lunedì 20 settembre 2010

Gli Alberi - making of

Sei solo, affamato e nel mezzo del fottuto nulla.
D'un tratto, non importa quanto lontano, vedi la luce di una discoteca - quei fari che puntano nel cielo e fanno sbandare gli aerei e sottointendono locali generalmente squallidi dove dj si dice ancora disc jockey e al barman non riescono neanche i giochi con le bottiglie. Ma non hai scelta cazzo, se vuoi sopravvivere e vedere che faccia ha il domani non hai scelta.
Questi ed altri pensieri sono passati per la testa di qualsiasi insetto si fosse trovato il 4 settembre nel novarese.
Legioni di moscerini, zanzare e vespe giganti roteavano nel buio e nella noia (il fatto che gli insetti si gasino così tanto quando vedono una lampadina, credo voglia dire che nel buio si rompono sostanzialmente i coglioni), finché - non importa quanto lontano - qualcuno ha deciso di accendere tot riflettori dal nome a sigla (tipo TL57 o CRUT15 - per permettere ai tecnici di parlare con gergo tecnico) e dalla potenza di fuoco disumana, unito a diversi altri neon e ammenicoli.
Quel qualcuno coincideva ovviamente con noialtri, intenti a girare il video de Gli Alberi, che nei progetti sarebbe stato video da crepuscolo ma poi scopri che nel novarese il crepuscolo in settembre dura meno di un pezzo dei Ramones e capisci che ti toccano le tenebre.
E' sinceramente un peccato che nel video non si possa apprezzare come si dovrebbe il momento dell'attacco degli insetti.
E non già per render conto della situazione in cui il caro Saku (regista e novello apicoltore) ha girato il video: quello che si perde è una documentazione entomologica importante, ovvero la possibilità di un incontro filmato ravvicinato col Calabrone Gigante di Robbecchetto con Induno.
Il Calabrone Gigante di Robbecchetto con Induno è lungo circa quanto un gamberone o uno scampo di un ristorante di quelli che generalmente non ti puoi permettere ma se paga qualcunaltro ordini generalmente qualcosa con appunto un crostaceo caro sdraiato su risotto/tagliatella/griglia.
Al termine del suo corpicione mostra fiero un pungiglione da aprirci le lattine, mentre dal lato opposto splendono occhi neri assetati di sangue - nonostante sia quasi certo che il calabrone gigante non abbia particolare predilezione per il sangue.
Ciò detto, tutto sul momento indicava altro: in mezzo ai quattro riflettori tanto più accecanti quanto colpevoli, i Calabroni Giganti volavano tra gli stormi di insetti assortiti (e quasi tutti a quel punto desiderabili) come squali in mezzo a orate d'allevamento.
Non solo, vuoi perché confusi vuoi perché assetati di sangue vuoi perché un po' stronzi, i suddetti C.G. si spostavano con traiettorie imprevedibili ma all'apparenza vendicative, si appoggiavano spesso e volentieri su spalle, colli, capelli, gambe, lobi.
Non c'era bisogno in quel momento di consultare wikipedia per capire che una puntura di uno di quegli astici volanti in zone importante avrebbe causato o morte da soffocamento o un video dei Ministri girato al pronto soccorso (una volta tornato a casa, ho effettivamente controllato wikipedia: avevamo temuto giusto).
E così, mentre qualcuno urlava, qualcunaltro più prosaicamente bestemmiava e il buon regista si chiedeva se sarebbe riuscito a stare al centro di quelle luci con la scritta pungimi in fronte e il compito insieme di girarci un video, il buon Divi - momentaneamente ritenutosi immortale - cercava di spingere gli orrendi in un ventilatore industriale posizionato nel mezzo del set (riuscendoci spesso, con tanto di suono splatter del calabrozzo macinato dalle pale).
Nei momenti di calma apparente, avvolti solo da mai tanto benvolute zanzare tigre, si è effettivamente girato il video - con gioia e incoscienza.
Un'esperienza che nel complesso ci ha lasciato almeno due buoni insegnamenti.
1. Per girare un video di una canzone nel mezzo di una riserva di calabroni giganti devi volere davvero molto bene a quella canzone.
2. I ventilatori industriali, oltre a proteggerci dagli insetti cattivi, sono anche capaci di
a)farti sembrare uno dei Bee Gees se hai i capelli lunghi
b)farti socchiudere gli occhi con effetto faccia da triglia - tipico dei video dei Backstreet Boys. E non puoi farci niente: se sei a meno di due metri da quel coso socchiudi come socchiudeva Nick Carter.
E pensi: ma vuoi vedere che in realtà non voleva fare così il piacione, vuoi vedere che senza quelle grosse pale oggi saremmo tutti qui ad ascoltare Larger Than Life?

8 commenti:

cittathebest ha detto...

il divisauro vi ha protetto ;)

Tommi-- ha detto...

dov'è il video?

ministro ale ha detto...

si narra di locuste ministrivore arrivate tardi

Paci.Selvaggia ha detto...

...però un video al pronto soccorso sarebbe stato interessante, oppure potevate svoltare la cosa a documentario entomologico (?), alla Insetti del Podere di Caparezza.

Sarà che ho visto il video ancora una volta sola, ma l'effetto piacione non l'ho ancora notato...o sarà che la faccia di triglia e la bocca a mo' di "O" tipo bambola gonfiabile le assumi anche nei live xD

Miriam ha detto...

che cosa orribile :S vi stimo

bark ha detto...

Potevate mettervi i caschi da apicoltore del vostro regista... :-)

valentina ha detto...

minchia. allora ringraziamo le pale.

Anonimo ha detto...

da novarese ho una sola precisazione da fare... Robecchetto con Induno è in provincia di MILANO... a Novara niente calabroni, solo zanzare!!!!!!! comunque ci vediamo stasera all'Alcatraz!!!

Marco M.