cambia solo l’ordine con cui decidi di mangiarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-670229300316093018?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/670229300316093018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=670229300316093018' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/670229300316093018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/670229300316093018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/11/il-cucciolone-e-lesercito-italiano.html' title='Il Cucciolone e l&apos;Esercito Italiano. Ovvero, del perché non esiste verità senza biscotto.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6996456928598296295</id><published>2009-11-01T20:14:00.000+01:00</published><updated>2009-11-02T10:37:43.284+01:00</updated><title type='text'>Dobbiamo sbarazzarci di Nonno.</title><content type='html'>L’orologio per la laurea. La penna, il vestito, la cravatta. &lt;br /&gt;Il mercato dell’eleganza è incredibilmente tenuto su da un branco di genitori aspiranti borghesi o tragicamente borghesi che nelle occasioni speciali investe cifre sproporzionate in accessori che il figlio laureato con lo sputo a Scienze della Comunicazione - e scientificamente stagista per le prossime tre vite – non potrà mai sfoggiare se non alla festa in maschera dei fuoricorso.&lt;br /&gt;Non badare a spese – in quale secolo i mercanti sono riusciti a far diventare quest’espressione tipica dei grandi momenti nell’esistenza di un uomo?&lt;br /&gt;Momenti che comprendono il morire, se non il più importante sicuramente l’ultimo.&lt;br /&gt;E morire costa, anche quando si bada a spese.&lt;br /&gt;Poco meno di un matrimonio, a occhio, forse per l’indubbio risparmio sulle decorazioni delle torte.&lt;br /&gt;Meno noto è invece quanto costi rimanere morti.&lt;br /&gt;L’ho scoperto stasera per contrappasso dantesco.&lt;br /&gt;Ovvero mi avevano rimosso la macchina. &lt;br /&gt;Una curiosa pratica del comune che consiste nel farti credere te l’abbiano rubata.&lt;br /&gt;Il dubbio ti porta quindi a cercare su google &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rimozioni&lt;/span&gt; – che probabilmente ha un sito su freud come terzo risultato – e a telefonare alla signorina delll’ufficio rimozioni, che dopo averti chiesto targa e modello osa un “&lt;span style="font-style:italic;"&gt;dove l’aveva parcheggiata?&lt;/span&gt;” – domanda da un milione di dollari ogni lunedì mattina.&lt;br /&gt;Capita insomma di ritrovarsi in quegli uffici comunali tappezzati di ordinanze che vanno dall’incombente minaccia del tarlo asiatico ai brillanti progressi del sito dell’anagrafe.&lt;br /&gt;Una parlava appunto di quanto costasse rimanere morti. &lt;br /&gt;L’annuncio, con tono incredibilmente simile a quello dell’ufficio rimozioni, ricordava che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nell’anno 2010 saranno eseguite esumazioni dei campi decennali - indecomposti e acattolici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ovvero, Nonno sta finendo i buoni del parcheggio.&lt;br /&gt;Nei cimiteri pochi riposano: una buona parte sta lì solo finché qualcuno ha voglia di pagare la stanza (celletta, tecnicamente).&lt;br /&gt;Ma l’annuncio – seppur con modalità e sintassi oscure – dice di più: parla dell’esistenza di due categorie(&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ulteriori&lt;/span&gt; oltre ai semplici morti? Non è chiaro) di trapassati.&lt;br /&gt;Gli indecomposti, espressione che cercando di essere medicale si candida a nuovo splendido titolo di filmaccio zombo, e gli acattolici, termine a dir poco inusitato e presuntuoso che essendo parola del nemico farò mia (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;salve, sono acattolico. Posso chiederle un caffè?&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;E continua: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;per informazioni e prenotazioni appuntamento con ufficio rinnovo sepolture esumazioni ed estumulazioni, per celletta ossario trentennale chiamare lo 020202.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un’occasione per farla finita, tra l’altro. Perché come aggiunge subito dopo: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;richieste di cremazione salme indecomposte – tariffa cremazione 145 euro (di cui 89,32 di cremazione, 46, cassa, 7.92 piastra, 1.81 bolli)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nonno sta diventando una spesa, non finisce più di morire. &lt;br /&gt;Neanche ha avuto la decenza di decomporsi. E’ un indecomposto, è maledetto.&lt;br /&gt;Chiudiamola qui e cremiamolo che oggi fa anche chic. &lt;br /&gt;Ma 145 euro sono tanti. Alla Lidl una fortuna.&lt;br /&gt;Nonno non si è decomposto e ci vado di mezzo io.&lt;br /&gt;Con tutti i soldi che lo stato e altri ottocento molluschi affini gli avranno succhiato nei tot anni che ha passato al mondo, ancora  gliene (anzi me ne) chiedono per disfarsene.&lt;br /&gt;Con l’aggravante della tristissima nota spese – che include 46 euro di cassa (che potrebbe essere la cassa in cui viene cremato – e allora si tratterebbe di legno da fondo cassetto armadio ikea - o forse il recipiente col nonno in polvere dentro. Nel qual caso: avete mai comprato un portacenere da quarantasei euro?), i 7.92 di piastra (per i capelli? Dai cinesi me li taglierebbero anche) e 1.81 di bolli. Bolli? Bolli.&lt;br /&gt;L’acattolico, dice google, è uno scomunicato, un apostata, un battezzato che ha cambiato idea o semplicemente se n’è fatta una.&lt;br /&gt;Dal cartello non è chiaro cosa gli succeda e che rapporto abbia con questo giro di vite e con la decomposizione. Basta non battezzarsi, per non rischiar nulla.&lt;br /&gt;Ma c’è dell’altro. C’è lo sportello per il ritiro ricordi, che solo a dirlo ti viene da vendere l’idea a Gondry. Con richiesta in carta semplice (specifica l’ordinanza), recuperi le cianfrusaglie e gli amuleti che avevi messo accanto a Nonno prima che chiudessero la bara. &lt;br /&gt;E infine, i decomposti.&lt;br /&gt;Il nome continua a far paura, ma implicitamente indica che sono morti senza complicazioni.&lt;br /&gt;E che, volendo, non devi tirar fuori altri soldi: sfrattano Nonno dalla celletta e custodiscono quello che resta nell’attesa che tu vada a prenderlo. Non è chiaro di che tipo di resti si tratti, e non conosco nessuno con una tibia del caro estinto sopra al camino, ma fatto sta che qualcuno te li mette da parte e si fa pagare 93 centesimi al giorno per il parcheggio. Hai tempo trenta giorni per andare a recuperarli, poi finisce tutto nell’ossario comune – luogo di oscura ubicazione che mi immagino (o mi auguro) simile al cratere di un vulcano, profondo da non sentire il rumore del sassolino che cade e possibilmente lontano tot chilometri dall’acquedotto.&lt;br /&gt;Alla luce di tutto ciò, della mia macchina rimossa (non a caso ritirata nel parcheggio comunale per le macchine rimosse di Via Messina, attaccato al Cimitero Monumentale), del ritiro ricordi, dell’esercito degli indecomposti che lotta senza fine con quello dei decomposti, dell’ossario comune e dei bolli sulla cremazione, alla luce di tutto ciò i cinesi che fan sparire i nonni nei container o sadiodove mi risultano ragionevoli, risparmiosi e tutto sommato sinceri.&lt;br /&gt;Ho una famiglia cinese sopra casa mia, di quelle che potresti passarci una vita accanto e riceveresti sempre la stessa gentilezza e la stessa ostinata riservatezza. &lt;br /&gt;Se la passano bene, parcheggiano l’Audi in cortile e dalla faccia sembrano avere meno problemi di me nell’aprire la busta delle spese condominiali.&lt;br /&gt;Poi, la notte, spostano mobili come architetti impazziti. Un continuo, come se non riuscissero a capire dove sta meglio il divano.&lt;br /&gt;Mi piace immaginarmeli alle prese con i cadaveri di molti nonni - di quelli degli amici e dei conoscenti, nonni negli armadi e nelle cassettiere, nelle cassapanche e nelle valigie – darsi da fare per evitar loro cellette e ordinanze comunali, riesumazioni e tumulazioni.&lt;br /&gt;Come dire, almeno la morte non fatecela pagare, evitiamo di annacquare nella burocrazia il dolore, il sollievo e il distacco.&lt;br /&gt;Ci fu un tempo in cui credevo che una parte importante della vita fosse occuparsi di avere una bella morte. Ma il fatto che da un certo punto in poi non si possa evidentemente più curare  l’organizzazione del tutto, del come, del dove e del quanto, toglie comunque fascino all’evento.&lt;br /&gt;Quindi, fatemi un funerale alla cinese.&lt;br /&gt;Un baule grosso, l’Amsa che arriva e mi piglia su assieme a un divano sfondato e, quelle dieci persone che contano, salutino dal balcone il camioncino verde che se ne va.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6996456928598296295?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6996456928598296295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6996456928598296295' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6996456928598296295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6996456928598296295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/11/dobbiamo-sbarazzarci-di-nonno.html' title='Dobbiamo sbarazzarci di Nonno.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-719106039996827400</id><published>2009-10-20T03:44:00.000+02:00</published><updated>2009-10-20T11:54:53.513+02:00</updated><title type='text'>Musica povera italiana o dell'importanza di non togliere il saluto.</title><content type='html'>Si dice che andare sul set di un film porno sia un'esperienza &lt;br /&gt;particolarmente deludente.&lt;br /&gt;Che ti tolga anche la più primitiva voglia di vederli. O che ti spinga a cominciare una carriera nel porno (che forse include l'altra opzione).&lt;br /&gt;Per motivi analoghi, la musica leggera (nel senso più ampio e volubile del termine) funziona solo se fatichi a immaginarti quello sul palco a letto con l'influenza, la boule dell'acqua calda e il pigiamone di spugna.&lt;br /&gt;Ma non è solo quella la realtà che viene nascosta.&lt;br /&gt;Poco più in là c'è l'intervallo di un grande liceo, un intervallo in cui nessuno torna in classe - senza che perciò la conversazione abbandoni l'inconsistenza di quella di un comune breve intervallo.&lt;br /&gt;E' il mondo degli addetti ai lavori, infelice locuzione forse di stampo marxista che lascia immaginare taccuini nella tasca alta, berretti d'ordinanza e un gergo incomprensibile ai profani.&lt;br /&gt;Come la maggior parte dei mondi che conosco, quello degli addetti ai lavori della musica leggera sta franando con la velocità di un profitterol sul vostro golf nuovo.&lt;br /&gt;Tanto vale cominciare a togliergli quell'alone di panna con il quale credeva di poter funzionare per sempre.&lt;br /&gt;L'occasione - che lascia strada a mille più fertili discussioni in ambienti più seri del nostro - me la dà la recensione del nuovo disco degli Amari firmata da Michele Wad Caporosso e pubblicata ieri su Rockit (http://www.rockit.it/album/11551/amari-poweri).&lt;br /&gt;Come nei gialli che si compravano all'edicola davanti alla spiaggia, vanno velocemente presentati i personaggi per anche solo cominciare a capirci qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rockit&lt;/span&gt; è un portale (con relativo cartaceo) che da anni si occupa di musica italiana filtrata. Ovvero, come un colino, non lascia passare le robe grosse e preferisce occuparsi delle briciole.&lt;br /&gt;Con la più o meno precisa volontà di trovare le migliori e farle diventare troppo grosse per il colino. Oltre a ciò, organizza il MIAMI, uno dei più ambiti e riusciti festival indipendenti (da cosa non si è capito, ma tanto vale) della penisola. Anni fa la redazione era nota per stroncature feroci e severità da collegio di danza austriaco.&lt;br /&gt;Poi, man mano che il mondo della musica povera italiana ha cominciato a stringerlesi addosso, è diventata più morbida, accomodante e costruttiva.&lt;br /&gt;Rendendo possibili tante cose belle, tanti concerti, tanti baci - come direbbero loro - e perdendo il quid giornalistico, perché dire sempre la verità mal si accorda con la concordia e col costruir le cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Amari&lt;/span&gt; sono una band friulana diasporata sul suolo italico che da anni ormai produce e suona pop elettronico, declinabile in altre ottocento definizioni più à la page di questa.&lt;br /&gt;Non si può dire che siano miei amici nel senso di poterli chiamare se hai problemi col pusher o se hai voglia di piangere, ma diamine si è riso e scherzato assieme spesso e nulla mi vieta di dire cose buone di loro se dovessi testimoniare in tribunale. Oltre che a concerti comuni capita di incontrarli nei locali di Milano, dove il nostro mondicciolo si riunisce senza volerlo (perlomeno i più ingenui non lo vorrebbero) per parlare di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;perchè quella sera non si è in concerto da qualche altra parte&lt;/span&gt;. Tipo quei locali alla Scarface dove i mafiosi della zona ci sono sempre tutti, solo che qui di soldi ne girano meno che pochi e pure di quelle altre due cose che fanno girare il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Michele Wad Caporosso&lt;/span&gt; è un redattore di Rockit. Veste come un mio compagno delle medie che nel periodo in cui l'NBA in Italia se la cagava qualcuno si conciava come una comparsa di un video di Nelly, ma una di quelle che non avevano i vestiti della taglia giusta. Wad è così, e giuro che all'inizio non capivo bene da che punto cominciare a prenderlo sul serio. L'ho incontrato mille volte, scambiato saluti, a volte parole intere e concatenate, interviste, pareri, pacche su spalle. Poi, all'ultimo Miami, mi intercettano (o incastrano) per un reading in area respiro di Giorni Migliori, il libro che raccoglie sa Dio quante newsletter di Rockit - quelle che riesci a trovare sinceramente belle solo sei innamorato perso, c'è il sole e hai trovato dei soldi per terra. Sono l'unico pollo caduto nella trappola, ma ho bevuto abbastanza per stare al gioco. Davanti a quindici persone che probabilmente non ascolteranno mai (o mai più) i Ministri in vita loro, comincio a leggere e alla terza frase mi blocco per commentarla.&lt;br /&gt;Dicendo qualcosa tipo, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ecco queste sono le cose che non sopporto di Rockit, io vorrei davvero sapere chi cazzo ha scritto una frase del genere&lt;/span&gt;. Quindi finisco il (come odio questa parola) reading.&lt;br /&gt;Wad mi ringrazia di aver letto e messo una (pessima) pezza alla loro (pessima) idea di fare un reading. Poi aggiunge: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;io, l'ho scritta io quella frase&lt;/span&gt;. Tranquillo, pacato, come se volesse semplicemente rispondere alla domanda da me rivolta al cielo. Scoprirò poi che è vero e non è vero, che quelle newsletter le scrivono tutti assieme o nessuno o forse coprono una penna nascosta o forse le scrive Faletti per arrotondare.&lt;br /&gt;Ma quella frase mi sa proprio che l'aveva scritta lui, o è come se.&lt;br /&gt;Non ricordo come ho replicato, ma se avessi una Delorean volante forse tornerei indietro a stringergli la mano.&lt;br /&gt;Fosse capitato a me, avrei forse detto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;io&lt;/span&gt; a mia volta - ma più col tono di chi mette in conto di poter cominciare una rissa.&lt;br /&gt;Perché buona educazione vuole che le gaffe non siano smascherate (e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;gaffe&lt;/span&gt; è un sinonimo di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;verità&lt;/span&gt;, in fondo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci al punto. C'è il nuovo disco degli Amari da recensire. Il che vuol dire, dato il quadro appena tratteggiato, che se è bello converrebbe dire che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è molto bello&lt;/span&gt;, se è nella norma che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è bello e che conferma le buone cose già dette&lt;/span&gt;, se fa cagare che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;è un disco difficile e arriva dopo un po'&lt;/span&gt; (presumibilmente ben dopo la recensione e forse mai, ma non lo si dice).&lt;br /&gt;Così sono funzionati gli ultimi due anni di Rockit. Con buona pace delle band, che potevano disporre di una recensione autorevole, amica e comprensiva - spesso con bulimie di aggettivi dettate dalla voglia di nuovi collaboratori di entrare nel giro del volemose bene. Il risultato è stato, in teoria, duecentocinquanta tra dischi e demo da avere assolutamente, in pratica, cinque proposte in due anni capaci di tirare almeno la testa fuori dalla palude degli emergenti.&lt;br /&gt;Tutti contenti? Tutti contenti. Specie chi suona: per qualche fastidioso motivo, anche la più indomabile delle band legge le proprie recensioni come si leggeva la pagella in atrio, analizza frasi sospette come un filologo di professione e soffre, bestemmia e insulta (chi ad alta voce, chi reprimendo) al primo piccolo vento contrario.&lt;br /&gt;Il problema è che qui si è tutta gente che si conosce, che prima o poi sai di incrociare di nuovo sul cammino fatto di pavimenti di circoli arci e asfalto di parcheggio da festa della birra.&lt;br /&gt;E allora, se scrivi su Rockit e non vuoi doverti inventare una faccia per uno a cui hai stroncato il disco, eviti di stroncarlo.&lt;br /&gt;Visto da questa parte, da quella di chi suona, è esattamente quello che vorresti. Non lo vuoi neanche pensare per onestà con te stesso, ma vorresti dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fatelo recensire a qualcuno a cui piace&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il che è evidentemente l'inizio di un modo di pensare brutto.&lt;br /&gt;Eppure, cazzo, tu su quel disco hai lavorato otto mesi, ci scommetti parte della tua credibilità con chi ti ascolta e con la mamma e il papà che vorrebbero vederti laureato con la toga lunga, e insomma ti chiedi perché cazzo mai deve arrivare qualcuno a romperti le uova nel già misero paniere, per un'impressione avuta dopo - ne sono certo - un ascolto fugace preparandosi a uscire e a cercare di rimorchiare dicendo di fare il giornalista musicale.&lt;br /&gt;Il che è evidentemente l'inizio di un modo di pensare brutto.&lt;br /&gt;Tanto quanto lo è smettere di dire le cose che si pensano per non rendere problematici i saluti da ascensore.&lt;br /&gt;Su questo genere di silenzio si basa molto del peggio che infetta questo paese. Tipo le riunioni di condominio o la mafia, per dirne un paio di quelle grosse.&lt;br /&gt;Io non ho ascoltato il disco degli Amari, non so se è meglio per loro che si sciolgano e mi sento di augurargli ogni bene come me lo auguro per il novanta per cento delle persone che ho conosciuto.&lt;br /&gt;Ugualmente, non vorrei mai leggere simili parole su qualcosa fatto da me.&lt;br /&gt;(Cazzo - consenso del pubblico o meno - certe cose possono insinuarti dubbi grandi almeno come la speranza di aver fatto le scelte giuste).&lt;br /&gt;Ma non si sta parlando di questo, e forse non ne parla neanche quella recensione. Non si parla di quanti la leggeranno, di quanto peserà sulla carriera degli Amari, né di quanti altri dischi si meritavano recensioni anche peggiori. Qui si parla di una persona che ha scelto di distruggere il lavoro di una band che con ogni probabilità incontrerà nei prossimi sei mesi al bancone di un bar.&lt;br /&gt;Lo ha distrutto a gratis (o quasi, considerando quanto son pagati) e si è giocato pacche sulle spalle, sorrisi e una buona parte di tranquillità.&lt;br /&gt;Si sta parlando di un mondo piccolo, di un mondo che si morde la coda anche quando non vorrebbe, eppure non è più piccolo di quello di qualsiasi ufficio, famiglia, scuola, ospedale, tribunale, consiglio comunale, comunità di registi gay-lesbo, ritrovi di teatranti e sette segrete di nerd di ogni razza e colore.&lt;br /&gt;Se il Wad ciascuno di questi mondi - sperando che non siano tutti vestiti come lui - domani dicesse quello che crede di dover dire, l'Italia cambierebbe in un mese più di quanto non sia cambiata in quarant'anni.&lt;br /&gt;Ogni piccolo universo tende all'armonia solo per la sopravvivenza, col risultato che la verità va a farsi fottere - solo che si dice che lo faccia per una buona causa.&lt;br /&gt;E' arrivato il momento di distruggersi con onestà, di non andare più d'accordo, di dire che il re è nudo - quando è nudo come un verme.&lt;br /&gt;E avere l'onestà di continuare a salutarsi. &lt;br /&gt;A quel punto sì che varrà qualcosa salutarsi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-719106039996827400?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/719106039996827400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=719106039996827400' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/719106039996827400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/719106039996827400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/10/musica-povera-italiana-o-dellimportanza.html' title='Musica povera italiana o dell&apos;importanza di non togliere il saluto.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7110416502907680458</id><published>2009-10-12T15:08:00.000+02:00</published><updated>2009-10-12T15:13:01.938+02:00</updated><title type='text'>Frammenti dai diari dei Tempi Bui #1</title><content type='html'>Forse le sole parole sincere sono quelle della fantascienza.&lt;br /&gt;Le nostre sono interessate, compromesse.&lt;br /&gt;Quello che accade non dovrebbe mai essere documentato: mai le foto, mai una parola scritta, mai la tua telecamera idiota che fa cambiare a tutti il tono di voce quando la accendi. Raccontare con la voce, ecco l'unica strada possibile. Perché accade.&lt;br /&gt;Queste parole non accadono. &lt;br /&gt;Provincia piemontese, si vedono i monti e si capisce che le città vere sono tanto lontane da non poter contare su di loro. Si mangia al Valhalla Pub, che non ha neanche il coraggio di giustificarlo quel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;valhalla&lt;/span&gt;, neanche il rischio di venire alle mani con un gestore nazistello.&lt;br /&gt;anzi: schermo volgare con gente volgare che agita il culo a un volume volgare ma non tanto da coprire vociare di famiglia inspiegabile e morbosa seduta davanti a noi, con presumibilmente zio che sfiora il culo di nipotina quindicenne che guarda altrove e cerca fuga via sms. abbiamo lasagne e salamella e patate, dice lei, ma in un posto così ti fidi solo di prodotti che scadono nel 2014, ti fidi delle scatole, della latta e di tutto ciò che non può essere manomesso.&lt;br /&gt;si torna che c'è il locale ancora vuoto, il momento in cui manda più vibrazioni, il momento in cui se lo ascolti capisci tutto ciò che sarà.&lt;br /&gt;E questo sta dicendo la gente non viene qui perché qui si sta bene, la gente viene qui perché non sta bene altrove e qui le è permesso di diventare brutta e deforme senza che ciò comporti il licenziamento.&lt;br /&gt;Qui la gente si deforma, in due parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7110416502907680458?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7110416502907680458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7110416502907680458' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7110416502907680458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7110416502907680458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/10/frammenti-dai-diari-dei-tempi-bui-1.html' title='Frammenti dai diari dei Tempi Bui #1'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7057625331380579366</id><published>2009-10-06T11:36:00.000+02:00</published><updated>2009-10-06T12:15:37.738+02:00</updated><title type='text'>Guida al turismo eco-insostenibile: l'orrendo segreto di Ansbach.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/3986943018/" title="ansbach old by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2483/3986943018_0020471c6f_m.jpg" width="240" height="204" alt="ansbach old" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è quasi sempre un motivo per cui la gente si riunisce. &lt;br /&gt;Non è detto che sia buono, anzi, ma di regola c'è.&lt;br /&gt;Che sia un incidente stradale, una partita di calcio, un po' d'ombra o la scritta now boarding (che, per esempio, non è un buon motivo per stare in piedi mezzora, tanto ti imbarcano lo stesso).&lt;br /&gt;Andando a ritroso, si potrebbe ragionare in modo analogo per qualsiasi insediamento umano - e allora i motivi diventano un fiume (la mia città fa eccezione e infatti non si capisce che cosa sia lì a fare),un golfo, una miniera, un'oasi.&lt;br /&gt;Bene, rovesciando la questione viene da chiedersi se dove non ci sono essere umani c'è sempre qualche buon motivo per cui, o se semplicemente non c'è ancora nessun essere umano, ma arriverà.&lt;br /&gt;Un interessante quanto inquietante contributo a questa inutile riflessione notturna (notturna almeno per chi scrive, anche se in aeroporto devono sempre illuminare tutto a giorno) viene dall'altrimenti inutile cittadina di Ansbach.&lt;br /&gt;Nel senso di quelli che già ci vivono, anche perché non c'è nessun buono motivo per andare ad Ansbach (e questo non c'è bisogno di dimostrarlo) - e mica lo sapevamo.&lt;br /&gt;Una guida addirittura la segnala come punto d'interesse - come se ci fosse ancora qualcosa di interessante nei castelli, nei monumenti di gente a cavallo e nelle residenze di Ottone quattordicesimo bis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;UNA COSA BUIA NON PUO' ESSERE APERTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ansbach, se la incontri all'inizio di una vacanza, la scusi: sai che ci devi passare una sola notte e allora cerchi il bello o almeno il decente a ogni pie' sospinto.&lt;br /&gt;La città è tagliata da un fiume, ma uno di quelli che neanche ti fermi a guardare come sono le acque. Così deve aver fatto il fondatore di Ansbach, perché il rivo è come ignorato dalla città. E viceversa.&lt;br /&gt;Ci mettiamo a cercare un posto dove dormire, pronti a incassare bonari e stupiti sorrisi crucchi che cerchino di indovinare il motivo del perché mai siamo capitati ad Ansbach, tenuto conto che non abbiamo l'aspetto di appassionati di residenze di Ottone Dodicesimo.&lt;br /&gt;Il primo modestissimo albergo a cui attracchiamo ha l'aria di non aspettare neppure quelli che cercano un cesso, nonostante sia colmo di depliant da reception sulle attrazioni della zona (notate: quei depliant sono tanto più numerosi nelle zone in cui non c'è un cazzo da vedere).&lt;br /&gt;Però è pieno: due crucchi si alzano dalla penombra di una sala per le colazioni come se fossimo entrati alle tre di notte (sono le tre di sera, o di notte - per loro) e fanno larghi cenni di diniego.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E' al completo&lt;/span&gt;, e lo dicono pure come fossimo degli stronzi a venire ad Ansbach senza prenotare.&lt;br /&gt;Ci manda da uno degli altri quattro alberghi della città spalancando le braccia a dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;forse lì qualcosa trovate ma se vi va male sapete che la colpa è solo vostra, sprovveduti&lt;/span&gt;. Di nuovo, attraversiamo Ansbach, e anche se ci venisse la voglia di investire qualcuno per vedere cosa si mangia nelle carceri tedesche, non potremmo in alcun modo.&lt;br /&gt;Ansbach è piena ma di gente che non vuol farsi vedere (e investire).&lt;br /&gt;Trovata finalmente la camera - l'albergatore ha la faccia del fattore austriaco o dell'austriaco che stupra la figlia in cantina da dodici anni o dell'austriaco e punto - decidiamo di visitare Ansbach per scoprire cosa la renda così appettibile, segnalata e contemporaneamente vuota.&lt;br /&gt;E' un mercoledì di fine settembre, non chiediamo mica una festa di quartiere o il santo patrono, solo un po' di movimento annacquato da turistame tedesco con gli zoccoli, il pile e le mercedes anni 80 rosse venute dai quattro angoli della Sassonia per essere parcheggiate furoi dalla residenza di Ottone Pio decimo.&lt;br /&gt;Macché.&lt;br /&gt;C'è un silenzio da film horror di bassa lega, di quelli che la sceneggiatura temporeggia per dirti che cosa ci sia effettivamente di sinistro perché effettivamente se lo deve ancora inventare.&lt;br /&gt;I pochi bar e ristoranti aperti ti ricevono rassegnati, come se la città galleggiasse su un destino tristissimo e indicibile (pena l'esclusione dalle guide turistiche).&lt;br /&gt;Che cosa spinge gli Ansbachiani - già detto così sembrano più alieni - a non riunirsi e a non volerne proprio sapere?&lt;br /&gt;Cercando di risponderci arriviamo al fine davanti al chiaccheratissimo parco della residenza di Luigi Ottone ventuno e nello stupore lo troviamo aperto.&lt;br /&gt;Ma anche completamente buio, buio da non vedersi le mani.&lt;br /&gt;Il parco - residenza inclusa - sorge nel centro di Ansbach e per come si dispongono le case attorno ad esso sembrerebbe essere, in ultima analisi, l'anima stessa di Ansbach.&lt;br /&gt;Ma qualcosa non va in una reggia di Versailles aperta di notte e drasticamente non illuminata. Non esistono cose aperte e buie, penso.&lt;br /&gt;Mentre temporeggiamo sul baratro verde di Ansbach, incrociamo un Ansbachiano in movimento.&lt;br /&gt;Che sia indigeno lo dice il fatto che il passante si infili con sicurezza nel buio giardino, scomparendo dopo pochi metri al nostro sguardo.&lt;br /&gt;Ehi, c'è vita oltre il cancello.&lt;br /&gt;E ci buttiamo anche noi cercando di capire la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ratio&lt;/span&gt; che tiene quel parco aperto e buio rispetto - che so - a un sempione chiuso e illuminato.&lt;br /&gt;I serial killer previsti dalla componente femminile della compagnia ci danno buca ma tutto continua a sembrare una sorta di set di Silent Hill, ivi compreso il biergarten della villa - chiuso e senza tracce di una recente attività nonostante&lt;br /&gt;1. ci sia bel tempo&lt;br /&gt;2. mi risulta che i tedeschi bevano birra&lt;br /&gt;3. se non bevono birra all'aperto in questa stagione non capisco quando, dato che tra un mese ci sarà la neve ai citofoni&lt;br /&gt;4. il biergarten e bar annesso non sembrano lasciare immaginare un uso recente ma sono tutt'altro che abbandonati - come se fosse tutto tenuto in ordine per Ottone tredicesimo.&lt;br /&gt;Poi, proprio quando il mistero si stava pericolosamente mischiando al sospetto che forse ad Ansbach non c'è semplicemente un cazzo da fare (asserzione comunque sempre vera), l'orrenda scoperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL CINEMA DELL'ORRORE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una delle piazze centrali di Ansbach, a fianco del fiume, dietro al parco di cui sopra e di fronte al municipio o chi per esso, sorge un cinema.&lt;br /&gt;Un edificio di un certo pregio, con un taglio architettonico un po' da Manhattan anni settanta, vetrate ampie sui tre lati, chiaramente lontano dallo stile crucco degli altri edifici della piazza ma non burino, né fastidiosamente modernista - forse giusto un po' pretenzioso per la nostra idea di Ansbachiano medio.&lt;br /&gt;Come per il biergarten di cui sopra, continua a valere la strana regola per la quale il mercoledì gli esercizi di Ansbach atti al riunirsi degli uomini non siano aperti (e sì che il mercoledì il cinema costa pure meno).&lt;br /&gt;Nessuna traccia del perché sia chiuso, neppure un misero cartello, nessun &lt;span style="font-style:italic;"&gt;torniamo subito&lt;/span&gt; ma anzi una sfilza di locandine che lo fanno sembrare un comune cinema di fronte al quale stai passando ubriaco alle quattro di notte.&lt;br /&gt;Stupiti quanto oramai annoiati dall'insulsa gestione dei servizi ansbachiani, alziamo gli occhi al cielo e incrociamo la luce di un lampione.&lt;br /&gt;E là, nell'angolo retto dove il palo fa il suo giro per fare effettivamente pendere il lampadone, non possiamo fare a meno di notare un ragno di quelli brutti, ma brutti di quelli che se anche non hai paura dei ragni riconosci che quello sì, è ben brutto.&lt;br /&gt;I ragni si dividono in ragni gambalunga - quelli col busto che è la capocchia di uno spillo e le gambe esili che le puoi staccare ad una ad una - in ragni stupidi - quelli che trovi ogni tanto a casa e sei pronto a scommettere che nessun entomologo ci ha mai sprecato un pomeriggio - in ragni brutti - quelli che dici &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quanto cazzo è grosso e brutto&lt;/span&gt; quel ragno pur sapendo che esistono in un'altra parte del mondo ragni infinitamente più grossi però cazzo tu vivi nell'altra parte del mondo apposta e quindi quello che hai davanti è già sufficientemente grosso e brutto -  e ragni infinitamente più grossi, per l'appunto - quelli grandi come una polpetta, pelosi e che l'unico modo che hanno di arrivare in Italia è l'essere portati a una cazzo di trasmissione condotta da Antonella Clerici in cui qualcuno se li fa camminare addosso.&lt;br /&gt;Il ragno che avevamo davanti era della categoria tre, quelli brutti.&lt;br /&gt;Corpo atletico, busto incazzato e della forma che disneyanamente ti comunica &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ok questo è uno dei cattivi&lt;/span&gt;, ragnatela ampia e già piena di vittime.&lt;br /&gt;Siamo ancora lì come scemi a cercare di documentare con la macchina fotografica (col tipico risultato di quelle foto insulse che sei costretto a dire a chi le guarda &lt;span style="font-style:italic;"&gt;la foto non rende, ma dovevi vederlo dal vero&lt;/span&gt;) quel ragnone venuto a rompere apparentemente senza un perché il nulla di Ansbach, quando da dietro un mezzo urletto lascia a intendere che non è il solo.&lt;br /&gt;Sul lampione a fianco, altri tre ragni della categoria tre - grandi quanto il primo se non di più, e nessuno vuole metterli a fianco per un confronto all'americana - inghiottono mosche e sputano tela come fosse l'unica cosa da fare ad Ansbach.&lt;br /&gt;Due rondini non fanno primavera, e per un po' cerchiamo improbabili connessioni tra la luce e i ragni - ma quelle non erano le falene? - immaginandoci su tutti i lampioni di Ansbach dei cristi del genere e capendo perciò perche la gente preferisce l'oscurità.&lt;br /&gt;Ma la realtà è ben più terrificante.&lt;br /&gt;I nostri occhi scendono dal lampione e finiscono sulle buie transenne che delimitano lo spiazzo davanti al cinema: tutto è spudoratamente ricoperto di ragni - piccoli, piccolissimi, grandi, grandissimi e con una componente di pesi medi che rendono lo spettacolo complessivamente spaventoso.&lt;br /&gt;Il primo pensiero non è un pensiero ma un ritrarsi imprecando, il secondo è chiedersi dove sia la regina madre, il terzo chiedersi se tutto ciò abbia a che fare con Ansbach e la sua immobilità.&lt;br /&gt;Come direbbe un pessimo copywriter di film di serie B, l'orrore continua: dalla balaustra arriviamo al fianco sinistro (è il caso di dirlo) del cinema, dove corre un muretto affacciato sul fiume.&lt;br /&gt;Proprio in quel momento ci viene incontro una sparuta famigliola di non ansbachiani - chiaramente riconoscibile come tali poiché camminano lasciando correre la mano sulle transenne, ignari di cosa brulichi sotto. Non riusciamo ad avvisarli o forse non vogliamo, nella speranza che l'oscena stirpe li risparmi.&lt;br /&gt;Finalmente stimolati da Ansbach, tentiamo la circumnavigazione del cinema per capire se è da lì che si diffonde l'orrore (non sono un paio di ragnetti, sono tot di centinaia di centinaia di ragni grossi e brutti e sessualmente attivi: non userei la parola orrore altrimenti).&lt;br /&gt;Una porta laterale del cinema offre nuove e più inquietanti notizie sull'influenza della colonia sulla vita degli ansbachiani: le ragnatele e una dozzina buona di ragni grossi come una pizzetta vi pendono davanti, alloggiati in una trama di ragnatele talmente fitta da lasciare a intendere che quella porta non viene aperta da tot giorni. E proprio mentre a debita distanza cerchiamo di capire quale sia l'epicentro e cominciamo discussioni tipo quelle al bar assediato in Uccelli di Hitchcock, una figura umana sgattaiola nei corridoi del cinema - che in virtù delle sue pareti di vetro nulla può nascondere.&lt;br /&gt;Quindi qualcuno almeno &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cerca&lt;/span&gt; di resistere.&lt;br /&gt;Attraversiamo il fiume dopo aver ammirato un'ultima volta quel tetris di ragni che si dipana giù fino alle rive.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;_RINASCITA, ALCOLISMO E BANDA FRATELLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passato il ponte siamo già nella Ansbach povera o perlomeno quella a cui meno interessa farsi vedere in tiro - più o meno dove ai tempi di Ottone Tullio quarto dovevano abitare i contadini - e cerchiamo un bar senza rinunciare a controllare ogni lampione, semaforo, idrante.&lt;br /&gt;Ma nella Ansbach che non conta non ci sono ragni.&lt;br /&gt;Neanche esseri umani, a dirla tutta. Una desolazione speciale avvolge l'aldiqua del fiume, e la mancanza di mammiferi pare più l'effetto che la causa.&lt;br /&gt;In uno spiazzo d'asfalto dalla forma casuale che nessuno oserebbe mai chiamare piazza, svettano tre prefabbricati alti poco più di un'edicola che sintetizzano la sostanziale sconfitta degli Ansbachiani di fronte alla minaccia a otto zampe e a chissà quali altre.&lt;br /&gt;Alle nostre spalle, una videoteca - antico esercizio commerciale che per una cifra spropositata ti permetteva di vedere un film per una sera e di dimenticartelo a casa per molte altre.&lt;br /&gt;Da notare che la presente è di quelle nate dopo Blockbuster, un emulo tanto più penoso per l'esser nato in anni in cui neanche lo scemo del villaggio avrebbe investito sui film a nolo.&lt;br /&gt;Dividete l'incasso medio di una videoteca oggi per la sfiga degli abitanti di Ansbach misurata in uova di ragno e vi renderete conto di quanto triste potesse essere, con le vetrine affollate di cartonati di film horror improponibili, di quelli che il cinema lo saltano - per grazia di dio - a pie' pari.&lt;br /&gt;Poco più avanti, un casotto ravvivato da un neon verde segnala la presenza di un tatuatore.&lt;br /&gt;Nonostante la notte lo renda lynchiano oltre ogni misura, sembra uno di quei posti in cui Bart e Milhouse andrebbero a farsi un tatuaggio durante una bigiata.&lt;br /&gt;Girando ancora gli occhi in questa deprimente Stonhenge, superato il blu di un benzinaio sullo sfondo uscito anch'esso da Mulholland drive, troviamo un ultimo container abitato - e per quello che i vetri opachi concedono agli occhi, pare trattarsi di una birreria.&lt;br /&gt;Tutto sembra dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;stai alla larga&lt;/span&gt;, ma per stasera abbiamo già indietreggiato abbastanza.&lt;br /&gt;Dentro, un salottino da rifugio di montagna impregnato di fumo come una casa libera con gli amici a quattordici anni.&lt;br /&gt;Impossibile, anche solo a qualche giorno di distanza, ricostruire fedelmente gli avventori del bar e la proprietaria.&lt;br /&gt;Per quello che mi posso ricordare, dovevano avere tutti una benda su un occhio, la barba lunga da nostromi alcolizzati e dietro al bancone giuro c'era la mamma della Banda Fratelli.&lt;br /&gt;La tentazione di chiedere delucidazioni sulle cose che succedono sui lampioni e non solo di Ansbach è forte, ma 1) non so come si dice ragno in tedesco (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;spinnen&lt;/span&gt;, ma lo scopro ora), 2) non sembra il caso di girare il coltello nella proverbiale piaga.&lt;br /&gt;La mamma della Banda Fratelli mi passa la birra e mi risponde con gli occhi a tutto quanto.&lt;br /&gt;Non c'è nessun buon motivo per riunirsi qui - a meno che non si abbiano problemi con l'alcol.&lt;br /&gt;Ma ci sono ottimi motivi per non riunirsi là fuori, dove ogni carezza sarebbe scambiata per un ragno sulla schiena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;_proposito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani scrivo alla Lonely Planet: se proprio devono mettere Ansbach sulla loro cazzo di guida, che ce la mettano per quello che davvero merita. Fuoco ai castelli e alle statue equine, liberiamo le città prigioniere del loro passato, del loro vecchiume da soffitta, dei loro punti panoramici, delle case dove una notte ha dormito X, del cimitero dove è sepolto Y, dei giardini all'inglese su cui nessuno correrà. &lt;br /&gt;Andiamo ad Ansbach per i ragni, e forse la gente tornerà per le strade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;p.s.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neanche a volerlo, cercando foto di Ansbach su google:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200909articoli/47428girata.asp&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7057625331380579366?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7057625331380579366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7057625331380579366' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7057625331380579366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7057625331380579366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/10/guida-al-turismo-eco-insostenibile.html' title='Guida al turismo eco-insostenibile: l&apos;orrendo segreto di Ansbach.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2483/3986943018_0020471c6f_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4249498400013041047</id><published>2009-09-28T12:14:00.000+02:00</published><updated>2009-09-28T12:33:56.988+02:00</updated><title type='text'>Due parole sul video di Briatore.</title><content type='html'>Il caso ha voluto che il video de La Faccia Di Briatore esca in un momento &lt;br /&gt;in cui i media non hanno più nessun buon motivo per farla vedere - la faccia di Briatore. Le tristementi note vicissitudini del Flavio nazionale l'hanno di certo &lt;br /&gt;resa scura - e non più abbronzata come eravamo abituati a vederla.&lt;br /&gt;E nessuno vuole vedere una faccia scura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio da questo bisogno di facce abbronzate nacque più di un anno fa il testo de La Faccia Di Briatore: il profeta che avevamo scegliemmo per i Tempi Bui aveva il volto luminoso e inspiegabilmente vincente.&lt;br /&gt;Inspiegabilmente, appunto. Flavio era dovunque, rimbalzava dai giornali alle tivù alle hompage dei portali - quasi sempre per accompagnare le cronache delle sue vacanze.&lt;br /&gt;Chiedersi dove andasse, pareva esser compito dei giornali; chiedersi perché occupasse tanta parte degli spazi dei mezzi d'informazione fu compito, tra gli altri, dei sottoscritti.&lt;br /&gt;Ma tra gli altri c'era anche Medici Senza Frontiere, che nello stesso periodo pubblicava uno studio che evidenziava come le ferie di Flavio ricevessero dai media il triplo dell'attenzione rispetto a conflitti e epidemie gravissime che sconvolgevano il Myanmar, il Congo, lo Zimbabwe e probabilmente parte della Storia stessa.&lt;br /&gt;Come titolò Repubblica, Briatore batte Darfur.&lt;br /&gt;Il video de La Faccia Di Briatore non fa che materializzare questa affinità di sguardo tra noi e Medici Senza Frontiere.&lt;br /&gt;Ovvero semplicemente chiedersi che cosa non ci stanno facendo vedere.&lt;br /&gt;E rispondendosi con crudezza - gli estratti eccezionali e inediti estratti dagli archivi di Medici Senza Frontiere che interrompono il video -  e fiducia - mostrando i volti della gente, chiamata tramite Myspace e Facebook a metterci la faccia, per l'appunto.&lt;br /&gt;Come fosse un semplice link, il video invita a guardare altrove, a guardarsi attorno e a capire che anche noi siamo responsabili dei contenuti dei nostri tempi. Chissà che un giorno non se ne accorgano anche i media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ringraziano di nuovo il regista Alberto Sansone, Sergio Cecchini a MSF e i fedelissimi che sono venuti posare per noi, qualcuno facendosi tipo cinque ore di Trenitalia. Hai detto niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=29Hy61vDPdQ&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4249498400013041047?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4249498400013041047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4249498400013041047' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4249498400013041047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4249498400013041047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/09/due-parole-sul-video-di-briatore.html' title='Due parole sul video di Briatore.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-112197875550215788</id><published>2009-09-20T21:10:00.000+02:00</published><updated>2009-09-20T21:26:30.382+02:00</updated><title type='text'>Il bisogno di nemici.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/3938461620/" title="lunapark by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3427/3938461620_0ca946619e_m.jpg" width="240" height="180" alt="lunapark" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inno. Il loro. Ma noi chi siamo?&lt;br /&gt;Sentito alla radio che prende male, fuori il luna park dell’Idroscalo sotto la pioggia, è più tetro di quanto non si possa permettere d’essere. &lt;br /&gt;Il trucco si scioglie ma viene raccolto in appositi contenitori, da conservarsi in luogo asciutto lontano da fonti di calore. &lt;br /&gt;La libertà non è più cosa mia, tenetevela, vi esploderà in mano.&lt;br /&gt;Questo – il luna park chiuso e umido - è il posto giusto per sentir rinascere il fascismo. &lt;br /&gt;Non me l’ero sognato così. Il fascismo che aspetto da quando ho imparato a parlare era più scuro in viso. Certo, avrei potuto sognarlo meglio. Avrei potuto sognarlo con due teste, e invece qui non ce n’è neanche una. Lo vedevo ovunque – polizia, professori, zarri del campetto, imborghesiti, arricchiti, politicanti, madri, padri. Con un ventaglio così ampio, era difficile toppare: controllavamo il fronte dalle nostre quattro mura e urlavamo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;al duce al duce&lt;/span&gt; quando vedevamo qualcosa di sospetto. &lt;br /&gt;Andavamo a letto ricontando quanti allarmi avevamo dato, e mi stupivo nello scoprire che la loro frequenza si abbassava drasticamente nei giorni di festa, all’ora di pranzo e nelle giornate di sole. Io ero sulla muraglia rivolta ad est. &lt;br /&gt;Appena sotto sfilavano – ogni mercoledì sera – i nazisti di Piazzale Susa. Fiaccolate lungo i giardini di viale argonne – dove qualche anno prima andavo per giostre, dove qualche anno dopo sarei andato per hashish. &lt;br /&gt;Non che le abbia mai viste le fiaccole. Avevo appena imparato a non aver paura dei tedeschi (chi mi aveva cresciuto con la paura dei tedeschi?), ero sgusciato via da elementari e medie schivando risse, schiaffi, sigarette e gente che ci si vede fuori. &lt;br /&gt;I nazisti venivano a colmare una sopraggiunta mancanza, sfilavano per ricordarmi una presunta grande verità: là fuori c’è qualcuno che indipendentemente dalle tue azioni ha una gran voglia di pestarti. Grazie, me ne ricorderò. &lt;br /&gt;E intanto nessuno mi pestava. Uno schiaffo, che risuonò nel corridoio del liceo come uno &lt;span style="font-style:italic;"&gt;stiamo arrivando&lt;/span&gt;. Nulla più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-112197875550215788?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/112197875550215788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=112197875550215788' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/112197875550215788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/112197875550215788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/09/il-bisogno-di-nemici.html' title='Il bisogno di nemici.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3427/3938461620_0ca946619e_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3945572234872457668</id><published>2009-09-11T21:05:00.001+02:00</published><updated>2009-09-11T21:06:28.343+02:00</updated><title type='text'>Arrocco.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/1356914051/" title="Undici Settembre Ministri copia by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm2.static.flickr.com/1344/1356914051_500475d61a_m.jpg" width="240" height="240" alt="Undici Settembre Ministri copia" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3945572234872457668?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3945572234872457668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3945572234872457668' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3945572234872457668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3945572234872457668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/09/arrocco.html' title='Arrocco.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1344/1356914051_500475d61a_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-2889778158329286925</id><published>2009-09-09T04:06:00.000+02:00</published><updated>2009-09-09T04:20:58.921+02:00</updated><title type='text'>Il Mio Telefonino o dell’impresentabile arma di distruzione di massa</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/3902662498/" title="telefonino by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3479/3902662498_02e368b618.jpg" width="357" height="500" alt="telefonino" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo bisogno di un nuovo telefonino. Falso. Ma avevo bisogno.&lt;br /&gt;Ero sciupato e freddo, volevo un commesso che mi dicesse le sta benissimo.&lt;br /&gt;Pensavo che con un telefonino VERO, contemporaneo, avrei dovuto vestirmi meglio – l’avrei fatto per lui, per non farlo sentire in imbarazzo quando l’avessi tirato fuori dal buio delle mie tasche.&lt;br /&gt;Non ne parlo a nessuno, zitto e veloce mi infilo in un MediaOrco per farmi aggiornare e ripulire. &lt;br /&gt;E’ mattina, intorno solo brufoli che bigiano giocando a isspro e commessi che hanno lasciato la scuola per un lavoro che permette loro di giocare a isspro in pausa pranzo.&lt;br /&gt;Rinuncio a esporre il mio dramma. Confuso come un amish in un solarium lascio l’impronta dei miei ditoni sulle teche di vetro che custodiscono tot milioni di megapixel, asterischi, cancelletti.&lt;br /&gt;Esco dall’orrendo tempio mezzora dopo, sudato, confuso e con un Nokia grosso come una fetta di plumcake, volgare, tozzo, pitturato da fior di fragola e con una suoneria da far invidia a Radio Rakim.&lt;br /&gt;La situazione non è migliorata. E’ impresentabile quanto me.&lt;br /&gt;Estrarlo in luoghi affollati è dire l’ho scelto. E per tre mesi chiunque mi chiami non sa di azionare settanta decibel di Buddy Holly dei Weezer, ch’io sia a un funerale o alle poste.&lt;br /&gt;Poi, una notte di quelle che non si dovrebbero guidare neanche i risciò, lo lancio nell’Idroscalo e adiacenze. Per vedere l’effetto che fa. &lt;br /&gt;Quando mi riprendo, sono impresentabile e irrangiungibile. &lt;br /&gt;Passano due giorni e una santa, impietosita dal racconto e dal narratore, estrae un telefonino dalla borsa e mi dice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tieni, è tuo&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Un Nokia e rieccoci ma di quelli vecchi che non si rompevano neanche se. &lt;br /&gt;Infatti, tuttora.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ed eccoci al punto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;EasyJet Milano-Catania – ma vale un volo qualsiasi per un luogo qualsiasi.&lt;br /&gt;Ti siedi col sacchetto per il vomito davanti e le maschere di ossigeno sopra – non esattamente auguri di buon viaggio -  e una voce dice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;da questo momento dovete spegnere tutti i telefoni cellulari e apparecchi elettronici come&lt;/span&gt; etc etc.&lt;br /&gt;Tutti i telefoni cellulari vuol dire anche il mio.&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;Devo credere dunque che l’uccello di latta che mi porterà a diecimila metri sopra il livello del mare ma peggio ancora al livello dei sassi abbia da temere dal mio Nokia con fotocamera da 20 k?&lt;br /&gt;Tutti i vostri salvagenti, giubbotti, scivoli, figli di puttana che mi fanno buttare lo shampoo, metal detector che cercano vibratori, taglierini e candelotti di Wile Coyote, tutte le vostre uscite di emergenza, le pistole portate nel fodero da cani e porci e porci con cani, le lucine in cabina, le hostess materne esperte di kung fu, le vostre gallerie del vento, i librettini da video di Royksopp che ti dicono come salvarti se l’aereo precipita da trenta metri di altezza su una spiaggia delle microcicladi, tutta la vostra sicurezza del cazzo.&lt;br /&gt;Tutto e tutto e tutte in balia del mio cellulare e del suo tastino gommoso e rincagnato che a fatica convinco con l’unghia?&lt;br /&gt;Peggio ancora: io d’improvviso eletto mastro burattinaio della vita di questi italioti, turistacci, suore (tua), complessini, piloti e managerotti. Io decido della loro vita.&lt;br /&gt;Ditelo da quell’altoparlante, ditelo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;se è vero&lt;/span&gt; che ognuno è dunque responsabile della vita di tutti gli altri, finite la frase.&lt;br /&gt;Perché nessuno mi fruga nelle tasche? Perché non mi dite perché devo spegnerlo, quali sarebbero le conseguenze del tenerlo acceso? Perché nessuno controlla? Perché non me lo fate buttare in una cesta, perché non lasciate che ognuno sfoggi il suo telefonino spento, perché non lasciate che i miei vicini di posto lato finestrino grazie che soffro il volo ridano del mio telefonino?&lt;br /&gt;Se solo l’hostess fosse tenuta a portarmi qualcosa da mangiare, le lascerei sul riso scotto un bigliettino con su scritto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non l’ho spento e non lo spegnerò&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Lo squillo, l’orrenda suoneria Bluesquares che parte (ta ta tara, tattara tatta ta) e poi l’esplosione.&lt;br /&gt;La scatola nera che registra tutto. I telegiornali che la mettono come colonna sonora mentre elencano i nomi delle vittime. Il giorno dopo migliaia di talebani e americani con la barba da talebani fanno esplodere migliaia di aerei a colpi di sms e chiamate con l’addebito.&lt;br /&gt;Non succederà, perché la sicurezza è solo la voglia di avere dei guardiani.&lt;br /&gt;L’hostess lo sa e si mangia il biglietto – tanto la sua dieta è di poco migliore.&lt;br /&gt;E io resto seduto, con in tasca un’arma di distruzione di massa che nessuno ha voglia di disinnescare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2889778158329286925?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2889778158329286925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2889778158329286925' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2889778158329286925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2889778158329286925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/09/il-mio-telefonino-o-dellimpresentabile.html' title='Il Mio Telefonino o dell’impresentabile arma di distruzione di massa'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3479/3902662498_02e368b618_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1253047006304504981</id><published>2009-09-01T05:03:00.000+02:00</published><updated>2009-09-01T05:09:30.682+02:00</updated><title type='text'>Dei signori.</title><content type='html'>Sei in camerino a riprendere fiato e a giurare che quest'inverno farai le corse nel parco, e ti arriva questo.&lt;br /&gt;Accompagnato da tre bottiglie di Champagne, cazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/3876200903/" title="coldplay copy by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2626/3876200903_255eeccc17.jpg" width="357" height="500" alt="coldplay copy" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1253047006304504981?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1253047006304504981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1253047006304504981' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1253047006304504981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1253047006304504981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/08/dei-signori.html' title='Dei signori.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2626/3876200903_255eeccc17_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7311861706215240035</id><published>2009-08-19T12:01:00.000+02:00</published><updated>2009-08-19T12:04:28.093+02:00</updated><title type='text'>Il sole (Germania-Italia 4 a 3)</title><content type='html'>Cielo come se dovesse piovere. Ma non deve. &lt;br /&gt;Ogni giorno così – quando non piove.&lt;br /&gt;E allora faccio il mio dovere e tu fai il tuo. &lt;br /&gt;Sorrisi più misurati, più preziosi – perché sorridere non è la prima cosa che mi viene in mente. Ci è toccato lo stesso cielo, ti chiedo solo di non aggiungere a questo grigio inevitabile altri fastidi evitabili. &lt;br /&gt;Così sembrano funzionare le cose qui. &lt;br /&gt;Un po’ più giù, da dove scappo, il sole lo si pretende. &lt;br /&gt;Il sole ce lo deve, di uscire e farci belli e di far maturare i pomodori. &lt;br /&gt;Sono come il sole a mezzogiorno baby.&lt;br /&gt;Nascondiamo la zappa e cantiamo felici e superbi la nostra latitudine, come fosse un merito, una medaglia guadagnata sul campo.&lt;br /&gt;E invece è la nostra disgrazia: è il Sole che droga e perdona, che fa dimenticare le offese del giorno prima e che legittima così quelle del giorno dopo.&lt;br /&gt;Il Sole è il nostro circo, calato dall’alto come una bomba che tarda a toccar terra – bella come una mongolfiera finché se ne sta lassù.&lt;br /&gt;E intanto quelli che (non) guadagnano medaglie nei campi, lo sentono graffiare sulla schiena e sulle spalle. Poi tornano in paese e non capiscono più di chi è il sole, e con chi ce l’ha.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7311861706215240035?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7311861706215240035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7311861706215240035' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7311861706215240035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7311861706215240035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/08/il-sole-germania-italia-4-3.html' title='Il sole (Germania-Italia 4 a 3)'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1262760452968394649</id><published>2009-08-05T00:00:00.000+02:00</published><updated>2009-08-05T00:03:44.149+02:00</updated><title type='text'>Diario di altre vacanze. Di quelle che non stiamo facendo.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Volo MilanoTokyo gennaio duemilasette&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Polo del cazzo. Vedo la Cina. Neve sui finestrini. Una landa desolata, una risaia abitabile poi. L’occhio non si chiude, anzi si chiude e vede solo palpebra. Non si può volere non volere. Questo succede già con te. E ora col dormire. &lt;br /&gt;Di fianco, una coppia di flashati a mandorla ronfa in mille posizioni. &lt;br /&gt;Ha ciabatte d’ordinanza. Lei la mascherina anche. L’aria svampita, la macchina fotografica come prolungamento del tronco e del viaggiar volgare: tutto un trucco. Sono lucidi, paranoici e attendisti. Ma lucidi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso stare immobile 12 ore su una poltrona con le ginocchia in bocca e tre soli bicchieri d’acqua in dotazione. Posso soffrire la sete per educazione. &lt;br /&gt;Sono pronto per il peggio, datemelo. Spazio più stretto e meno acqua. &lt;br /&gt;Quella di fianco ha fatto colazione, poi si è rimessa la mascherina. Si liscia i capelli e parla col marito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I viaggi lunghi in aereo sono come quelli in carrozza. Sale solo chi se lo può permettere ma quando si scende si è tutti più brutti, più sporchi, più sciupati. Come in film in costume, che vorresti poter sentire l’odore, il loro odore, per capire veramente di cosa si parla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imparare a odiare potrebbe essere una delle chiavi per cominciare a scrivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1262760452968394649?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1262760452968394649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1262760452968394649' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1262760452968394649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1262760452968394649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/08/diario-di-altre-vacanze-di-quelle-che.html' title='Diario di altre vacanze. Di quelle che non stiamo facendo.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1069878245071970982</id><published>2009-07-26T16:03:00.000+02:00</published><updated>2009-07-26T16:04:42.744+02:00</updated><title type='text'>Catena alimentare delle zanzare.</title><content type='html'>I gechi mangiano le zanzare.&lt;br /&gt;Le civette mangiano i gechi.&lt;br /&gt;I figli dei cacciatori mangiano le civette.&lt;br /&gt;I serial killer dell’ex-Urss mangiano i figli dei cacciatori.&lt;br /&gt;I cronachisti di Repubblica mangiano i serial killer dell’ex Urss. &lt;br /&gt;I ristoratori col menu scritto a mano quattro tavoli una cosa semplice le cose semplici costano sa com’è mangiano i cronachisti di Repubblica.&lt;br /&gt;I ristoratori in franchising coi pomodori pachino sul comodino mangiano i ristoratori col menu scritto a mano quattro tavoli una cosa semplice le cose semplici costano sa com’è.&lt;br /&gt;I venditori di macchine grosse mangiano i ristoratori in franchising coi pomodori pachino sul comodino.&lt;br /&gt;I transessuali con sito internet mangiano i venditori di macchine grosse.&lt;br /&gt;I venditori di cani molto piccoli mangiano i transessuali con sito internet.&lt;br /&gt;I tabaccai con la pistola e un negozio di animali in perdita due numeri più in là mangiano i venditori di cani molto piccoli. &lt;br /&gt;Le tabaccaie avvolte da leggende metropolitane su passati torbidi nel mondo della prostituzione mangiano i tabaccai con la pistola e un negozio di animali in perdita due numeri più in là.&lt;br /&gt;I videopoker mangiano le tabaccaie avvolte da leggende metropolitane su passati torbidi nel mondo della prostituzione.&lt;br /&gt;I cinesi che rilevano i bar agli italiani e abbassano i prezzi cancellando col pennarello quelli che c’erano prima mangiano i videopoker.&lt;br /&gt;La mafia che non si vede e che neanche si diverte a farsi vedere mangia i cinesi che rilevano i bar agli italiani e abbassano i prezzi cancellando col pennarello quelli che c’erano prima.&lt;br /&gt;La mafia che apre le commissioni antimafia e non le chiude più prima o poi mangerà la mafia che non si vede e che neanche si diverte a farsi vedere.&lt;br /&gt;Le zanzare mangiano me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1069878245071970982?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1069878245071970982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1069878245071970982' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1069878245071970982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1069878245071970982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/07/catena-alimentare-delle-zanzare.html' title='Catena alimentare delle zanzare.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5507889723271322546</id><published>2009-07-21T22:16:00.000+02:00</published><updated>2009-07-21T22:18:52.005+02:00</updated><title type='text'>Finanzieri all'Autogrill.</title><content type='html'>Non esiste l’abuso di potere. Esiste solo il potere.&lt;br /&gt;Finanzieri al bar, finanzieri al cesso – che mi guardano i capelli e fanno capire con gli occhi che non potremo (o potremmo) mai essere amici. &lt;br /&gt;Intanto inservienti, camerieri e giostrai e cassiere che tentano di venderti gratta e vinci col piglio di chi li ha disegnati uno per uno, tutti circondano di attenzioni e di parole complici le guardie dell’ordine non impegnate a guardarmi pisciare.&lt;br /&gt;Se non fosse per i moscerini sui denti di quei sorrisi, che rincorrono e cercano di indovinare umori e desideri dei loro protettori, quasi avrei dubitato della mia diffidenza. &lt;br /&gt;Ordine, cioè rancore. Cerco dappertutto smentite. &lt;br /&gt;Ma quando metti un’uniforme, gonfi il petto. &lt;br /&gt;Ieri sera, da una parte 300 civili, dall’altra le uniformi. Le nostre e quelle dei buttafuori, dalla stessa parte. Le nostre dicono rompete le righe, le loro dicono esistono le righe.&lt;br /&gt;Sento il petto gonfio di una guardia alla mia destra, ritta e con la faccia so cosa stai per fare.&lt;br /&gt;Lo stesso sguardo che hanno i bagnini quando credono di capire il mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5507889723271322546?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5507889723271322546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5507889723271322546' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5507889723271322546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5507889723271322546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/07/finanzieri-allautogrill.html' title='Finanzieri all&apos;Autogrill.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-2961844569470309729</id><published>2009-07-07T03:56:00.000+02:00</published><updated>2009-07-07T03:59:28.706+02:00</updated><title type='text'>Letto (quando mi è crollato il).</title><content type='html'>Quando pregano, dovunque siano, gli acari si volgono verso il mio letto.&lt;br /&gt;Stendono il tappetino e inginocchiati puntano il mio materasso.&lt;br /&gt;Tutto temo nasca dai film dove si salta sul treno in corsa e si finisce a dormire nel vagone del fieno.&lt;br /&gt;Io i treni li andavo a veder passare a Lambrate - e mi sembravano un peccato le stazioni in cui il treno non transita.&lt;br /&gt;Quindi, in breve, non saltavo: guardavo.&lt;br /&gt;Il letto - il mio, rifatto stretto stretto, sempre morbido e profumato per un giudice che non si è mai fatto vedere - era sempre troppo piccolo e non capivo chi o cosa potesse assicurarmi che vi sarei rimasto per tutta la notte sopra.&lt;br /&gt;Oltre al muro, il lettone - che era troppo largo, forse perché mia madre ci ha sempre dormito sopra sola, e forse con la stessa paura di cadere.&lt;br /&gt;La triste conseguenza si chiama una piazza e mezzo.&lt;br /&gt;Il mezzo è avere più spazio e non sapere che farsene. Oppure dire stai qui a dormire e sapere che in ogni momento quel mezzo potrà diventare un non puoi più dormire qui.&lt;br /&gt;Intorno, cumuli di vestiti, cavi, bicchieri, quaderni, portaceneri, mucche mi evitano il casomai impatto col suolo - aka finto parquet posato senza cognizione di posa nell'estate più calda degli ultimi ottanta anni (ovvero la penultima, l'ultima, la prossima).&lt;br /&gt;Un giorno che avevo punture brutte sulle gambe e non identificate, mi dicono di accendere un fuoco sotto al materasso e aspettare che esca tutto quello che ci vive dentro.&lt;br /&gt;Tolgo il coprimaterasso, chiedendomi perché non fanno i materassi già coperti, e sotto una sindone gialla e amorfa mi fa capire che dormire sporca.&lt;br /&gt;Prima si trattava di un Ikea UnglunngdungHankstrom sospeso nell'aria da tralicci di balsa, malamente camuffati di nero con uno smalto primo prezzo Brico.&lt;br /&gt;Stesso materasso, probabilmente stessi acari ma con meno ossigeno, zanzare schiacciate sul soffitto, sotto un terrario per merda di serpente che esalava verso l'alto. &lt;br /&gt;Si capisce perché un giorno scendi dalla scaletta e decidi di non risalire più, e cominci a smontare la balsa svedese (com'è fatto l'albero di balsa?).&lt;br /&gt;E ti ritrovi con un materasso - lo stesso, vivo - dentro a detta di tutti quelli che conosci - per terra, e di nuovo madre-nonni-amici-saggi che (non) ti spiegano perché i materassi non si possono mettere per terra.&lt;br /&gt;Ma io non sento e mi sdraio, ancora e ancora. Fino alla minaccia del fuoco.&lt;br /&gt;Compro un letto - che è il nome che si dà alla distanza del materasso dal suolo - e lo metto sotto e attorno al materasso - sempre più giallo e molle. &lt;br /&gt;Lo copro e lo coloro ma ogni notte è una sfida, ogni notte è polvere e scolopendre invisibili che mi sfiorano e mi tengono sveglio.&lt;br /&gt;Per non sentirle corrermi addosso, cerco di raggiungere il letto sempre più incosciente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2961844569470309729?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2961844569470309729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2961844569470309729' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2961844569470309729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2961844569470309729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/07/letto-quando-mi-e-crollato-il.html' title='Letto (quando mi è crollato il).'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4100438519663536204</id><published>2009-06-17T18:03:00.000+02:00</published><updated>2009-06-17T18:05:51.141+02:00</updated><title type='text'>Strade sicure.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/3635332163/" title="gesù è sempre al tuo fianco by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3589/3635332163_e4330d75e8.jpg" width="357" height="500" alt="gesù è sempre al tuo fianco" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4100438519663536204?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4100438519663536204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4100438519663536204' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4100438519663536204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4100438519663536204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/06/strade-sicure.html' title='Strade sicure.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3589/3635332163_e4330d75e8_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6557612132653938941</id><published>2009-06-09T02:03:00.000+02:00</published><updated>2009-06-09T02:06:29.036+02:00</updated><title type='text'>Aspettare la sera.</title><content type='html'>E’ impossibile che qualcuno abbia mai potuto scegliere questa valle. &lt;br /&gt;Chi vi si è insediato sarà stato cacciato dalla valle di fianco. &lt;br /&gt;Tristi come elefanti del circo avranno impilato pietre, fino ad avere la testa coperta dal peggior tempo che un uomo possa immaginarsi. &lt;br /&gt;Quello che rende preferibile non muoversi affatto, quello che neanche si scappa – non vale la pena. Per quattro generazioni avranno passato i giorni ad aspettar le sere, inventandosi leggi del cielo che impedissero loro di accoppiarsi in continuazione – quando non ci pensava l’afa a tener lontano i corpi.&lt;br /&gt;Un giorno qualcuno l’avrà fatto notare – di come fosse impossibile innamorarsi di quella valle. &lt;br /&gt;Il tempo che ci serve per trovarne una migliore è poco più di quello che ci abbiamo messo a impilare queste quattro pietre e sicuramente meno di quello che ci servirà per dimenticarle. &lt;br /&gt;Non avrà fatto in tempo a dirlo, sempre che l’abbia detto davvero e non abbia solo tentato una vita di dirlo, che le voci e gli occhi gonfi di chi le pietre le aveva impilate, certo non con quelle stesse mani ma con quelle offese dei padri dei padri, non avrà fatto in tempo a dirlo che quegli occhi e quelle mani e insomma eccolo lì a dirsele da solo quelle parole, sulle pietre, senza neanche più l’eco della valle, assente per dispetto.&lt;br /&gt;Qualcuno doveva averle sentite o lette nei suoi occhi o semplicemente previste, e il giorno dopo avrà dato nome e nomi a quei sassi e messo cartelli e inventato leggende – perché nessuno più potesse dir nulla su quelle pietre. &lt;br /&gt;Così sarà stato, la gente avrà continuato ad aspettar la sera e a trovare buoni motivi per accoppiarsi e per non accoppiarsi. E sarebbe bastato non uscire mai da quella valle per riuscire a digerire tutto, per riuscire a dormire con l’afa e col freddo senza farsi altre domande. &lt;br /&gt;Perché grado più grado meno, non esiste una valle che non abbia problemi con le pietre e con i padri e col non saper cosa fare del proprio tempo.&lt;br /&gt;Ma quando non hai più voglia di scusare chi ti circonda e anche della verità ne hai abbastanza e il sudore non sa di nulla – sa di sale e basta – vai su quei quattro monti coperti di rovi, lontano dagli occhi e dalle case, sali più in alto che puoi e fai nulla – un nulla che non assomiglia affatto al nulla dei bar e delle panchine. &lt;br /&gt;Ed è in quel momento, lassù, che vedi le altre valli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6557612132653938941?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6557612132653938941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6557612132653938941' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6557612132653938941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6557612132653938941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/06/aspettare-la-sera.html' title='Aspettare la sera.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6808357006358211332</id><published>2009-05-24T22:26:00.000+02:00</published><updated>2009-05-24T22:28:00.948+02:00</updated><title type='text'>La lettera.</title><content type='html'>Breve riassunto del minidramma ministrico consumatosi tra ieri e oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ruba dopo il concerto la giacca ministrica di Divi, unica e senza copie&lt;br /&gt;(e infatti ridotta uno straccio rammendato in continuazione).&lt;br /&gt;Poche ore dopo pubblichiamo il post che precede questo, un appello al ladro perché ci riportasse la giacca e ci dicesse perché lo avesse fatto.&lt;br /&gt;Alla pubblicazione del blog si è levato su myspace e facebook un coro misto di fan ministrici - chi inneggiava alla caccia all'uomo, chi si amareggiava, chi ci spronava a continuare senza giacche, chi faceva appelli personali al responsabile, chi urlava al sacrilegio.&lt;br /&gt;Chi non ha mai vissuto un concerto dei Ministri - vale per chi sta sopra e chi sta sotto al palco, tanto poi scendiamo sempre - probabilmente non capirà perché cazzo tanta gente sia stata in ansia per la sorte di una giacca che non si riesce ad avvicinare tanto puzza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure. Eppure abbiamo passato una notte di merda, a chiederci se tra la gente davvero passi quello che cerchiamo di dire, l'idea che sia possibile vivere e convivere e costruire in un altro modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo ancora le cispe sugli occhi quando stamattina il responsabile - come si definisce lui taccheggiatore - si è fatto vivo, scusandosi e dicendo che avrebbe subito restituito. Gli abbiamo chiesto - ma forse l'avrebbe lo stesso - di scriverci perché e percome - perché l'ha rubata e perché l'ha riportata.&lt;br /&gt;Gli abbiamo chiesto di pubblicarlo (trascritto fedelmente da una copia manoscritta) e lui ha acconsentito, chiedendoci ovviamente di tacere la sua identità, a noi invece rivelata per filo e per segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, un finale così non si vede neanche in un film di scout girato da Topolino però cazzo si sta parlando di un capitolo della storia ministrica che dice più su di noi e su di voi, più di qualsiasi fottuta recensione o sadio cosaltro.&lt;br /&gt;Quindi godiamocelo oggi, e domani ri(s)componiamo le file e torniamo a incazzarci e ad agire con tutti quelli che sono fuori da noi - tutti quelli che non hanno ancora capito che le parole - e il sudore - possono cambiare tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa:&lt;br /&gt;"incontrarci"...non merito questo privilegio, ho fatto una bravata e Voi, i Ministri, mi donate questa possibilità; ci sono molte persone, fans che ora hanno un posto in fila davanti a me. Date spazio, come fate ogni volta, alle persone belle!&lt;br /&gt;Comunque vi ringrazio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a.Scrivo a nome mio, ma con vivo cuore spero che alcuni di questi pensieri siano condivisi dal mio amico.&lt;br /&gt;b.Chiedo, anzi chiediamo umilmente perdono per la bravata...e meno male che i Ministri perdonano.&lt;br /&gt;c.Pensavo avevate più giacche che alternavate concerto dopo concerto; invece no, vi ho sottratto la vera e unica giacca quella che ha un'anima ed una storia. Tardi compresi cosa avevo in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motivazioni:&lt;br /&gt;1.Della Polizia non mi interessa molto, tra due mesi lascerò il Bel Paese per un lungo periodo e considerando le lungaggini burocratiche penso che forse me la sarei cavata, ma:&lt;br /&gt;a. tardi ho compreso quanto sia importante per voi e ora rimedio (non mi sono permesso di indossarla non preoccupatevi, ho rammendato un bottone che stava per partire).&lt;br /&gt;b. non voglio lasciare magagne al mio amico a cui voglio bene.&lt;br /&gt;2. Non è stato un furto premeditato, come potrebbe far supporre il discorso precedente, ma uno schizzo del momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento che diventate qualcosa di importante per la musica, ma i cosiddetti Grandi non vi riconosceranno il merito (un po' come accaduto ai "fratelli" Ramones).&lt;br /&gt;Come un buon taccheggiatore volevo avere, possedere qualcosa di voi, per raccontarlo a chi verrà: figli, amici, etc.&lt;br /&gt;Un cimelio, un trofeo, ma:&lt;br /&gt;a. ho preso qualcosa dotato di anima;&lt;br /&gt;b. un vostro dono ce l'ho già, qualcuno dice vale un euro, per altri sudore, sangue e lavoro.&lt;br /&gt;3. Mesi fa cercavo e stimoli e motivazioni per rimanere in Italia e tentare fortuna all'estero. I testi, il vostro pensiero mi ha aiutato in questa scelta. Infatti ho aguzzato lo sguardo sulle fioche luci lontane per conoscere e sapere del buio che mi circonda.&lt;br /&gt;Proverò ad essere migrante per dare un futuro a chi verrà dopo di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusioni: sono stato breve e schematico perché gia vi devo stare sul culo parecchio per il tempo che vi ho fatto perdere e l'incazzatura di non potersi fidare neanche di persone che hai fatto felici.&lt;br /&gt;Vi dedico queste parole sapendo che non verranno prese come un gioco ed esco allo scoperto, togliendo la maschera di quel personaggio a caso creato grazie a Myspace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un abbraccio forte a voi Ministri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(seguono firma e contatti completi che ovviamente evitiamo di pubblicare)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue il p.s: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;così se volete venirmi a prendere a calci sapete dove trovarmi&lt;/span&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6808357006358211332?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6808357006358211332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6808357006358211332' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6808357006358211332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6808357006358211332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/05/la-lettera.html' title='La lettera.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7269116483965691283</id><published>2009-05-24T02:44:00.001+02:00</published><updated>2009-05-24T11:27:12.558+02:00</updated><title type='text'>A chi ha rubato una giacca dei Ministri.</title><content type='html'>Questa sera è successa una cosa brutta. E il peggio è che è successa alla fine di una cosa bella.&lt;br /&gt;I Ministri hanno suonato a Castellanza di Varese, al Circolo dei Ciliegi nell’ambito del Radioliuc Festival. Abbiamo dato tutto come sempre diamo, abbiamo lottato contro un caldo insensato e rischiato di pigliarci le cose in faccia perché il pogo scavalcava le spie. Va tutto bene, suonare in mezzo alla gente, fidandoci di tutti e ridando fiducia è quello che amiamo fare.&lt;br /&gt;Alla fine del concerto un ragazzino ha rubato la giacca di Divi dal palco - ha rubato una giacca dei Ministri. Alla fine del concerto la fiducia dei Ministri s’è presa un tram in faccia.&lt;br /&gt;Ora parlo a te. A te che ti sei portato via un cencio maleodorante con dentro un pezzo grosso così dell’anima di Divi e un pezzo considerevole delle nostre – e forse delle vostre. Io voglio sperare che dopo aver pogato davanti a noi per un’ora tu abbia voluto rubare il cappello dello stregone per provare a fare le magie e far lavorare le scope al posto tuo. Spero che sia stata l’energia che voi tutti generate davanti a noi, che sia stata quell’energia e non altro a tirarci questa pugnalata. &lt;br /&gt;Perché le cose non valgono le niente, e senza le persone che dan loro vita sono ammassi di elettroni e neutroni. Perché quelle giacche senza noi dentro, sono degli stracci che ti infetteranno l’armadio e, casomai tu abbia voglia di farla rimanere lì, dovrai sopportare quella puzza ogni giorno e non ci sarà lavanderia a gettoni o a secco che possa farti dimenticare la cosa brutta che hai fatto.&lt;br /&gt;Detto ciò, come l’apprendista stregone insegna, alla fine ti accorgi che hai fatto una cazzata, ti rendi conto che stai facendo male a delle persone che – presumibilmente, dato che eri lì davanti a pogare – ti hanno dato qualcosa e qualcosa possono continuare a darti.&lt;br /&gt;Quindi, quando leggerai queste righe, potrai uscire di casa e camminare per le strade deserte di una domenica maleodorante e riportare il maltolto al locale, spedircelo, addirittura scriverci perché l’hai fatto e decidere di incontrarci per ridarcela (decisamente la prospettiva che ci auspichiamo, perché quello che cantiamo e facciamo è parlare, rispettare e capire. Perché sbagliare è spesso l’anticamera dell’agire e reagire).&lt;br /&gt;Se farai ciò il più presto possibile, la Storia dei Ministri avrà magari un dialogo in più da far diventare canzone.&lt;br /&gt;Se non lo farai, agiremo noi. Ovvero denunceremo il furto, porteremo le foto della serata (tutta come al solito documentata) purtroppo alle forze dell’ordine, indicando la tua faccia – riconosciuta già da diversi testimoni oculari. &lt;br /&gt;E sarebbe davvero una merda, perché costringere ad andare alla Polizia è davvero molto ma molto peggio che rubarci qualsiasi cosa. E’ cercare di convincerci che perché le persone vivano assieme ci sia davvero bisogno della Polizia.E sarebbe ancora peggio se fossero altre persone, amici (già identificati) che erano con te, a dirci come ti chiami. Chiunque sappia chi ora ha l’armadio che puzza, se lo conosce bene gli dica “ridalla a chi ne ha bisogno” e non faccia subito la spia con noi.&lt;br /&gt;Perché stasera i Ministri – per la prima volta dopo oltre 200 concerti – vanno a letto con un amaro in gola che li terrà svegli a guardare il soffitto.&lt;br /&gt;Domani potrebbe essere la domenica pomeriggio più dolce che ci si possa aspettare – quella dove capisci che la gente funziona e che non ha bisogno della Polizia ma solo di parlare.&lt;br /&gt;Ti prego, fai in modo che lo sia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7269116483965691283?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7269116483965691283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7269116483965691283' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7269116483965691283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7269116483965691283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/05/chi-ha-rubato-una-giacca-dei-ministri.html' title='A chi ha rubato una giacca dei Ministri.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3224885420504821545</id><published>2009-05-12T18:05:00.000+02:00</published><updated>2009-05-13T11:14:37.453+02:00</updated><title type='text'>Parigi val bene una bomba.</title><content type='html'>Puzzo di scarpe. Annusavo il corriere omaggio sicuro non venisse da me. &lt;br /&gt;Cielo epico, atlantico. Cielo per rivoluzioni, per eroi popolari vestiti di cenci. &lt;br /&gt;La negra dietro di me sa di fragola sintetica.&lt;br /&gt;Le nostre automobili sono sempre più laviche, colate di metallo senza giunture.&lt;br /&gt;Il motore dell'aereo invece è tutto un rammendo. Lo si rispetta come i giocattoli di latta, ma si fa fatica a immaginarlo reduce da chissà quali test, revisioni e gallerie del vento.&lt;br /&gt;Telefoniamo da astronauti e voliamo da pakistani.&lt;br /&gt;Arrivare nelle città dagli aeroporti. Pianure odiose già prima che parta l'applauso dei burini. Scendi. Grigio audi azzurro banca mouquette strappata alle pizzerie in franchising tubature chic a vista sedili scomodi come il futuro tempi inutili toblerone facce da figli di puttana puttane coi figli annoiati saponi scadenti spumosi schiumosi come l'acqua dei lavandini a fotocellula bombe che nessuno trova e forse ma solo forse qualcuno cerca. &lt;br /&gt;Si prendono treni, navette, shuttle, metropolitane e corriere che puzzano di sedili. &lt;br /&gt;Si tenta una diagnosi sullo stato del paese e della regione dalla condizione degli stessi, e da quanto i sedili sono in orario. &lt;br /&gt;Si guarda fuori dal finestrino e ci si lascia tutto alle spalle, come si stesse scartando in fretta un regalo con decine di strati di carta, ansiosi di scoprire cosa nascondono.&lt;br /&gt;Il fulcro è il guscio di un animale morto.&lt;br /&gt;Il centro storico, quello che la città era.&lt;br /&gt;Finché non si è arrivati all'epicentro di tutto quel cemento, alla luce del quale tutto il resto è prescindibile emanazione, non ci si sbilancia, si evitano sentenze.&lt;br /&gt;Da venti minuti mi passano a fianco binari, cemento, vetri rotti, cavi, senegalese che corre, palo, casa, parcheggio, campetti, dappertutto posti dove nasconderei cadaveri. &lt;br /&gt;Lo fanno apposta, vogliono che Notredame mi appaia più splendente di quanto già è. Eppure. &lt;br /&gt;Negli interstizi lungo i tratti sotterranei della metro non c'è un centimetro libero dalle bombolette. Grotte affrescate che nessuno vedrà mai abitare. Però qualcuno ci arriva lì sotto.&lt;br /&gt;Eccoli gli eroi che il nuvolare atlantico cercava. Si fermava davanti a ciò che per noi ha a fatica la dignità per scorreci accanto.&lt;br /&gt;Lo facciano senza avere un'idea del perché o con una consapevolezza del prima, del dopo e del mentre, sono l'unico segno di vita da De Gaulle a Notredame. &lt;br /&gt;Non che a Notredame ci sia vita, per carità.&lt;br /&gt;Locali zeppi di gente che cerca buone ragioni per essere in ritardo, gli ultimi due bicchieri già bevuti col cappotto addosso - condendo di commiati conversazioni che per altro non andavano da nessuna parte.&lt;br /&gt;Quando ripasserò sei ore dopo, saranno ancora lì. Impossibile tentare di capire se sono gli stessi. &lt;br /&gt;E tutto sommato inutile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3224885420504821545?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3224885420504821545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3224885420504821545' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3224885420504821545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3224885420504821545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/05/parigi-val-bene-una-bomba.html' title='Parigi val bene una bomba.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3691375913581387047</id><published>2009-05-06T02:44:00.000+02:00</published><updated>2009-05-06T02:46:26.720+02:00</updated><title type='text'>Appunti Piazza Leonardo Da Vinci + Via Farini 59</title><content type='html'>Gli alberi sono mostruosi, sono alieni che infestano lentamente - così lentamente che non ci accorgiamo di nulla.&lt;br /&gt;Dietro, la mia scuola (ricordi in ordine di apparizione: cortile, maestre chiamate per nome, gol di testa in tuffo su cemento, pane e cioccolato nella merenda del doposcuola quando faceva buio).&lt;br /&gt;Sole che rimani in maglietta e pensi che potresti vivere con ancor meno di quello che già.&lt;br /&gt;Tradotto: non ho un lavoro, e quando sei al parco a quest'ora sei in mezzo ad altri che non ce l'hanno ancora o non più o mai. Tradotto: ora cammino fino alla frontiera con la Svizzera e continuo a camminare e aspetto che qualcuno mi dica qualcosa.&lt;br /&gt;Il fatto è che io non sono italiano. E non sono nato dopo Galileo, e non sono cristiano e non ho debiti con gli affreschi e i palazzi vecchi.&lt;br /&gt;Io non ho il dovere di sapere nulla. Io faccio promesse, prometto di essere in un posto o nell'altro ogni giorno.&lt;br /&gt;Punto.&lt;br /&gt;Questa sera si parlava di guerra fredda e di come si sgancia una bomba atomica (si pensava: cadrà giù come un vaso) e intanto le spore schivavano i lampioni travestite da effetto speciale.&lt;br /&gt;Poi torni a casa, trovi per strada un asino di peluche a dondolo pronto ad essere rapito dall'Amsa, lo porti su, aggiorni il blog e ti chiedi perché, mentre pensi a scavalcare le dogane, ancora ti fermi a raccogliere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3691375913581387047?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3691375913581387047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3691375913581387047' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3691375913581387047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3691375913581387047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/05/appunti-piazza-leonardo-da-vinci-via.html' title='Appunti Piazza Leonardo Da Vinci + Via Farini 59'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-254739749925644962</id><published>2009-05-05T01:58:00.000+02:00</published><updated>2009-05-05T02:00:58.772+02:00</updated><title type='text'>appunti sulla milanovenezia #1</title><content type='html'>I cartelli dell'autostrada sono prati. Lunghi fili tra i tralicci e morbidi.&lt;br /&gt;Il mondo fuori va a centotrentaallora e può venirci addosso. Tutto va a centrotentallora, anche i bambini che mangiano il gelato e il gelato che fanno cadere.&lt;br /&gt;Cambiare le gomme alle autogrigie fa male alle gomme.&lt;br /&gt;I pullman dell'esercito sono verde militare. Ma qui non esistono boschi così verdi e non esistono boschi verdi così.&lt;br /&gt;Riusciranno a mimetizzarsi solo tra altri veicoli militari. &lt;br /&gt;E infatti lì vanno e da lì vengono. Portare un enorme semaforo sopra un cavalcavia e accenderlo. Cosa ti possono fare? &lt;br /&gt;Tutti si fermeranno e scopriranno perché la gente fa i pic-nic di fianco alle autostrade. Metteremo il freno a mano e si andrà nelle case di chi vive di fianco alle autostrade per scoprire come si vive nelle case di fianco alle autostrade. &lt;br /&gt;Ma perché tutti possano sentire, tutti dovrebbero fermarsi - e nessuno sentirebbe più niente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-254739749925644962?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/254739749925644962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=254739749925644962' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/254739749925644962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/254739749925644962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/05/appunti-sulla-milanovenezia-1.html' title='appunti sulla milanovenezia #1'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-8021533334272913792</id><published>2009-04-08T15:58:00.000+02:00</published><updated>2009-04-08T16:00:59.187+02:00</updated><title type='text'>Blu Tormentone</title><content type='html'>(già pubblicato come editoriale sul portale di Alice. Però - povero - mica poteva rimaner fuori dal bloggone ministrico)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il frigo dei gelati c’è quello che è rimasto. &lt;br /&gt;Bar della spiaggia, saltellare sulla sabbia quanto cazzo scotta, a me prendi un ghiacciolo blu, il calcetto e quelli che non lo lasciano mai. Cosa ci faccio qui, dove sono le mie vacanze verità radical sob? Eppure.&lt;br /&gt;Facciamo che me la godo. Birra, tavolo, sizza – questa sì che é.&lt;br /&gt;Sedicenne con perizoma ho capito cosa vuol dire perizoma (avràdodiciannni, avrà).&lt;br /&gt;Avrà quando? Continuo a guardarmi intorno: parete patatine con ultimi ritrovati nel campo delle, pazzol babbol, compagnia del luogo di ragazzi abbronzati da Aprile che sembrano conoscere perizoma di cui sopra.&lt;br /&gt;E io sono nel quadro. Da fuori: studente milanese, sovrappeso, scottato spalle, possibilità farsi offrire bere, battere a calcetto, vendere fumaccio. D’improvviso.&lt;br /&gt;La radio, il tormentone. Barista alza commentando bella questa. Si agita il perizoma, vocio dei paesani, si muove persino il culo di quella (quello?) a pazzol babbol.&lt;br /&gt;Ma il video l’hai visto/guarda che è il remics di un pezzo vecchio/io il balletto lo so tutto/gente che canta/gente che canta. Taccio.&lt;br /&gt;Io l’ho visto il video, no non è un remix, è una mezza porcata di pop spagnolo che solo gli spagnoli riescono a far peggio di noi (cazzo: la strofa non mi dispiace).&lt;br /&gt;Occhi bassi, passerà. Ma nel baretto funziona tutto meglio, per tre minuti due secondi radio edit version. Gente che si canta in faccia, perizoma balla con vero trasporto (tra due settimane l’estate sgocciolerà e lei tornerà qui e ballerà sul tormentone e sarà già triste). Che faccio.&lt;br /&gt;Avessi con me un libro di Proust, potrei almeno fare lo stronzo. Ma forse lo sembro già stando zitto.Fa cagare questa birra. E fa un caldo del cazzo, in spiaggia non c’è niente da fare, lo sapevo che non. Torno agli asciugamani. I miei amici sono degli alternativi (così si parlava quindici estati fa). Mi daranno un’alternativa, a spiaggia-perizoma-tormentone. Un’alternativa. E invece: 4 corpi stesi al sole, sei cuffie, i loro i nostri tormentoni, nessuno che canta, che balli figurati, trampo’ andiamo a fare il bagno.&lt;br /&gt;Cazzo, ora torno indietro e dico: c’è un’alternativa a questo bar e a questa musica e al senso di vuoto che tra un mese vi assalirà. C’è un’alternativa e NON è quella dei miei amici. C’è un’alternativa e non so ancora qual è.&lt;br /&gt;Forse è costruire un altro bar allegro come lo è questo adesso.&lt;br /&gt;No, quello blu non c’era.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-8021533334272913792?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/8021533334272913792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=8021533334272913792' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8021533334272913792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8021533334272913792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/04/blu-tormentone.html' title='Blu Tormentone'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-2748230026822474620</id><published>2009-03-04T21:11:00.000+01:00</published><updated>2009-03-04T21:21:33.565+01:00</updated><title type='text'>La Casa Brucia</title><content type='html'>Era scritto su un muro della Sorbonne nel 68. Dice tutto.&lt;br /&gt;Se scrivessimo sui muri anche noi invece che scrivere canzoni sarebbe durata un attimo.&lt;br /&gt;E invece.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'odore che si respira adesso per strada è quello che si respira a casa delle nonne che non si sopportano (di solito, almeno una delle due).&lt;br /&gt;Di quelle coi centrotavola col vassoio silver di caramelle al miele.&lt;br /&gt;E infatti la nonna è là fuori.&lt;br /&gt;E' la sala da bingo che ti apre sotto casa, il cartellone sei per dieci che ti invita a scommettere (cito: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;A Natale sono tutti più buoni, alcuni più ricchi&lt;/span&gt; - complimenti davvero), la parata dell'esercito, il cerone, il rossetto, le pubblicità con Manuela Arcuri, le vecchie coi capelli blu, duemila universitari che cantano a squarciagola com'è bello far l'amore da Trieste in giù,la gente persa davanti ai videopoker mentre prendi il cappuccio e ti dimentichi che lo stato guadagna anche sui quei quattro disperati,Tiziana Maiolo, le trasmissioni in cui il conduttore è in giacca e cravatta e quella che gli sta a fianco è in bikini e non capisci chi dei due ha sbagliato a vestirsi prima di uscire di casa.&lt;br /&gt;Il basso impero è un progetto, non un'eventualità.&lt;br /&gt;La Casa Brucia è un lampione rotto con la fionda, è una tag sul citofono.&lt;br /&gt;Prima di riempirsi la bocca di grandi battaglie, sarebbe bello vedere un po' di onestà e coraggio in quelle più piccole.&lt;br /&gt;Alzare la voce prima di alzare le mani, ché lo zucchero nella benzina fa più danni di un fiammifero.&lt;br /&gt;Dubito che qualcuno possa usare il pezzo come colonna sonora per bruciare qualcosa - ma per svegliare i vicini va benissimo.&lt;br /&gt;A un nostro concerto qualcuno ha detto:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;I vecchi bisognerebbe ucciderli da piccoli&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quotiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB. Il tema iniziale a tre voci - suonato con un solo dito (per volta) - è una rivisitazione del Pinocchio di Comencini.&lt;br /&gt;Ci faceva venire in mente le guardie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2748230026822474620?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2748230026822474620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2748230026822474620' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2748230026822474620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2748230026822474620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/03/la-casa-brucia.html' title='La Casa Brucia'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1720130143446258455</id><published>2009-03-01T12:10:00.000+01:00</published><updated>2009-03-01T12:12:25.670+01:00</updated><title type='text'>Diritto al Tetto</title><content type='html'>Mio fratello lavorava al Sert.&lt;br /&gt;Ogni sera arrivava a casa con storie di poveri diavoli sospesi ai confini della società, orbitanti attorno alla stazione per una dose di eroina (cinque euro in zona centrale, meno di un big mac menu).&lt;br /&gt;Tra gli altri, c'era un clochard con problemi (tra gli altri) di alcolismo.&lt;br /&gt;Capita che un giorno viene beccato a rubare non si sa bene quale inezia.&lt;br /&gt;Viene processato e messo agli arresti domiciliari.&lt;br /&gt;Sorpresa: il domicilio non c'è. E le carceri son piene.&lt;br /&gt;Ecco dunque che il nostro eroe viene sistemato su una panchina – in Piazza Ferravilla, per la cronaca – e su quella deve farsi trovare per i 365 giorni consecutivi. A qualsiasi ora, con qualsiasi tempo.&lt;br /&gt;Come un normale arresto domiciliare.&lt;br /&gt;Solo che lì mancava il tetto.&lt;br /&gt;Un giorno come un altro, il Nostro deve fare quella grossa e si rintana dietro a un cespuglio per depositare.&lt;br /&gt;Qualche metro più in là passano le guardie.&lt;br /&gt;Trovano la panchina vuota.&lt;br /&gt;Tirano dritto.&lt;br /&gt;Il giorno dopo tornano e lo arrestano.&lt;br /&gt;Il problema non è solo il diritto al tetto, ma anche il diritto a non averne uno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1720130143446258455?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1720130143446258455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1720130143446258455' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1720130143446258455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1720130143446258455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/03/diritto-al-tetto.html' title='Diritto al Tetto'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-8725240316260542894</id><published>2009-02-26T10:49:00.000+01:00</published><updated>2009-02-26T10:52:17.771+01:00</updated><title type='text'>Bevo</title><content type='html'>Prendete due paesini di venti case ciascuno. Uno ha il fruttivendolo e l'ambulatorio medico l'altro ha il bar.&lt;br /&gt;Quale dei due è frazione dell'altro? La risposta è ovvia. Viene riassunta spesso nel ritornello "Perchè in Italia l'alcol è cultura".&lt;br /&gt;No, l'alcol è una sostanza. Una droga, per usare la terminologia di chi ha paura delle sostanze.&lt;br /&gt;E inebriarsi con le sostanze non è cultura, è natura.&lt;br /&gt;Bevo perché mi piacciono gli effetti dell'alcool, diciamolo.&lt;br /&gt;E diciamo anche che l'orologio dell'Italia è mosso dall'alcol stesso: uscire la sera coincide col consumare collettivamente alcol e qualsiasi rito o festeggiamento ne prevede l'assunzione - dalla messa alla laurea.&lt;br /&gt;Quindi, si beve e nessuno si chiede perché. Poi ci si schianta e tutti si chiedono perché.&lt;br /&gt;In un paese in cui tutti la sera bevono, sai che sorpresa trovare dell'alcol nel sangue.&lt;br /&gt;Se esco non posso far altro che bere. Se bevo credo di poter far tutto, anche mettermi al volante.&lt;br /&gt;Guarda che t'ammazzi - mi dicono le pubblicità progresso - fatte probabilmente coi soldi che lo stato guadagna su ogni singola bottiglia d'alcol venduta. E mi dicono fai guidare qualcunaltro. Come dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ciccio, la soluzione trovatela tu&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;noi di mestiere facciamo le multe, contiamo i morti e facciamo monopoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma il senso della misura non è cosa che abbia a che fare con questo mondo: chi vende alcol vuole che se ne venda sempre di più e non riuscirà mai a essere credibile nel dirmi "bevi il giusto". E così tutti lo bevono, tutti lo spacciano (impossibile trovare un prodotto meglio distribuito: dal bar sotto casa che dispensa bianchini, ai grandi sponsor alcolici che amano accapparrarsi i festival e gli eventi con target 14-20), tutti prima o poi si schianteranno.&lt;br /&gt;Smettere di bere non è la soluzione, smettere di bere è la scelta di chi in fin dei conti non ama bere.&lt;br /&gt;I Ministri bevono e lo dicono nel pezzo almeno un centinaio di volte. Spesso hanno guidato - come quasi tutti - ubriachi o alticci.&lt;br /&gt;Spesso si sono chiesti perché avessero bevuto così tanto. Ma i Ministri nella vita non fanno soldi con l'alcol.&lt;br /&gt;Chi li fa, corra ai ripari, se qualcuno davvero vuole riparare qualcosa.&lt;br /&gt;Niente più modelle con ombelichi tappati e niente più macchine accartocciate: al loro posto grossi pullman della Campari, Molinari, Absolut che riportino a casa tutti quelli che non riescono più a guidare. Pullman pieni zeppi di gente ubriaca che urla, canta, scopa tra i sedili e si abbraccia.&lt;br /&gt;Sarebbe uno spettacolo orribile, ma finalmente onesto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-8725240316260542894?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/8725240316260542894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=8725240316260542894' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8725240316260542894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8725240316260542894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/02/bevo.html' title='Bevo'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3353525754776271924</id><published>2009-02-23T21:30:00.000+01:00</published><updated>2009-02-23T21:36:32.661+01:00</updated><title type='text'>Il Bel Canto</title><content type='html'>Il Bel Canto è un flusso di coscienza. E' chiedersi se un bivio ci sia&lt;br /&gt;mai stato - o se la volontà non sia che il fantasma tardivo di&lt;br /&gt;meccanismi inevitabili. Le parole mischiano la mia realtà di ogni giorno, con la realtà di qualsiasi mio coetaneo - e nello scoprirle così sorprendentemente simili c'è molto dello stupore del pezzo. Che è nato in Italia: in altri paesi avrebbe avuto altre parole.&lt;br /&gt;Parafrasando liberamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo un letto a soppalco dell'Ikea, per cambiarlo aspettavo che crollasse. Come un figlio: se ne avrò uno, difficile che l'abbia scelto.Mi crollerà addosso.&lt;br /&gt;Ho chiuso con te perché ci volevamo bene e non riuscivamo a darcene.&lt;br /&gt;E perché a Milano gli innamorati passeggiano tra le corsie della Fnac - e NON è la stessa cosa.&lt;br /&gt;Suono la chitarra da quando ho 14 anni e non ho mai dico mai suonato un pezzo di Battisti. Come uno stalinista che dava del fascista a chicantasse Non è francesca. Battisti è una vittima innocente, ma il recupero, il riabilitare tutto ciò che la sinistra aveva - con modi fascisti - vietato, ha riportato in vita la Rettore, la Carrà e sabrina Salerno, tenendo altresì in vita gente come Guccini o De Gregori - neo-skipper con la barba da anarchici.E mentre si riaprono le tombe, si prepara quella del Pianeta e la si riempie di fiori. Perché la gente vuole sentire parlar dell'ambiente - degli alberi che muoiono, dell'ozono col buco e della terra che sta male.&lt;br /&gt;La terra. Ma la terra sta benone. &lt;br /&gt;La terra è un sasso allagato: si ghiaccerà, si ustionerà, esploderà o ridiventerà piatta.&lt;br /&gt;Chissenefrega. La terra è una scusa.Chissenefrega, quindi mi drogo. E alla frontiera mi fanno tirar giù le mutande per vedere se mi credo così furbo. Ma non scherziamo:guardatemi in faccia, sarei io il vostro uomo? Anche Mondo Marcio capirebbe che sono cresciuto sul parquet. E allora cosa? E allora, cherchez la femme. Che, portato a un livello governativo, vuol dire che vi va benissimo che mi drogo e ho paura quando vi vedo. Meglio di certo che se non mi drogassi affatto.E vi va bene anche che io sia cresciuto con la pornografia - che è istinto senza desiderio. Come quello che ho quando entro (entravo) in un negozio di dischi e ne uscivo con qualcosa in mano. Perché cazzo ho comprato un disco dei Linkin Park? Perché ho voglia di comprare, del gesto, di pagare, di placarmi.E così l'alcol, che è quella cosa che non devi bere prima di guidare ma che DEVI bere in qualsiasi altro momento.Finisce che il mio gruppo indie firma per una major e mi metto il cuore in pace. E infatti. Avevamo scelto noi come vestirci, ora ci vestiranno loro.E torneremo a casa con meno preoccupazioni, torneremo a cucire davanti alla tv - torneremo a studiare economia domestica.Si finisce urlando, ma mica perché si è capito qualcosa. Solo perché il nostro modo di esprimerci - anche nel dissenso - non può che avere le stesse forme della realtà. E così vedi quelli di 15 anni che aprono quindici finestre sullo schermo del portatile e stanno dietro a quindici conversazioni diverse.Perché Alberto Sordi ce lo meritiamo - urlava Moretti, come a dire che la massima rappresentazione che l'Italia ha raggiunto di sè stessa è la mediocrità.Falso, la massima espressione sono le stragi. Ovvero mediocrità+mafia+la paura di non riuscire a reggere una guerra civile. O più semplicemente, non decidere mai. Guardarsi indietro e dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;era quello il momento di rispondere&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3353525754776271924?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3353525754776271924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3353525754776271924' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3353525754776271924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3353525754776271924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/02/il-bel-canto.html' title='Il Bel Canto'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3961972467961044509</id><published>2009-02-19T16:46:00.000+01:00</published><updated>2009-02-19T16:48:34.867+01:00</updated><title type='text'>Vicenza (la voglio anch'io una base a)</title><content type='html'>Mancano 300 giorni, 22 ore, 37 minuti e 22 secondi.&lt;br /&gt;Ora più secondo meno, così recitava il timer di Trenitalia eretto come&lt;br /&gt;un'Ara Pacis davanti a Stazione Centrale.&lt;br /&gt;L'evento che fa da zero a quel tuttora in corso conto alla rovescia è&lt;br /&gt;scritto sopra a chiare lettere.&lt;br /&gt;Soltanto un'ora in treno da Milano a Bologna.&lt;br /&gt;Bella, ci metto mezzora in meno.&lt;br /&gt;Quindi il punto è metterci meno.&lt;br /&gt;Anzi, metterci sempre meno.&lt;br /&gt;Tra cinque anni ci metteremo mezzora, tra dieci basteranno dieci minuti.&lt;br /&gt;Ma quando il tempo per raggiungere Bologna sarà trascurabile, quando&lt;br /&gt;sarà prossimo allo zero, che senso avrà andare a Bologna?&lt;br /&gt;Per mangiare i tortellini, dirà qualcuno.&lt;br /&gt;Ennò.&lt;br /&gt;Perché anche i tortellini - per fare da Bologna a Milano - ci&lt;br /&gt;metteranno un secondo.&lt;br /&gt;Finirà che si sposteranno solo le merci - e noi rimarremo immobili.&lt;br /&gt;Il che già succede.&lt;br /&gt;Prima andavi a comprare il pane da una parte e il prosciutto&lt;br /&gt;dall'altra, ora entri all'ipercoop o chi per esso - e ci trovi anche&lt;br /&gt;il prete per sposarti.&lt;br /&gt;Opporsi a questo modo di produzione è un'impresa titanica.&lt;br /&gt;E' come avere l'influenza, non riuscire ad alzarsi dal letto e dover&lt;br /&gt;scegliere le marche dell'antibiotico in base ai dettami di Naomi&lt;br /&gt;Klein.&lt;br /&gt;Chi non regge a questo catechismo no-global (cioè quasi tutti, noi&lt;br /&gt;spesso compresi) si ritrova pian piano a funzionare secondo le stesse&lt;br /&gt;logiche.&lt;br /&gt;Si ritrova a volere anche lui una base a vicenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3961972467961044509?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3961972467961044509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3961972467961044509' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3961972467961044509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3961972467961044509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/02/vicenza-la-voglio-anchio-una-base.html' title='Vicenza (la voglio anch&apos;io una base a)'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7199755279693744572</id><published>2009-02-16T01:43:00.000+01:00</published><updated>2009-02-16T01:45:45.723+01:00</updated><title type='text'>E Se Poi Si Spegne Tutto</title><content type='html'>Da piccolo vedevo i cani-lupo e chiedevo ma i lupi-lupi come sono&lt;br /&gt;fatti? Mi dicevano che erano molto diversi, ma che non ce n'erano più.Ne vidi uno in Toscana, in un quasi zoo: era magro e smunto, stava in piedi a fatica. Ma era un lupo, cazzo.&lt;br /&gt;La mia idea di catastrofe energetica, del giorno in cui si spegnerà tutto, è più o meno così: desolazione e lupi - magri e incazzati. Ci troveremo lì io e te -chiunque tu sia, ma a occhio sarai una che neanche sa accendere il gas - a dover accendere il fuoco per tenerli lontani. Non avrai più telefonino o bilancia, avrai una faccia orribile e dolori in posti che non sapevi. Ti farai il bagno in un laghetto e ti si attaccheranno addosso le sanguisughe - altro animale mitico per chi è cresciuto in città. Saremo tutti sparsi e malati, nulla di ciò che conta ora conterà. Col tempo riusciremo a ritrovarci, a riunirci. E a sentirci bene nel sentirci l'uno uguale all'altro. Poi forse tutto degenererà di nuovo, con gli stessi tempi e modi di come è stato. Ma forse no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7199755279693744572?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7199755279693744572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7199755279693744572' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7199755279693744572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7199755279693744572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/02/e-se-poi-si-spegne-tutto.html' title='E Se Poi Si Spegne Tutto'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3833307113738494060</id><published>2009-02-10T10:38:00.000+01:00</published><updated>2009-02-10T10:39:44.073+01:00</updated><title type='text'>Il futuro è una trappola</title><content type='html'>Lasciare accese le luci è una rivincita contro le pantere, &lt;br /&gt;i coccodrilli sotto la palafitta e qualsiasi altra maledetta creatura ci abbia minacciato dalla creazione a sei secoli fa.&lt;br /&gt;Questo volevamo: far noi la luce, deciderla, disporne.&lt;br /&gt;Piegare la natura.&lt;br /&gt;Ovvio che ora sia diventata pigrizia - perché la pigrizia altro non è che abitudine al potere.&lt;br /&gt;Le lasci accese, tua madre impreca perchè quando-andrai-a-vivere-da-solo-e-la.pagherai-tu-la-luce-voglio-vedere-se.&lt;br /&gt;Vai a vivere da solo e continui a lasciarle accese.&lt;br /&gt;E dici credevo di non essere l'ultimo.&lt;br /&gt;Che poi è quello che ci dicono ora: risparmia perché verrà qualcuno dopo di te - e avrà bisogno di luce come te.&lt;br /&gt;Come dire che lo scopo del mondo è di farlo durare. &lt;br /&gt;Anzi, il nostro scopo.&lt;br /&gt;Perché quello di chi ci ha preceduto era un altro.&lt;br /&gt;Ma nessuno di loro dice ho sbagliato. Si dice solo pensate al vostro futuro.&lt;br /&gt;Te lo dicono quelli che per ogni concerto di merda che organizzano riforestano un pezzo di sudamerica (dove magari si sentono già abbastanza forestati per i cazzi loro). Pensate al vostro futuro.&lt;br /&gt;Ma il futuro l'avete inventato voi - l'avete inventato e distrutto voi.&lt;br /&gt;Io accetto di sentirmi dire spegni la luce solo da chi le luci le ha sempre spente per davvero.&lt;br /&gt;Come mia madre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3833307113738494060?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3833307113738494060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3833307113738494060' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3833307113738494060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3833307113738494060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/02/il-futuro-e-una-trappola.html' title='Il futuro è una trappola'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-7117653748497870156</id><published>2009-02-06T20:42:00.000+01:00</published><updated>2009-02-06T20:45:05.110+01:00</updated><title type='text'>La Faccia Di Briatore</title><content type='html'>Ai giornali servono le facce. &lt;br /&gt;Per dieci pagine di pubblicità vendute,ce ne devono essere quindici di facce.&lt;br /&gt;Il dominio della faccia è così clamoroso che il primo vero richiamo attrattivo delle riviste con le foto di paparazzi è quello di vedere finalmente i corpi, le schiene, le ginocchia, i piedi - non più solo le facce.&lt;br /&gt;E i corpi sono spesso umani, terribili.&lt;br /&gt;Come il corpo di Briatore - un panzone coi capelli bianchi che potrebbe tranquillamente essere il tuo tabaccaio.&lt;br /&gt;Eppure la faccia di Briatore funziona.&lt;br /&gt;Anche se tutti sanno come imperfettamente prosegua sotto.&lt;br /&gt;Perchè.&lt;br /&gt;Perchè nessuno si ricorda una sola frase, un gesto, una parola,&lt;br /&gt;un'azione di Briatore: ma tutti se lo ricordano con al fianco incredibili e indiscutibili figone.&lt;br /&gt;Come dire che la faccia di Briatore, prima di piacere, è già piaciuta.&lt;br /&gt;Questa è la sua forza: aver già dimostrato di funzionare, prima di essere messa sul giornale.&lt;br /&gt;Cosicché, una volta che te la trovi davanti, pensi questa faccia funziona - che sembra un giudizio, e invece è solo un assenso.&lt;br /&gt;I molti soldi che di certo ha non responsabili della sua popolarità se non per l'investimento iniziale - ossia l'aver di fianco le figone.&lt;br /&gt;D'altra parte, chi altri si potrebbe mai proporre?&lt;br /&gt;Chi altro sarebbe così indiscutibilmente adatto per stare su una copertina?&lt;br /&gt;Indiscutibilmente, perché il vero effetto che fa Briatore è di rendere inutile ogni discussione.&lt;br /&gt;La gente non aspetta altro che il non dover più discutere.&lt;br /&gt;I giornali e chi ci mette la pubblicità non chiedono altro che la&lt;br /&gt;gente smetta di discutere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-7117653748497870156?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/7117653748497870156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=7117653748497870156' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7117653748497870156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/7117653748497870156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/02/la-faccia-di-briatore.html' title='La Faccia Di Briatore'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-8146317613281242618</id><published>2009-01-28T14:06:00.000+01:00</published><updated>2009-01-28T14:08:01.376+01:00</updated><title type='text'>Mangiare insieme.</title><content type='html'>Perché dobbiamo mangiare insieme?&lt;br /&gt;Mi alzo da tavola e alzo la voce.&lt;br /&gt;La domanda è spudorata, la risposta è nota - ed è noto che convenga non dirla.&lt;br /&gt;Si mangia insieme, punto.&lt;br /&gt;Come leoni che dilaniano una gazzella, come le anatre che si azzuffano, come gli elefanti e le formiche.&lt;br /&gt;Si mangia per sopravvivere, si mangia insieme per sopravvivere insieme.&lt;br /&gt;Si resiste, insomma.&lt;br /&gt;Lo dice la tavola apparecchiata: il pasto cristiano è a numero chiuso.&lt;br /&gt;Al centro non c'è la gazzella, ma attorno bisognerà sembrar leoni.&lt;br /&gt;Perché là fuori altre famiglie hanno apparecchiato e altre famiglie tentano di tenere insieme i pezzi.&lt;br /&gt;Teniamo insieme i nostri. Da soli non riusciremmo a mangiare: troveremmo solo tavole già apparecchiate. &lt;br /&gt;Le direi di sedersi ma c'è da mangiare solo per noi.&lt;br /&gt;E così ci si riempie i bicchieri d'odio e li si butta giù col naso tappato, fino ad ubriacarsene e abbracciarsi quando è finalmente giunto il momento di tornare a casa.&lt;br /&gt;Quando hai otto anni incassi.&lt;br /&gt;Quando ne hai quindici o smetti di mangiare o bestemmi o incassi.&lt;br /&gt;Quando ne hai venti ti dicono che non vale la pena, che crescere vuol dire incassare.&lt;br /&gt;Quando ne hai molti di più, sei tu a dover dire&lt;br /&gt;sediamoci&lt;br /&gt;parliamo di qualcosaltro&lt;br /&gt;siamo a tavola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-8146317613281242618?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/8146317613281242618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=8146317613281242618' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8146317613281242618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/8146317613281242618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/01/mangiare-insieme.html' title='Mangiare insieme.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5270518294827711944</id><published>2009-01-23T01:33:00.000+01:00</published><updated>2009-01-23T01:36:34.213+01:00</updated><title type='text'>Grossi Insetti Dovunque</title><content type='html'>Gli scudi non ti stanno dicendo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;resisterò&lt;/span&gt;, né &lt;span style="font-style:italic;"&gt;attaccami&lt;/span&gt;: dicono &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non puoi nulla&lt;/span&gt;.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ti dicono il nome – perché era l’unico spazio rimasto per scrivercelo. Ovvero, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;carabinieri &lt;/span&gt;– in diagonale, come per un timido slancio futurista del designer antisommossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ce l’ho con te, pensi penseresti ne avessi di fronte solo uno. Ce l’ho con te tutti pensi. Bloccano la strada, proseguono con le spalle la facciata di un teatro abituato a veder vecchie impellicciate la sera e vecchie impellicciate – ma dell’unica che hanno - la mattina.                                             &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivo che non si vedono che loro. C’è il sole, abbastanza da far brillare i caschi e rinunciare a contarli. Fatemi passare quello è mio figlio non funziona. Dietro di loro ce ne sono solo altri e altri e altri e il Conchetta ferito e altri. La kefiah basta a evitare confusioni sulla natura del mio sguardo. E poi guarda che capelli lunghi ha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul loro c’è scritto noi – semplicemente – abbiamo le armi. Punto. Tutto qui. E tu non sei un’arma, sei un corpo che si può trascinare per terra senza che vengano fuori i lividi. Faccio il giro. Dall’altra parte sono siamo in tanti, e loro pure. Muoviamoci. E muovendosi ci si sente valanghe che ingrassano di metro in metro. Fermi le macchine e sorridi, ti senti in mezzo a un branco di deficienti che hanno finalmente imparato a far le bolle di sapone e ne fai tante da intasare i motori degli aerei e farli crollare nell’oceano. Anche perché il misto di serietà e gioia che ti fa sentire così bello, da fuorideve sembrare pericoloso. Siamo un’arma, finalmente.                                                                                                       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In via Vigevano tentano il sorpasso sulla destra, correndo goffi sul marciapiede – appena ingobbiti come bambini che giocando a sparviero credono ricurvi d’esser più rapidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono finalmente meno. Gli insulti si fanno personali, perché si vedono le facce – e se fossero abbastanza scoperti da svelare difetti fisicie malformazioni non esiteresti ad approfittarne.  Si battono i piedi e a tempo li vedi tremare coi loro begli scudi firmati. L’odio il mio il nostro funziona solo quando ne hai davanti di più. Ora è già diventato altro. E’ potere, e credi di poterlo maneggiare – perché hai visto quanto logora. Qualcuno conferma il contrario e già pensi al peggio quando il nemico al fine si rimpolpa, e di nuovo ritorni minoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemico perché in fin dei conti gioco è. Da dove la vuoi guardare, sei cresciuto trattenendoti dal tirar le cose a tavola – perché gliadulti sono tali prima di tutto perché non si tirano le cose. E invece qui tutti si tirano/tirerebbero le cose. Quindi loro SONO il nemico. E vaffanculo.Tu ti muovi e loro ti seguono come grossi insetti. Per lunghissimi attimi è esattamente così. Seguono lunghe sbronze di civilismo, di sentirsi cittadini –e ci si rimbocca la tunica come chi sta andando a deliberare nella boulé. Che dovrebbe essere insieme punto di partenza e di arrivo della Storia Nostra. Ma dove comincia la ragione qualcos'altro è finito. E sei di nuovo uno, gli altri sono altri e non vedi più trecento cuori – vedi trecento orgogli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5270518294827711944?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5270518294827711944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5270518294827711944' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5270518294827711944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5270518294827711944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2009/01/grossi-insetti-dovunque.html' title='Grossi Insetti Dovunque'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1724896786931288000</id><published>2008-11-05T09:22:00.000+01:00</published><updated>2008-11-05T09:45:04.815+01:00</updated><title type='text'>Il nostro Obama</title><content type='html'>Nella notte del trionfo di Obama - capace di avere la meglio addirittura su Alfredo McCain, uno dei barili per aringhe più carismatici del mondo - rischiamo di perdere di vista l'ugualmente importante nomina del nuovo assessore alla cultura di Milano.&lt;br /&gt;Il vento è cambiato.&lt;br /&gt;E' finita l'era dei writer invitati a merenda a Palazzo Reale, sono finiti gli Sgarbi quotidiani alla nostra sete di sapere.&lt;br /&gt;Letizia ha scelto e la scelta di letizia ci riempie.&lt;br /&gt;Finazzer Flory è il suo nome. &lt;br /&gt;E anche se non sembra un nome, ma una marca di copriwater molto chic, saprà entrarci nel cuore - come quello di Obama è entrato nel cuore di milioni di americani.&lt;br /&gt;Torna la cultura, insomma. &lt;br /&gt;Quella vera: quella che si veste con la maglietta elastica nera a collo alto, quella con il teschio in una mano e Shakespeare nell'altra, la cultura fatta guardando l'orizzonte dalle scogliere, la cultura dai capelli brizzolati. &lt;br /&gt;Una cultura che non ha paura di affrontare il problema writer: se sapete trovarmi un'artista vero tra questi imbrattatori, gli faccio dipingere pure casa mia - è stata una delle prime uscite del nuovo beneamato assessore.&lt;br /&gt;Finny caro, non vediamo l'ora.&lt;br /&gt;Di entrarti in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/3005124942/" title="Finazzer Flory lug 08_pv by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3229/3005124942_66358bd1f6_o.jpg" width="370" height="556" alt="Finazzer Flory lug 08_pv" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1724896786931288000?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1724896786931288000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1724896786931288000' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1724896786931288000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1724896786931288000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/11/il-nostro-obama.html' title='Il nostro Obama'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-738336972596757229</id><published>2008-10-11T17:34:00.000+02:00</published><updated>2008-10-11T18:06:04.641+02:00</updated><title type='text'>Modelle - le apolidi del nuovo secolo</title><content type='html'>Nei tram milanesi ci sono tre uscite e un buco da cui entrano le modelle.&lt;br /&gt;Le modelle sono donne orribili e disoccupate: hanno bocche enormi, denti bianchissimi, e gambe sproporzionate.&lt;br /&gt;Quando salgono, tutti le guardano e dicono qualcosa a chi è accanto.&lt;br /&gt;E' impossibile abituarsi e pericoloso avvcinarsi. &lt;br /&gt;Ancora non si sa cosa potrebbe accadere violando deliberatamente il silenzio non scritto che si autoimpone ogni qualvolta una modella decide di turbare la quiete del tram.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima preoccupazione è di carattere educativo: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;come reagirebbe un bambino se vedesse un comune cittadino parlare con una modella?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nell'impietosa piramide sociale che tutti ci impila, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;nulla è al di sotto delle modelle&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - ancora oggi private del diritto di cittadinanza.&lt;br /&gt;Le poverette - condannate dalle loro malformazioni - faticano a confondersi tra la gente e sono costrette a dover contare su loro stesse, sempre e comunque.&lt;br /&gt;Non è raro vederne per le strade mentre tentano di venire a capo di una cartina della città, dopo aver tentato senza successo di ottenere informazioni dai passanti.&lt;br /&gt;Se possibile, è ancora più toccante vederle nutrirsi: con una mela e qualche sorso d'acqua sono capaci di sopravvivere una giornata intera - e le loro facce smunte sembrano non reagire neanche più alle abbuffate di pizze e focacce che le circondano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pietosamente, le case di moda hanno deciso da qualche decennio di usare le povere sventurate per la presentazione delle loro nuove collezioni.&lt;br /&gt;Un atto di beneficenza - del resto a tutt'oggi è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;l'unico lavoro&lt;/span&gt; al quale possano aspirare - che nasconde una precisa logica di marketing: il consumatore si convince della bellezza del vestito notando come riesca a far sembrare graziosa anche una di quelle orribili creature capaci di far calare il silenzio sui nostri mezzi pubblici.&lt;br /&gt;Ugualmente strumentale è l'abitudine dei grandi uomini d'affari di farsi vedere in compagnia di modelle nelle occasioni mondane - nel tentativo di promuovere un qualche altrimenti nascosto impegno nel sociale. &lt;br /&gt;Purtroppo, anche quando è loro permesso apparire in discutibili dimostrazioni di compassione - non è loro concessa la parola.&lt;br /&gt;Ci si limita a farle sorridere, per far sì che la gente da casa si spaventi e si commuova - davanti all'orrendo spettacolo di quelli orribili, enormi, bianchissimi denti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2931126251/" title="59801QWYV_w by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3064/2931126251_86e5597699_m.jpg" width="207" height="240" alt="59801QWYV_w" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-738336972596757229?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/738336972596757229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=738336972596757229' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/738336972596757229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/738336972596757229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/10/modelle-le-apolidi-del-nuovo-secolo.html' title='Modelle - le apolidi del nuovo secolo'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3064/2931126251_86e5597699_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-2623571548670207014</id><published>2008-10-09T17:47:00.000+02:00</published><updated>2008-10-09T18:15:44.438+02:00</updated><title type='text'>Formiche in casa.</title><content type='html'>Ho le formiche in casa. &lt;br /&gt;O meglio, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;le ho sempre avute&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Non te le danno con la casa, ma prima o poi appaiono. &lt;br /&gt;Ti scelgono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengono mandati piccoli gruppi in avanscoperta da un enorme formicaio centro metri sottoterra. Partono in una dozzina al massimo, a seconda della metratura della tua casa. &lt;br /&gt;Spetta a loro comunicare al comitato centrale quanto l'appartamento in questione sia idoneo all'apertura di un nuovo formicaio: detriti per terra, buchi nei muri, dieta dell'inquilino, disposizione dello stesso all'uso di prodotti chimici per gli insetti e viceversa sue possibili simpatie verso l'entomologia. &lt;br /&gt;I gruppi di perlustrazione sono facilmente individuabili. &lt;br /&gt;Capita infatti di imbattersi in una singola formica, sperduta nel mezzo del tuo tinello.&lt;br /&gt;Se la risparmi nella speranza di poterla seguire e individuare il formicaio, sei un ingenuo.&lt;br /&gt;Andrà invece alla sede centrale a dire &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ci stanno aspettando&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando finalmente avviene l'insediamento del formicaio, fanno di tutto perché tu te ne accorga, non rinunciando a vendersi bene.&lt;br /&gt;Invece di gettarsi in massa sul biscotto che da un mese giace sotto al tavolo della tua cucina, si fanno deliberatamente sgamare mentre camminano in colonna con fare disneyano lungo il muro. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ho le formiche in casa&lt;/span&gt; - penso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho messo una microcamera su una di loro - quella che rimaneva indietro nella fila  - per vedere cosa combinasse tutto il giorno. &lt;br /&gt;Ho guardato ieri sera i filmati raccolti in un mese di monitoraggio.&lt;br /&gt;Due palle. &lt;br /&gt;La formica si alza, rufola un po' nel formicaio senza un'apparente logica, esce che io sono già uscito, evita la mia stanza (come biasimarla), va in cucina, spera che io abbia fatto colazione, prende quello che riesce e torna alla casa base con umore variabile. &lt;br /&gt;Insieme a lei, centinaia di altre formiche.&lt;br /&gt;Non ci voleva un genio, ma sta di fatto che hanno capito che dalle 11 alle 17 in casa non c'è un'anima. Si muovono perciò in massa, oscurando le piastrelle e saltando sui divani. &lt;br /&gt;Il filmato continua: la formica, un volta nel suo cantuccio, pare indecisa se fare un salto a raccogliere resti di sigarette mezze aperte davanti alla tv o se andare a nanna.&lt;br /&gt;La registrazione si ferma allo scorso sabato sera: la formica, sicura di trovar la casa libera, esce, va in sala, mangia un pezzo di fumo rimasto nel tappeto, va in para e torna nel formicaio dicendo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mi stanno spiando, ne sono certa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Le altre, con un risolino, le mostrano la microcamera che si ritrova in mezzo alle antenne. &lt;br /&gt;Le immagini finiscono qui. &lt;br /&gt;Che tedio la vita delle formiche: alzarsi ogni giorno, andare a procacciarsi il cibo in un modo o nell'altro, tornare al formicaio, uscire la sera senza nessun motivo valido e scoprire che nonostante le tue giornate di merda c'è pure qualcuno che ti piazza addosso le telecamere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2926428125/" title="Formiche by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3113/2926428125_9a5db32069_m.jpg" width="240" height="180" alt="Formiche" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2623571548670207014?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2623571548670207014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2623571548670207014' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2623571548670207014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2623571548670207014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/10/ho-le-formiche-in-casa.html' title='Formiche in casa.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3113/2926428125_9a5db32069_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1237462242454854739</id><published>2008-10-06T11:19:00.000+02:00</published><updated>2008-10-06T12:49:15.070+02:00</updated><title type='text'>Prima che incominci il film - ovvero del mangiar cani e comprare diamanti</title><content type='html'>L'ottimismo incondizionato è una particolare disposizione del consumo: quando si spende, si difende ciò per cui i soldi sono stati spesi - più della propria madre minacciata dalle tigri.&lt;br /&gt;Prova ne sia l'ingiustificata speranza che si respira in una qualsiasi sala cinematografica prima della proiezione. &lt;br /&gt;Ti strappano il biglietto, ti fai largo tra quei meravigliosi e mai lavati tendaggi in velluto rosso e trovi posto (un tempo: ora te lo appioppano all'entrata - servizio inutile dato che il problema non è mai la distanza dallo schermo, ma sempre la crapa di quello davanti).&lt;br /&gt;E lì, una volta seduto, il miracolo. &lt;br /&gt;Puoi essere andato consapevolmente a vedere la peggiore delle stronzate, ma finché lo schermo non te lo ricorderà impietosamente, ti sembrerà di essere percorso appunto da un inspiegabile ottimismo - e anche se solo, ti rincuorerai dicendoti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;magari non è poi tanto male&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Specie se la sala non è completamente piena. &lt;br /&gt;Essere in cento in una sala da mille crea una sottile complicità tra i presenti: ognuno giustifica con la propria presenza la scelta dell'altro, legittimando il rischio e sottintendendo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;se fa davvero cagare, dimentichiamoci di essere stati qui&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Viceversa, quando si è in mille in una sala di mille vige una minore concordia - dato che nessuno ha il bisogno di un'altrui legittimazione. &lt;br /&gt;Anzi, i poveri di spirito si guardano dagli sguardi che sembrano dirti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tu sei qua per sentito dire&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Ma torniamo all'attesa.&lt;br /&gt;La suddetta benevola disposizione dello spirito - derivante appunto dal dovere di giustificare i soldi ormai già spesi - poteva forse sfuggire agli sciacalli del marketing, ai subliminalisti di professione?&lt;br /&gt;Mai sia. &lt;br /&gt;Ed eccoci arrivati al punto - l'affascinante sequela di trailer e pubblicità che cercano di farsi largo come tenie nel nostro bendisposto organismo. &lt;br /&gt;I pori sono aperti, entra tutto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Entrano i diamanti&lt;/span&gt; - che ti rinfacciano con lunghi e ambiziosi spot in bianco e nero, con voce off sussurrante, spalla di donna, promessa di uomo, strattone di quella che hai a fianco che dice una banalità da bar sull'intrinseco ed eterno valore dei diamanti. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E ci fai un pensierino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Entra la macchina sportiva&lt;/span&gt; - che ti mostrano snella e rapida su splendide strade tra i larici. E pensi che chi la sta guidando sta di certo andando a raggiungere una donna proibita in un cottage.&lt;br /&gt;Anzi, meglio, esce proprio da quel cottage dove l'ha appena soddisfatta, e ora gira per la brughiera sicuro della sua mascolinità e dei suoi tot cavalli.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;E ci fai un pensierino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Entra il prossimo indifendibile legal-thriller con Denzel Washington&lt;/span&gt; - con quei chilometrici trailer che ti presentano antefatto, svolgimento, montaggio frenetico di scene del probabile epilogo (con frammenti di: sesso, inseguimento, pistola, corsa, abbraccio, panorama, sesso, esplosione) con finale di titolone che spezza il climax. In tre minuti sai già tutto della sceneggiatura - e pure del finale perché già Denzel Washington non muore mai, figuriamoci in questi tempi di antirazzismo dilagante.&lt;br /&gt;Eppure, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ci fai un pensierino.&lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;Infine, se sei in un cinema padano, non potrai sfuggire alla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ca' Del Gulascia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Un ristorante tipicamente lumbard che per ragioni ignote occupa da anni il suo posticino nel suddetto carosello cinematografico.&lt;br /&gt;Non ci sono esplosioni, non ci sono diamanti: solo una foto coi colori del Mago Di Oz che ti mostra un cascinale dall'aria appetitosa. &lt;br /&gt;E ti sembra di trovarti davanti un rimasuglio di una comunicazione antica, di un mercanteggiare più sano e sincero. &lt;br /&gt;Per anni, sprofondato nelle pulciose poltrone dei cinema milanesi, mi sono trovato di fronte alla Ca' Del Gulascia.&lt;br /&gt;Decido di vederci più chiaro - in questa anomala sopravvivenza. &lt;br /&gt;Qualcosa scopro, ma non capisco se c'entri o meno: diversi anni fa una famigliola andò a mangiarvi e come spesso capita diede un pezzo di carne al cane sotto al tavolo. Questi però lo rifiutò con un atteggiamento insolito.&lt;br /&gt;Due giorni dopo nelle cucine entrarono della Ca' Del Gulascia entrarono i carramba, e ci trovarono frigoriferi pieni di cani - mammifero poco gradito sulle nostre tavole. &lt;br /&gt;Non seppi nulla dello scandalo. Io a quei tempi me la godevo al cinema. &lt;br /&gt;E tifavo per la Ca' Del Gulascia, che sopravviveva accanto a Dior e Denzel Washington. &lt;br /&gt;Me l'avessero chiesto, avrei pure assagiato un po' di cane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2917654879/" title="cane by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3232/2917654879_f16bc78182_m.jpg" width="240" height="202" alt="cane" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1237462242454854739?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1237462242454854739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1237462242454854739' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1237462242454854739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1237462242454854739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/10/prima-che-incominci-il-film-ovvero-del.html' title='Prima che incominci il film - ovvero del mangiar cani e comprare diamanti'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3232/2917654879_f16bc78182_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4589699220560722326</id><published>2008-10-01T23:37:00.000+02:00</published><updated>2008-10-02T00:38:16.184+02:00</updated><title type='text'>Perché i nodi vengono al pettine.</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;BELLOCCI E BELLOCCE: IL MISTERO DELLE FOTO IN VETRINA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foto sulle vetrine dei parrucchieri. E dei barbieri.&lt;br /&gt;Perchè tutti le mettono. Chi le fornisce. Perchè cazzo tutti le mettono.&lt;br /&gt;Dico tutti. &lt;br /&gt;Dal gian-lui-davidd da 60 euro a sforbiciata al peggio barbierazzo di quartiere, quello che sa fare spazzola, militare e primo McCartney quando è in buona.&lt;br /&gt;Chiome luminose di adoni, ciuffi impresentabili di lolitone.&lt;br /&gt;Fotografie che paiono il retro di un vinile degli Europe e scatti patinati e lucidi come fossero unti.&lt;br /&gt;Possibile che non ci sia un cristiano d'un barbiere in questo paese che decide di aprire un parrucchiere e di gestirsi la vetrina senza facce, senza la referenza di modelli mai visti e mai incontrati?&lt;br /&gt;I tatuatori mettono i tatuaggi che hanno effettivamente portato a termine.&lt;br /&gt;I parrucchieri no. Pescano a caso da cataloghi e moquettari umani.&lt;br /&gt;Perchè tutti le mettono, cosa stanno cercando di dirci?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Qui dentro sappiamo farti i capelli come quelli del belloccio nella foto (ma devo essere già belloccio?).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Qui dentro entrerebbe volentieri anche il belloccio della foto, a farsi tagliare i capelli o anche solo a vedere com'è l'arredo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Questo è un posto per bellocci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esiste un mondo di bellocci che si accoppiano con le bellocce della parrucchiera all'angolo. Tu non c'entri - scordatelo - sfigato.&lt;br /&gt;Ora che l'hai capito, renditi conto che questo è il genere di posto in cui quelli come te vanno a farsi tagliare i capelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dev'essere questa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2906011172/" title="men-hair-color by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3104/2906011172_e1b0db0a38_o.jpg" width="335" height="502" alt="men-hair-color" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;APRIRE UN PARRUCCHIERE. PERCHE' NON CONVIENE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamo che domani apri un parrucchiere, mettiamo che non hai amici, che sei in quartiere in cui non conosci nessuno. &lt;br /&gt;Affitti il posto, lo arredi, compri i prodotti, assumi una sciampista.&lt;br /&gt;Chi ti porta le foto? Quando decidi di metterle? &lt;br /&gt;E soprattutto, come fai a farti una clientela?&lt;br /&gt;Quante probabilità hai che qualcuno passi davanti, che pensi cazzo-mi-devo-tagliare-i-capelli, che non abbia già un parrucchiere di fiducia, che abbia con sè i soldi ed entri?&lt;br /&gt;E anche se lo facesse, ne rimanesse pure entusiasta, quanti amici potrà mai convincere successivamente? Quanto tempo ci vuole perché questa catena possa darti i soldi per pagare la sciampista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un veloce calcolo. &lt;br /&gt;Apri in quartiere X, solo nella tua via hai venti portoni, ventisei citofoni e una media di ventiquattro targhette per citofono. Facciamo due inquilini a targhetta.&lt;br /&gt;Non ho voglia di fare il conto per benino, ma diciamo millecinquecento persone.&lt;br /&gt;180 sono vecchi di quelli che o non ne hanno più o hanno altre cose a cui pensare, tipo non farsi sbranare il cadavere dai gatti.&lt;br /&gt;100 si taglieranno i capelli da soli, perché io mica ho i soldi per bla bla (e allora fatti anche il pane).&lt;br /&gt;100 se li fanno tagliare dall'amica che li taglia abbastanza bene tranne quella volta che.&lt;br /&gt;200 calvi.&lt;br /&gt;150 vanno giù di macchinetta per assomigliare a Cannavaro et similaria.&lt;br /&gt;50 metallari che piuttosto che tagliarmeli.&lt;br /&gt;30 rastoni.&lt;br /&gt;70 lattanti di qauelli ancora glabri. &lt;br /&gt;20 suore di professione - che avranno un circuito loro per far tutto.&lt;br /&gt;40 amici, parenti, creditori del parrucchiere dell'isolato dopo.&lt;br /&gt;Rimangono circa 500 teste potenzialmente seducibili.&lt;br /&gt;400 di queste hanno già un posto dove vanno abitualmente.&lt;br /&gt;Ti rimangono 100 zucche, di cui 12 in causa col loro ex-parrucchiere - e ancora parecchio intrattabili quando si entra in argomento.&lt;br /&gt;88 persone su cui sperare, passanti di altre zone esclusi.&lt;br /&gt;Un taglio ogni 2 mesi di media. &lt;br /&gt;Un totale di 600 tagli in un anno.&lt;br /&gt;Un guadagno netto di 8 euro a taglio. &lt;br /&gt;5000 euro in un anno.&lt;br /&gt;Cazzo, forse mi conveniva mettere fuori le foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2905143665/" title="reklamemarke coiffeur by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3216/2905143665_1d48d9e4d3_o.jpg" width="365" height="378" alt="reklamemarke coiffeur" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4589699220560722326?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4589699220560722326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4589699220560722326' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4589699220560722326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4589699220560722326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/10/bellocci-e-bellocce-il-mistero-delle.html' title='Perché i nodi vengono al pettine.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5027380636057259357</id><published>2008-09-30T22:14:00.000+02:00</published><updated>2008-09-30T23:01:41.842+02:00</updated><title type='text'>Imparare a mentire.</title><content type='html'>Ho incominciato a fumare per avere sulle mani l'odore di sigaretta che mia madre aveva sulle sue quando mi rimboccava le coperte?&lt;br /&gt;Mia madre mi ha sempre detto devi scrivere, scrivi un libro. &lt;br /&gt;Mille madri lo dicono a mille figli.&lt;br /&gt;Cosa importa cosa c'è dentro, quello sai fare. &lt;br /&gt;Fare?&lt;br /&gt;Cosa c'entra il fare? Io la vedo la gente che fa, che salva, che pulisce, che monta.&lt;br /&gt;Peggio ancora, ecco il nobilotto in libera uscita che scopre gli spazzini e si sente confuso.&lt;br /&gt;Quindi - dici - scrivo: più onesto.&lt;br /&gt;Lo faccio perché l'ha detto la mamma?&lt;br /&gt;Assolutamente no, assolutamente no (probabilmente sì, probabilmente).&lt;br /&gt;Scrivi, impara a mentire.&lt;br /&gt;Da piccolo recitavo le guide tv, elencavo palinsesti come fossero canti dell'Iliade. &lt;br /&gt;Pranzi di Natale, cenoni di Capodanno: tutti stupiti e felici della timidezza che mi mancava. Farà il presentatore, farà il presentatore.&lt;br /&gt;Ma sbagliavano: perché il presentatore si fa da parte, a malapena si presenta.&lt;br /&gt;Altrove si cerchino i narcisi. &lt;br /&gt;Sai che novità, che siano i pennaioli.&lt;br /&gt;Eppure tutti a scusarsi, di leggere poco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ho poco tempo, mi piacerebbe poter, bisognerebbe di più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Meglio ancora: prima di andare a letto, come le preghiere. &lt;br /&gt;E il romanzo che dura giusto un'estate, perché solo le preghiere ti salvano quando scegli di passarla sotto il sole come una lucertola. &lt;br /&gt;Leggi, impara a mentirti.&lt;br /&gt;Leggi di chi ricorda tutto - di chi racconta primi amori, marachelle, timore di essersela fatta addosso, leggi di bimbi che scoprono il mondo, che toccano, annusano, che ci spiegano quanto come perché eravamo buoni.&lt;br /&gt;Io non ricordo nulla. Ma se serve, farò finta di ricordare.&lt;br /&gt;E così da qualche parte uomini e donne sprecano aggettivi come acqua corrente quando ci si lava i denti. &lt;br /&gt;E la pioggia che sorprende e la brioche che rimembra. &lt;br /&gt;Piove e tutti si siedono alla finestra pensando che ci debba essere qualcosa da dire (o che non si debba dire nulla, che è fondamentalmente lo stesso). &lt;br /&gt;Altri si siedono un po' più lontano e si chiedono come mai l'acqua dal cielo, i più soli stanno a letto e leggono sproloqui di altri davanti ad altre finestre.&lt;br /&gt;Bè, ma qualcosa si dovrà pur fare quando piove.&lt;br /&gt;Bagnarsi.&lt;br /&gt;E togliere la roba stesa, tanto per cominciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2903058626/" title="CharlieBrownlookingupatrainJPG by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3021/2903058626_b1866364d5_m.jpg" width="240" height="160" alt="CharlieBrownlookingupatrainJPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5027380636057259357?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5027380636057259357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5027380636057259357' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5027380636057259357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5027380636057259357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/09/imparare-mentire.html' title='Imparare a mentire.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3021/2903058626_b1866364d5_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-5183082202526229117</id><published>2008-09-29T08:43:00.000+02:00</published><updated>2008-09-29T08:59:58.235+02:00</updated><title type='text'>Autobahn o fenomenologia della corsia di mezzo</title><content type='html'>Autostrada. &lt;br /&gt;Migliaia di migliaia di vetture che &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non devono toccarsi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quando due si toccano, le altre si fermano.&lt;br /&gt;Si tolgono le due macchine che hanno perso, e si ricomincia.&lt;br /&gt;Per movimentare un po' la faccenda, si introducono nel tracciato vetture che cercano deliberatamente di favorire il contatto - quelle che vanno molto forte e quelle che vanno molto piano.&lt;br /&gt;Procedono lungo i lati del tracciato, lasciando così la possibilità di una modalità di gioco intermedia in cui incontrare teoricamente solo altre vetture con la stessa volontà "mediana".&lt;br /&gt;Ciò non capita come dovrebbe, giacché vetture introdottesi nel tracciato con altre intenzioni (andare molto forte o molto piano) sono costrette a rinunciare ai loro propositi dopo essersi imbattute in vetture con analoghe ma più radicali intenzioni (andare molto più forte o molto più piano) e quindi a riparare nella corsia di mezzo.&lt;br /&gt;Che diventa dunque una lunga colonna di insoddisfazione, di rinunciatari che sporadicamente tentano di reinserirsi nella corsia che un tempo reputavano essere loro consona. &lt;br /&gt;Rimanendo al centro, capita di dimenticarsi l'unica legge che regola l'altrimenti assurda istituzione dell'autostrada - &lt;span style="font-style:italic;"&gt;non toccarsi&lt;/span&gt;, per l'appunto.&lt;br /&gt;Questa momentanea amnesia può causare due fenomeni distinti: il contatto - ovviamente - e la ben più pericolosa convinzione che l'autostrada sia regolata dal desiderio condiviso di coprire distanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolti consigliati e suggestiona(n)ti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2898252676/" title="Kraftwerk-Autobahn-62781 by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3067/2898252676_681df65798_m.jpg" width="236" height="240" alt="Kraftwerk-Autobahn-62781" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-5183082202526229117?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/5183082202526229117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=5183082202526229117' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5183082202526229117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/5183082202526229117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/09/autobahn-o-fenomenologia-della-corsia.html' title='Autobahn o fenomenologia della corsia di mezzo'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3067/2898252676_681df65798_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-2538924414261048442</id><published>2008-09-25T10:50:00.000+02:00</published><updated>2008-09-25T12:34:40.390+02:00</updated><title type='text'>L'Isola Della Peste</title><content type='html'>Città della moda.&lt;br /&gt;Città della peste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non è un caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;22 ottobre 1629&lt;/span&gt; - si registra il primo caso di peste.&lt;br /&gt;In San Babila, come natura vuole.&lt;br /&gt;Si muore come mosche - quelle stupide di campagna che le becchi subito e credi per un attimo di esser diventato velocissimo tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1634 Agostino Lampugnani, monaco benedettino di S. Simpliciano, pubblica &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La pestilenza seguita in Milano l'anno 1630&lt;/span&gt;, relazione che il Manzoni utilizzerà per scrivere il suo polentone più celebre. &lt;br /&gt;Pochi anni più tardi lo stesso abate Lampugnani pubblica La carrozza da nolo, raccontucolo che cela al suo interno una pestifera intuizione: vi compare infatti per la prima volta la parola &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;moda&lt;/span&gt;, come da noi oggi comunemente intesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inizio della fine.&lt;br /&gt;Che è per altro una buona definizione appunto di moda - che è tale solo quando se ne intuisce la mortalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2005.&lt;/span&gt; Compro casa nel vione che tange il quartiere Isola.&lt;br /&gt;La pago tot, passano tre anni e a rivenderla piglierei quasi due tot.&lt;br /&gt;Perché? Perché sta per arrivare la moda - o la peste.&lt;br /&gt;Qui dove dall'asfalto crescevano solo spacciatori e rivoltosi, fioriranno gonnelle e modelle - che già pascolano, tra lo stupore dei vecchietti col bianchino.&lt;br /&gt;Dal take away al pret-à-porter il passo è breve. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;2008.&lt;/span&gt; Perché fosse brevissimo, ci voleva l'esercito - che pascola anch'esso nell'attesa di disinnescare qualche kebab. &lt;br /&gt;In qualche ufficio con grandi vetrate qualcuno starà mettendo bandierine sulla città.&lt;br /&gt;Per l'Isola ne tengono da parte una speciale - disegnata da Valentino.&lt;br /&gt;Stavano per conficcarla sulla mappa quando fecero cadere la Stecca - feudo di illegalità, delinquenza e aria fresca (malauguratamente sempre si accompagnano).&lt;br /&gt;Ma mancava la Pergola - centro sociale che per 18 anni ha pagato regolarmente l'affitto, ostello, ristorante, giardino dove vincemmo i mondiali abbracciandoci, sotterraneo dove ti sembra di essere a Berlino e dove spesso sei l'unico bianco - contento.&lt;br /&gt;E l'affitto avrebbero continuato a pagare, se fosse stato possibile.&lt;br /&gt;Ma all'Isola sta arrivando la Peste, e chi possiede qualcosa preferisce venderla agli untori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Domani mattina&lt;/span&gt; passa l'ufficiale giudiziario per lo sfratto. &lt;br /&gt;Che sia un ometto che non porta pena o banalmente un arido, troverà ad aspettarlo un presidio.&lt;br /&gt;Dalle 6.30. &lt;br /&gt;Svegliarsi.&lt;br /&gt;Non è mai troppo presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2886459107/" title="IMG_0077 by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3057/2886459107_1875e39a54.jpg" width="375" height="500" alt="IMG_0077" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-2538924414261048442?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/2538924414261048442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=2538924414261048442' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2538924414261048442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/2538924414261048442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/09/lisola-della-peste.html' title='L&apos;Isola Della Peste'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3057/2886459107_1875e39a54_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-4583955327567565961</id><published>2008-09-24T11:33:00.000+02:00</published><updated>2008-09-24T11:55:21.242+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2884837240/" title="antica by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3013/2884837240_ff8f5237f9_o.jpg" width="171" height="87" alt="antica" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è finito il dentifricio - da giorni secco, perché il tappino si perde al terzo lavaggio. &lt;br /&gt;Scusi dove sono i dentifrici. Terzo corridoio, sotto gli spazzolini.&lt;br /&gt;Offerta. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Antica Erboristeria&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E già qui ci sarebbe da scriverci un pamphlet. &lt;br /&gt;Voglio proprio vedere dove cazzo è questa antica erboristeria. &lt;br /&gt;Dice la scatola: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Schwarkopf &amp; Henkel - Henkel Italia Spa (div.Cosmetica) - Milano - Dusseldorf&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono la verità. Manco si preoccupano di inventarsi un'Antica Erboristeria sperduta nella Foresta Nera. &lt;br /&gt;Anzi, sottolineano: "Divisione Cosmetica", come a lasciar intendere che al piano di sopra fanno le purghe e a quello sotto i vaccini per la rabbia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardi il logo: sotto &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Antica Erboristeria&lt;/span&gt; c'è un pestello, di quelli dove gli erboristieri del quattrocento facevano i dentifrici.&lt;br /&gt;Ci pensi meglio e ti accorgi che a occhio nel quattrocento ti cadevano i denti a vent'anni e morivi a trentadue. Figurati se perdevano tempo a fare dentifrici.&lt;br /&gt;Non è finita: sotto la scritta ne campeggia un'altra - come dire, non è mai abbastanza - che recita "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;laboratorio natura&lt;/span&gt;". &lt;br /&gt;Viene da chiedersi se il Laboratorio Natura sia in un altro posto ancora o se attiguo all'erboristeria.&lt;br /&gt;Magari i dipendenti dell'uno o dell'altro si incontrano nella stessa mensa.&lt;br /&gt;Che probabilmente si chiamerà Locanda degli erboristi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sposti lo sguardo e in alto a sinistra campeggia la scritta TOTALE.&lt;br /&gt;In maiuscolo, e in rosa - per giunta. &lt;br /&gt;Un aggettivo che non completa alcunché.&lt;br /&gt;TOTALE - e basta. &lt;br /&gt;Dev'essere l'esclamazione tipica degli erboristi.&lt;br /&gt;Subito sotto, un altro capolavoro: -99% di crescita batterica.&lt;br /&gt;Meno novantanove per cento. &lt;br /&gt;Che salva tutti. &lt;br /&gt;Come dire, se dopo averlo usato hai ancora la bocca in merda, sarà quell'uno per cento.&lt;br /&gt;Figurati cosa ti sarebbe successo senza usarlo. &lt;br /&gt;Crescita batterica: non ti sta mica dicendo che li uccide, ti dice che scopano meno.&lt;br /&gt;Il che non esclude che scopino tantissimo comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ha convinto, lo compro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-4583955327567565961?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/4583955327567565961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=4583955327567565961' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4583955327567565961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/4583955327567565961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/09/mi-finito-il-dentifricio-da-giorni.html' title=''/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-3470769050573931302</id><published>2008-09-22T09:16:00.000+02:00</published><updated>2008-09-22T09:27:38.384+02:00</updated><title type='text'>Realpolitik dell'ATM - Cane mangia gatto</title><content type='html'>Segue meraviglioso estratto dalle norme per il trasporto di cose e animali della Azienda Trasporti Milanese - meglio nota come ATM, meglio nota come principale fonte di carta filtro della Lombardia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style:italic;"&gt;dalla sezione relativa al trasporto di gatti&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;...qualora nella vettura fosse contemporaneamente presente anche un cane, ove si evidenziasse incompatibilità di coabitazione fra le specie, il possessore del gatto è tenuto a occupare un altro posto, a cambiare vettura, al limite ad abbandonare il mezzo di traporto o la stazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segue meravigliosa locandina di prescindibile film, probabile ispiratore della realpolitik dell'ATM. &lt;br /&gt;Sbranare o evitare di essere sbranati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/46079183@N00/2877770903/" title="cujo by fededragogna, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3163/2877770903_2d1bf005c5.jpg" width="338" height="500" alt="cujo" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-3470769050573931302?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/3470769050573931302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=3470769050573931302' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3470769050573931302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/3470769050573931302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/09/realpolitik-dellatm-cane-mangia-gatto.html' title='Realpolitik dell&apos;ATM - Cane mangia gatto'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3163/2877770903_2d1bf005c5_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-6946222124928657239</id><published>2008-09-22T09:09:00.000+02:00</published><updated>2008-09-22T09:15:42.055+02:00</updated><title type='text'>Leggere prima di ascoltare.</title><content type='html'>Il tempo c'è, ma non si trova. &lt;br /&gt;I Ministri hanno passato l'estate a scottarsi e a cercar carta per scrivere.&lt;br /&gt;Ora che l'estate è finita e a Milano arriva quel freddo che sembra farti bene - anche se ti cola il naso - i Ministri tornano a scrivere. &lt;br /&gt;Ogni giorno, o quasi, e con ogni mezzo. &lt;br /&gt;Di Ministri si parlerà poco, del resto molto.&lt;br /&gt;In tutte le forme che ci sono state consegnate da secoli di scribacchini (invettiva, poesiola, sonetto, editoriale, bestemmia) e, si spera, in qualcuna inedita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-6946222124928657239?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/6946222124928657239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=6946222124928657239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6946222124928657239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/6946222124928657239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/09/leggere-prima-di-ascoltare.html' title='Leggere prima di ascoltare.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6135715349802400723.post-1172078258384344151</id><published>2008-06-10T13:23:00.000+02:00</published><updated>2008-06-10T13:35:05.676+02:00</updated><title type='text'>Facciamo qualcosa per l'abbiente.</title><content type='html'>Internet è buono. Ci dà tanto spazio in cui giocare e fare i castelli di sabbia.&lt;br /&gt;I Ministri aprirono il loro myspace un anno e mezzo fa. Firmarono con un clic un fardello di contratti che avrebbero richiesto ore e ore di occhiali fini e slang legalese.&lt;br /&gt;Le avete firmate tutti.&lt;br /&gt;Anche per aprire questo blog.&lt;br /&gt;Tutto gratis. Venite, scrivete, parlate, comunicate, diteci chi siete, dateci la vostra mail, non garantiamo nulla, è tutto gratis, venite, venite.&lt;br /&gt;Un giorno ci faranno vedere quei contratti.&lt;br /&gt;Ci diranno "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vedi? le tue parole sono nostre. è sempre stato così. ora spegniamo tutto perché arriva la guerra e tu perderai tutte queste parole".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Forse sono già perse adesso. Non le trovi se le cerchi, le trovi perché sai già dove sono.&lt;br /&gt;E quando si spegnerà tutto, usciremo sui balconi a vedere se anche le altre case sono al buio.&lt;br /&gt;E urleremo per farci sentire.&lt;br /&gt;Ora pensiamo a fare qualcosa per l'abbiente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6135715349802400723-1172078258384344151?l=paroladiministri.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://paroladiministri.blogspot.com/feeds/1172078258384344151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6135715349802400723&amp;postID=1172078258384344151' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1172078258384344151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6135715349802400723/posts/default/1172078258384344151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://paroladiministri.blogspot.com/2008/06/facciamo-qualcosa-per-labbiente.html' title='Facciamo qualcosa per l&apos;abbiente.'/><author><name>Ministri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10840591144691041714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/_TcxQXtJKIX4/SO0rLs2ixvI/AAAAAAAAAAM/5wkzN3PB1cQ/S220/DSCF1028.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
