domenica 20 settembre 2009

Il bisogno di nemici.

lunapark

L’inno. Il loro. Ma noi chi siamo?
Sentito alla radio che prende male, fuori il luna park dell’Idroscalo sotto la pioggia, è più tetro di quanto non si possa permettere d’essere.
Il trucco si scioglie ma viene raccolto in appositi contenitori, da conservarsi in luogo asciutto lontano da fonti di calore.
La libertà non è più cosa mia, tenetevela, vi esploderà in mano.
Questo – il luna park chiuso e umido - è il posto giusto per sentir rinascere il fascismo.
Non me l’ero sognato così. Il fascismo che aspetto da quando ho imparato a parlare era più scuro in viso. Certo, avrei potuto sognarlo meglio. Avrei potuto sognarlo con due teste, e invece qui non ce n’è neanche una. Lo vedevo ovunque – polizia, professori, zarri del campetto, imborghesiti, arricchiti, politicanti, madri, padri. Con un ventaglio così ampio, era difficile toppare: controllavamo il fronte dalle nostre quattro mura e urlavamo al duce al duce quando vedevamo qualcosa di sospetto.
Andavamo a letto ricontando quanti allarmi avevamo dato, e mi stupivo nello scoprire che la loro frequenza si abbassava drasticamente nei giorni di festa, all’ora di pranzo e nelle giornate di sole. Io ero sulla muraglia rivolta ad est.
Appena sotto sfilavano – ogni mercoledì sera – i nazisti di Piazzale Susa. Fiaccolate lungo i giardini di viale argonne – dove qualche anno prima andavo per giostre, dove qualche anno dopo sarei andato per hashish.
Non che le abbia mai viste le fiaccole. Avevo appena imparato a non aver paura dei tedeschi (chi mi aveva cresciuto con la paura dei tedeschi?), ero sgusciato via da elementari e medie schivando risse, schiaffi, sigarette e gente che ci si vede fuori.
I nazisti venivano a colmare una sopraggiunta mancanza, sfilavano per ricordarmi una presunta grande verità: là fuori c’è qualcuno che indipendentemente dalle tue azioni ha una gran voglia di pestarti. Grazie, me ne ricorderò.
E intanto nessuno mi pestava. Uno schiaffo, che risuonò nel corridoio del liceo come uno stiamo arrivando. Nulla più.

9 commenti:

Ire ha detto...

la libertà non esiste. se esistesse sarebbe anarchia, e sarebbe un suicidio di massa, perchè non sappiamo vivere senza potere. Hai sentore di fascismo? Non sono fascisti, queste sono zecche, parassiti che hanno succhiato tutto il peggio da quello che di peggio può esserci stato. Ha ragione Tabucchi: abbiamo la sindrome di Cesare, noi italiani abbiamo bisogno di un dittatore. fuggire o resistere?

bark ha detto...

La verità, pura e semplice, è che non siamo nazione. Non lo siamo mai stati. Siamo incompleti, incapaci di vedere al di là del nostro orto e delle nostre esigenze. E quando l'orto è messo in discussione scatta la paura. Il fascismo è una conseguenza della paura. E' impossibile fuggire da un paese che non c'è. Costruirlo giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, bottiglia incendiaria dopo bottiglia incendiaria, significa vivere dando un senso alla vita. Altrimenti diventiamo come loro.
Beh, m'avete dato uno spunto per il blog... ;-)

arrotino ha detto...

purtroppo il teatro di queste impressioni non è solo l'idroscalo,ma pure le vie di questi paesini brianzoli dove anche voi volete una base.(direttamente da usmate)
l'odio che ce in giro lo si respira davvero, lo fotografate nella maniera migliore che io abbia mai sentito.non solo lui ma la resistenza , la ricerca di un'identita diversa che per me dovrebbe fondarsi sulla bellezza delle cose e delle persone che ancora non vogliono pestare qualcunaltro indipendentemente da cosa faccia.temo spesso di illudermi.

Koma ha detto...

Il bisogno di nemici è sempre stato anche tuo, da quando andavi a gridare "al duce al duce" a quando andavi a comprare hashish, il bisogno di quando schivavi le risse per dichiararti loro nemico, e guardare sulle loro facce l'effetto che fa.
Il bisogno che ha la libertà di sfidare il fascismo e qualunque altra cosa si metta fra lei e te.

bark ha detto...

@Koma: beh, non è sempre detto che sia così. Molti comprano hashish per essere contro ed allora hai ragione tu, ma voglio sperare che ci sia qualcuno che lo fa perchè gli piace fumare. Ecco, mi riesce difficile immaginare che quei pochi ai quali piace veramente fumare hashish siano contro chicchessia...

Koma ha detto...

@Bark
È vero, scrivendo il commento non ho tenuto conto di questo, purtroppo non fumo neppure tabacco e quindi non ho pensato al "piacere di fumare hashish", è stata una notevole trascuranza.

bark ha detto...

@Koma: figurati, non fumo neanch'io.
Siamo trasgressivi... :-)

Miguel ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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