lunedì 21 giugno 2010

Horst Haase o Ode al Giallone

La furga ministrica giunge in mezzogiorgio dopo una notte e 10g.


Ratti, grossi ratti sotto le macchine parcheggiate. Oppure: grosse macchine sopra a ratti affamati. Stasera piove tanto da farli venire a galla. E impareranno a nuotare proprio quando in giro non ci sarà nessuno da spaventare.
Tuona che lo sentono tutti e pensi quanto è difficile per te farti sentire da tutti. Ci sono io e c’è il mio furgone, che a fatica emerge dal triangolo di Corvetto.
Mi hanno rubato il tappo della benzina. Quello sostitutivo, plasticaccia, cinque euro (quello vero distrutto con un cacciavite e un martello perché chiavi cadute dietro armadio e chi le trovava più e bisognava andare in piazza a suonare per il conchetta e porcodio apriamolo in qualche modo poi ci penseremo traac). Tutto sommato, un gesto carino e disperato: del tuo furgone scassato non sappiamo cosa farcene fratello, ma questa plasticaccia è buona da fondere.
Lui, comunque, si chiama giallone. Gli mettono insieme i pezzi che non avevano ancora messo insieme i miei – 1981. La prima a coccolarlo si chiamava dovrei-guardare-sul-libretto. Qualche anno più tardi tocca a Horst Haase, crucco con la faccia onesta e lo sguardo di chi nella vita si è accontentato – che per lui accontentarsi non è mica una brutta parola. Solo nelle mani di Horst il giallone diventa tale. Spero vivamente che l’abbia scelto quel giallo – che non sia la vendetta di un commesso del brico-center di una statale dimenticata della Franconia.
Lo compro un giorno che non potevo più farne a meno, dopo averci pensato qualche mezzora (intensissima però). Lo compro su ebay per due lire (il trucco è andare su quello tedesco, destreggiarsi tra i menu e scoprire che per loro il furgoncino Volkswagen non ha nulla di radical chic ma serve per portare i maiali nella piazza del mercato e la moglie d’agosto in campeggio sul lago). A metterlo in vendita, tra gli altri è appunto Horst Haase (elenco degli Horst famosi nella storia dell’umanità: 1.Horst Tappert, ovvero l’Ispettore Derrick. Elenco finito), che oltre a mettere le foto del cucciolo aggiunge un tot di note incomprensibili sulle condizioni del suddetto. Traduco dunque il papiro di Horst, non sapendo all’epoca che quattro parole in tedesco (ora ne so 28, credo), con strumenti per le lingue di google: ne viene fuori un inedito esperanto (io essere compravendita veicolo per sopra melanzana no mantenere perdite) che ricorda ferocemente la poesia involontaria dei messaggi spam del tipo viagra e enlargeyourpenis (vedi a fine blog).
Compro a scatola socchiusa per pochi euro, rischiando di dover ritirare una carrozzeria senza motore color giallo canarino nel fottuto mezzo della Germania. Riesco in qualche modo a darmi appuntamento con Horst alle 9 di un primo settembre agli arrivi dell’aeroporto. Sono vestito male e ho con me una busta con 1600 euro dentro, tre ore di sonno addosso, un biglietto low-cost che ti lasciano caricare giusto il culo se rientra nelle misure e il sacrosanto dubbio di essere nel mezzo dell’ennesima mia cazzata.
Mi appare nel grigissimo parcheggio dell’aeroporto di Francoforte (notare che, a parte l’erba a fianco delle piste, gli aeroporti fanno di tutto per farti dimenticare di essere su un pianeta con un passato pre-umano) e non fa fatica a farsi riconoscere. Horst è un neo-pensionato simpatico e zelante, con gli occhi sinceri e provati: mi spiega a gesti che devo metterci l’olio ogni tot (rivelatosi poi un tot piuttosto ridotto), mi fa vedere come si tira su il tetto e mi mostra gli occhiali zarrissimi (quelli che vedi addosso agli spacconi nelle baita coi lucidalabbra e la mise che paiono una vetrina di Decathlon) che ha deciso di lasciarmi in dotazione. Salgo mentendo a Horst sul fatto che non era certo il primo furgone che guidava, che ce l’avrei fatta a tornare in Italia.
Era il primo furgone che avessi mai guidato e per un chilometro netto lo spettro dell’enorme cazzata tornò come un rigurgito. Fu solo una parentesi. Venti ore dopo ero in patria (patria?) e festeggiavo il mio compleanno da solo cantando a squarciagola canzoni probabilmente prescindibili.
Per un attimo mi metto addirittura gli occhiali, che ben si sposano col pelo da cartolina (non so che tipo di cartolina, ma di certo è da cartolina) che ricopre i sedili davanti e che mi fodera il cuore - che perde olio per solidarietà al mezzo. Scapperò con lui, quando mi verranno a cercare. Scapperò a ottanta all’ora sulle statali della bassa padana.
Mentre sogno di farmi impallinare come Mara Cagol e diventare eroino con foto segnaletica nei libri che vendono poco – ricordo che una volta già si sono incontrati il mitra e il giallone.
Era la sua prima uscita con targa italiana. Che non condivideva i fori col porta targhe tedesco, quindi eccola attaccata col nastro da pacchi sul lunotto posteriore. Il lunotto non dice perché si chiama così, né che cosa protegga nel bagagliaio – ovvero amplificatori, giacche, chitarre, stracci. E targa, appunto. Il giallone alla sua prima uscita è dunque un parallelepipedo di lamiera canarino acido senza nome e didascalia. O non ce ne accorgiamo o siamo troppo pigri per. Si torna dal concerto che è notte e se non fossimo gialli saremmo invisibili oltre che lenti. Saremmo: sfrecciamo piano piano di fianco a un blocco di caramba proprio mentre qualcuno in furgone si danna perché non ci sono sigarette per far su. Avranno avuto quattro secondi massimo per taggarci: comunisti arabi gialli senza targa. Lasciano qualsiasi cosa stessero facendo e ci riprendono in due chilometri. Non sanno chi o cosa aspettarsi, e nel dubbio escono i mitra. La delusione nel trovare pischelli assonnati al posto di terroristi smarriti è grande nei loro occhi in divisa. E la ricerca di droghe leggere e leggerissime si fa quindi blanda e approssimativa. Quasi offensiva. Risaliamo con una paternale neppure appassionata e ripartiamo. Nasce il progetto di scrivere sul lato del furgone doner kebab. Nasce il progetto, ma non c’entra, di distribuire musica elettronica gratis, in tutti i kebabbari di Milano. Da allora nessuno lo fermò più.

appendice
ESEMPI DI POESIA e PROSA SPAM INVOLONTARIA
Se ognuno tanto qualcuno leggesse le mail di spam che promettono amplessi dal rinnovato vigore scoprirebbe che al loro interno si annidano sintassi e costruzioni affascinanti - di gran lunga superiori alla maggior parte delle cose mai lette in materia e di certo qualsiasi comunicazione pubblicitaria.
Eccone due estratti.

- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo.
- La cosa migliore e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota»,rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola). Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna. C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile.

9 commenti:

bark ha detto...

Potevate ridipingerlo blu e scriverci "Viagra" al posto di Doner Kebab...

M. ha detto...

"Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo."

Ecco come scrivono i testi i Verdena, eureka!

bark ha detto...

HAHAHAHA... vero... :-)

octave ha detto...

C'è anche Horst Kohler!
Il resto è tutto dannatamente ineccepibile.

Paci.Selvaggia ha detto...

auhauhauhauhauhahah le vostre precisazioni mi fanno sentire inutili ora xD

Comunque dev'essere bello sfrecciare a ottanta all'ora e magari con tanto di rombo del motore vissuto in sottofondo (e nemmeno tanto in sottofondo xD).
Il senso della vita? Compratevi un giallone e lo carpirete al meglio!

stagon ha detto...

toll!und immer lustig..so..perfekt zum lesen. Scrivi più spesso, che leggerti tira su il morale.

Ovittacopulli ha detto...

beh .. avete scelto proprio un bel colore!;)

Maurizio ha detto...

Queste scritte potrebbero vagamente ricordare anche qualche canzone di Tiziano Ferro...

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