lunedì 12 luglio 2010

Teoria del mondo piatto e suoi nemici.





La verità è un gioco da bambini. Poi diventa un sofismo, una complicazione, un ostacolo alla logica del fare, al vivere insieme.
Ero piccolo e petulante - e non facevo che chiedere, convinto che la verità fosse l'esser sazio di perché.
La scuola, curiosamente, era allora una generosa fornitrice di risposte e suggeriva cospirazioni e dietrologie come neanche un circolo anarchico. Si cominciò dalla forma della terra. Ci fu detto che era tonda, anzi a forma d'arancia, e le maestre peggiori non avevano miglior prova da offrire che la forma del mappamondo.
A molti l'argomento non interessava, e li si poteva capire - dato che dalla finestra si vedeva il cortile della scuola, e sembrava chiaro che i rapporti di potere e la ricerca della felicità si sarebbero consumati laggiù.
E il cortile, checché ne potesse dire la maestra, era drammaticamente piatto - e di cemento pure, con buona pace delle nostre ginocchia. Per motivi che mi sono gran parte rimasti ignoti, il fatto della non evidente rotondità del mondo sembrava comunque un punto da risolvere per tutta la classe docente, che pareva preoccupata di mandarci fuori da quelle mura con un'errata convinzione circa la forma del pianeta.
Il primo passo della demistificazione consisteva inevitabilmente nella ridicolizzazione dell'ipotesi concorrente - vale a dire quella del mondo piatto, che godeva di ottima fama, vuoi perché intorno tutto sembrava confermarla vuoi perché vivevamo nella pianura padana.
Per questo la teoria del mondo piatto fu attribuita a un non meglio specificato medioevo, descritto suppergiù come un'epoca becera con un costante odore di piscio per le strade. L'idea di un mondo monetoiforme con grosse cascate ai suoi confini e una faccia nascosta non meglio specificata veniva presentata come l'incubo malriuscito di anni bui e maleodoranti, anni in cui la gente credeva in panzane come paradiso, inferno e libri sacri (ovvero gli argomenti dell'ora di religione immediatamente successiva a quella di scienze).
Il cammino verso il profondo convincimento sull'effettivo status di sfera passava per quindi per argomentazione di tipo domestico (immaginatevela come un'arancia un po' schiacciata - e tutti avrebbero voluto chiedere ma schiacciata da chi?, ma evitavamo per non affliggere la maestra, le cui frustrazioni erano evidenti anche a un bambino di sei anni) o di tipo empirico (avete presente quando vedete l'orizzonte lontano e vi sembra di vederlo curvarsi?, ma molti di noi avevano visto l'orizzonte solo tra un condominio e l'altro - e comunque non sembrava un'argomentazione particolarmente convincente).
Capitava che i più partecipi si dessero effettivamente da fare a immaginarselo tondo e si domandassero cosa ci fosse dunque dall'altra parte di questa benedetta arancia. La risposta era la Nuova Zelanda - ed era talmente rapida da far pensare che la Nuova Zelanda fosse stata messa lì in mezzo all'oceano dalla classe docente solo per aver qualcosa con cui far tacere i nostri sospetti.
Un giorno mi venne da chiedere se mai qualcuno a Milano avesse mai scavato fino a spuntare in Nuova Zelanda. Certo che no, mi risposero come si risponde agli ingenui e ai sognatori.
Ma la mia era una domanda assolutamente concreta: se davvero di sfera si trattava, perché a nessuno era mai venuto in mente di passarla da parte a parte, come mai nessuno si preoccupava del centro dell'arancia, che per analogia dovrebbe essere ben più interessante della buccia?
Ma era solo l'inizio dell'inspiegabile passione delle nostre maestre per le verità meno evidenti e a prima (e seconda) vista meno utili.
Subito dopo arrivò infatti un nuovo difficile boccone da digerire: la terra tonda di cui sopra girava pure (e con un certa premura) e il sole, che vedevamo transitare dalle finestre di cui sopra, era invece desolatamente fermo. Ma anche in questo caso, le prove a sostegno della nuova inesperibile verità erano poche e deboli. E rimangono tali oggi, a vent'anni di distanza: il sole gira eccome, la terra è ferma come un cantiere edile di Patrasso. Non esiste attività commerciale o pratica quotidiana che tenga conto di rotazioni e rivoluzioni: le nostre vite si consumano su un mondo immobile e piatto - e si ha la netta impressione che, al di là di tutto, delle matte avventure del sistema solare non fotta più niente a nessuno.
Ma allora perché caricarci di questa responsabilità immonda, perché negarci l'evidenza di un'esistenza ancorata al suolo, di un sole che va e viene? Perché dovevamo sapere?
Forse perché è meglio conoscerla - la verità - e scoprire che non serve a niente, per entrare veramente in armonia col mondo che ci è stato dato. Una sorta di lenta e inarrestabile delusione che ti porti inconsciamente a credere vero solo ciò che che serve - e a sapere vero ciò che comunque non potrai mai toccare.
In sospetta concomitanza con queste prime amare batoste teoretiche, si consumava un altro centrale disvelamento: nell'uggia di un fine novembre, mi capitò di entrare in camera di mia madre e dietro la porta trovare impilati con largo anticipo i regali di natale, che al tempo credevo ancora in qualche modo collegati al ciccione dei camini. Il primo pensiero che mi sfiorò non riguardava la questione dell'esistenza di Babbo: pensai piuttosto che, conoscendo mia madre, sembrava ovvio che non avesse voluto mettere in mano a un uomo - specie e genere di cui poco si fidava - un evento centrale come quello della distribuzione regali ai suoi due figli. Arrivai anche a postulare che il lappone prendesse in considerazione solo le famiglie coi camini in casa. Ma quando mia madre rientrò, tacqui. Solo quando un mese più tardi ci consegnò i regali, i miei occhi tradirono la verità che era la sostanziale solitudine del nostro nucleo familiare - lontano dalle rotte delle slitte e anche dalle tavolate dei parenti. Mia madre capì - e da allora continuiamo a farci regali come se sopra di noi qualcosa esistesse, come se il mondo non fosse piatto e immobile com'è.

9 commenti:

laura ha detto...

Le maestre avrebbero potuto utilizzare come prova i contropiedi di Holly e Benji: lì è evidente la sfericità della Terra.

http://www.youtube.com/watch?v=XDBOTvkJZvg

gabri ha detto...

bellissimo questo pezzo ...
e pensare che un tizio famoso ci stava per rimettere la testa ad insistere sul fatto che era la terra a muoversi e non il sole! Se sapesse poverino...

Celia ha detto...

che poi non l ho mai capito..ma quelli della Nuova Zelanda che fanno? vivono a testa in giù?
e poi quella storia dell'arancia non mi torna..che se l'arancia la schiacci viene fuori una spremuta no? mica la Terra!..bah...

bark ha detto...

Forse tua madre è lappone...

googjoob ha detto...

È praticamente un inno alla ricerca pura contro quella applicata... forse

guiterik ha detto...

la verità, l'unica cretezza di questo mondo e l'unico vero dubbio!tanto che oggi si moltiplicano come pani e pesci(perchè nell'ora di religione c'era chi faceva ciò),le teorie cospirazioniste o le verità supposte!che dire? certo nessuno mai cercherà di incentivare la verità o di distoglierci dal grande fratello....sennò una volta cresciuti la storia dell'arancia non desterebbe più troppo interesse!specialmente se ad attirare i 'pesci' all' abbocco sono un bel paio d'arance unite alla frivolezza dell'ultimo capolavoro della Bocconi! crescendo cambiano gli interessi e vuoi o meno, sempre di spremue d'arancia si sta a parlare!!!fino a che gli squali non arriveranno a mangiarsi pure l'amo da dove vgliono farci abboccare! ministri siete grandi..un giorno, molto presto vi sarò di supporto con la mia musica

guiterik ha detto...

i veri eroi o martiri delle epoche, coloro che hanno rischiato la vita per la verità, quella pura!coloro che oltre all'arancia quasi sferica conoscono pure il succo! spesso mortificati in onore di una causa più facile.....più facile, per far abboccare più pesci all'amo! oggi non ce ne sono quasi più e quei pochi che restano devono starsene coperti per non essere individuati, da chi manovra la lenza ed è pronto ad usare l'arpione per i pesci più furbi! e dire che all'ora di religione c'era un dio che li moltiplicava i pesci! come se fossero in grado di nuotare nel 'succo d'arancia'. oggi la verità non verrà mai a galla perchè il mondo è disseminato di ami e di pesci che abboccano! aspettando che l'arpione gli si ritorca contro!!ministri siete grandi perchè sfuggite agli ami e chi vi sa capire potrebbe spezzare più di una lenza....in attesa che anch'io con la mia musica vi sia di supporto.....continuo a non abboccare -stay stuned-

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Moody ha detto...

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